Y2K

  • Genere: Mystery
  • Editore: Interplay
  • Sviluppatore: Runecraft
  • Rilascio: 1999
  • Tipo: 3D P & C in terza persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 2 – 3 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
P166 – Windows 95/98 – DirectX 6.1 – 16 MB RAM – 100 MB su HD – Schede audio e video supp DirectX – CDROM 8X – Mouse Microsoft compatibile

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

YK2 è la sigla convenzionale che fu usata per nominare il bug del millennio, cioè il passaggio di calendario dal 1999 al 2000 che fece tremare milioni di PC dotati di sistemi operativi Microsoft di vecchia concezione che non avrebbero riconosciuto la nuova datazione.
Il gioco inizia il 31 dicembre 1999. Il protagonista del gioco, Buster Evermann e una sua amica stanno trascorrendo la notte di capodanno in una casa antica e misteriosa che il protagonista ha comprato con una vincita al lotto.
Misteriosa perché, malgrado sia antica, è stata attrezzata con apparecchiature elettroniche ultramoderne che automatizzano tutto.
Al risveglio dalla sbronza, il ragazzo si accorge che la rete che automatizza la casa non è conforme alla tecnologia Y2K e la sua amica è rimasta intrappolata.
Dovrà quindi disattivare i vari meccanismi per liberarla ed adeguare il sistema al nuovo millennio.

IL GIOCO

Grafica – Il gioco è in terza persona, un punta e clicca sui generis, che si gioca tutto dal mouse ma con un sistema di “trascinamento inconsueto” che all’inizio disorienta parecchio.
Infatti il personaggio si può muovere solo in determinati punti che si selezionano trascinando la visuale con il tasto destro del mouse. Ma dell’interfaccia parleremo più dettagliatamente nella sezione apposita.
Il gioco è molto lento, i movimenti si verificano a scatti, il motore va avanti con una certa fatica e si arriva fino in fondo con il segreto timore che ci pianti in asso da un momento all’altro. Invece no, in fondo ci arriva.
Gli ambienti, pochi in verità, sono descritti dignitosamente, ma la definizione grafica è di basso livello e pare sviluppato in data assai precedente al 99. Gli unici due personaggi che si vedono sono descritti sommariamente, specie nei tratti del volto, si muovono con lentezza e senza alcuna naturalezza.
Una notazione: i titoli di coda sono quasi più lunghi del gioco stesso e non si possono evitare.

Sonoro – Il gioco è doppiato in inglese, con toni striduli ed esagitati.

Enigmi – Si raccolgono degli oggetti e si usano sui meccanismi senza ulteriori azioni. Solo in un paio di casi si debbono trovare dei codici che però risultano evidenti da documenti o da oggetti repertati.
Il gioco è piuttosto semplice, anche per la pochezza delle locazioni e la sua breve durata; diciamo che la maggiore difficoltà può consistere nell’uso dell’interfaccia.

Interfaccia – La definirei alquanto bislacca. Con il tasto destro del mouse si trascina la cinepresa che può girare a 360°, però si può andare solo dove appare un quadrante di orologio. Dopodiché appare una chiavetta che esegue l’azione di andare o di entrare in una porta.
L’inventario sta in un PDA che si richiama con la barra spaziatrice. Si seleziona l’oggetto che si vuole usare poi ciccando sulla schermata si apre un piccolo menu con “esamina, usa, usa l’oggetto selezionato”.
Il menu si apre con il tasto “esc” e salva solo l’ultima posizione.

Conclusioni – Un gioco breve, si termina in un paio d’ore al massimo, antipatico da gestire ma tutto sommato non sgradevole, quando ci si prende la mano.