X-FILES

  • Genere: Giallo mystery
  • Editore: Fox Interactive
  • Sviluppatore: Fox Interactive
  • Rilascio: 1998
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 13 +
  • Durata: 18 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Windows 95 o 98 – Pentium 120 (166 raccomandato) – 16 MB RAM – 250 MB su HD – CD-ROM 4X (8X raccomandato) – Scheda audio Win compatibile

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Seattle: Scully e Mulder sono in azione. Stanno seguendo un’indagine, c’è una sparatoria, Mulder viene colpito. Dissolvenza sul dipartimento del F.B.I.
L’agente Craig Willmore viene incaricato di cercare i due agenti ormai scomparsi da giorni. Stavano indagando su un caso ma nessuno sa bene di cosa si trattasse, per cui la prima cosa da fare è scoprire su quale pista erano i due agenti.
Craig riesce infine a ritrovarne le tracce. Mulder recita per pochi minuti poi si defila, mentre Scully parteciperà più attivamente alle indagini, pur se in modo molto marginale e naturalmente non mancheranno nel contesto implicazioni paranormali senza le quali il gioco non avrebbe molto senso.
In realtà della storia in sé e per sé non si può raccontare molto a rischio di svelare troppo e di togliere quel poco o tanto di sorpresa che ci si aspetta da un gioco simile.
Alla fine la trama in verità appare un un po’ oscura, come se si restasse con l’impressione di non aver afferrato tutto completamente. Sarà per il fatto che la storia prosegue piuttosto lentamente nella prima parte accumulando alla fine tutti i colpi di scena così da dare l’impressione di una conclusione un po’ troppo affrettata, sbrigativa, rispetto all’insieme.
Non è un gioco propriamente horror, ma vi sono delle scene “forti” che forse andrebbero evitate ai più giovani.

IL GIOCO

Il gioco esce sulla scia del grande successo ottenuto a livello mondiale dagli omonimi telefilm per sfruttare il mercato dei fans ma… come spesso succede in questi casi, il pubblico si divide in due: da una parte coloro che hanno seguito i telefilm (personalmente ne ho visti solo alcuni) e si aspettano di vedere in azione i propri beniamini Scully e Mulder, dall’altra coloro che non nutrono alcun tipo di fanatismo nei confronti della serie ed hanno affrontato questo gioco come un qualunque gioco di avventura.
Da parte dei primi c’è sicuramente la delusione di aver visto i protagonisti del film solo in brevi camei (comparsate) e di scoprire che l’agente protagonista è un altro.
I secondi possiedono forse una maggiore obbiettività per giudicare il gioco in se stesso a prescindere da ciò che lo lega alla serie televisiva.

Grafica – La grafica è basata su filmati a pieno video, perciò risulta piuttosto pesante per il sistema.
Il rendimento grafico non è eccellente, a dire il vero: le immagini non sono incisive ma piuttosto sfumate, tendenti al buio. Non si sa bene se per una scelta d’atmosfera degli sviluppatori o se è un limite del sistema scelto. Fatto sta che negli interni diventa veramente problematico individuare gli indizi e cercare gli oggetti.
Le immagini scorrono a sequenza, non vi sono disegni ma solo foto 2D che integrano i filmati e fanno parte del set cinematografico. Il guaio di questi fondali piatti è che gli spostamenti da compiere diventano davvero problematici perché mentre ci si indirizza in un punto con il cursore, il motore ti porta in tutt’altro e da lì devi cercare il modo di tornare indietro e trovare la direzione giusta per arrivare dove vuoi o dove devi. La strada dell’andata non è mai quella del ritorno.
Emblematico è il capannone in cui si debbono trovare indizi: oltre ad essere terribilmente scuro, si percorre in modo del tutto cervellotico, quasi fosse un labirinto e per giunta se non si trova l’esatta posizione per compiere un’azione, non si può procedere e bisogna ricominciare a girare in tondo per azzeccare la prospettiva giusta. Qui si possono perdere tranquillamente due ore per cercare un punto di pochi pixel o una macchia di sangue che è raggiungibile solo ed unicamente da una certa prospettiva.
Le sequenze filmate naturalmente intervallano il gioco e spesso nel corso di esse bisogna compiere rapidamente azioni per non morire. Per questo è bene ad ogni azione riuscita, salvare il gioco. E qui c’è un grosso limite perché le possibilitù di salvataggio sono solo tre. In compenso però, ogni volta che si muore, il gioco riprende automaticamente dall’ultima sequenza.
La qualità dei filmati è buona ma non più di questo: rende bene l’atmosfera di mistero che aleggia intorno alla storia ma non riserva sorprese di sorta.

Sonoro -Anche la recitazione è buona, mentre la musica si fa sentire di tanto in tanto e i rumori ci sorprendono qualche volta percheé interrompono il silenzio innaturale di altri momenti del gioco in cui invece sarebbero opportuni. Viene da pensare che gli sviluppatori, vista la pesantezza del gioco (7 CD) abbiano voluto puntare molto sul film e abbiano risparmiato sui partocolari.
Purtroppo però un videogioco non è un telefilm ed è fatto anche e soprattutto di particolari.

Enigmi – La scarsa interattività e la ripetitività delle azioni che non richiedono un reale impegno mentale da parte del giocatore, lo rendono per certi aspetti noioso e un poco scontato.
L’investigatore è dotato di strumenti ultramoderni tra cui un PDA con il quale può comodamente spostarsi da una parte all’altra della città. Comodo, no?
Esiste un inventario, ma non lo userai molto. In questo gioco non ci sono veri e propri enigmi da risolvere, nel classico modo del gioco d’avventura: “raccogli” “usa”, ma piuttosto una serie di conversazioni attraverso le quali Willmore raccoglie indizi e progredisce nelle indagini. Parlare, visitare ancora i luoghi, cliccare su tutto il possibile e tornare a parlare, sempre, su tutto, con tutti. Solo quando avrai fatto questo ti sarà possibile avere aìccesso a nuovi sviluppi del gioco, altrimenti ti bloccherai.
Per giunta esiste un “aiutino” per superare i momenti critici. Una luce blu in alto nello schermo è l'”Intelligenza artificiale” che interviene a toglierci dai pasticci se ne abbiamo bisogno.

Interfaccia – L’interfaccia è abbastanza intuitiva. Gli articoli d’ inventario sono localizzati alla base dello schermo e sono resi visibili trascinandovi il mouse.

Conclusioni – Un gioco dalle molte pretese che però è molto film e poco videogioco, per cui in parte fallisce il suo scopo ma nell’insieme vale la pena di affrontarlo.