QIN – Tomb of the Middle Kingdom

  • Genere: Avventura archeo
  • Editore: Time Warner Electronic Publishing
  • Sviluppatore: Learn Technologies Interactive
  • Rilascio: 1996
  • Tipo: 2/3D P & C in prima persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 12 +
  • Durata: 8-10 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Pc 486/33 – Win 3.1 o sup. 8MB ram – CDrom 2x – Scheda video SVGA 256 colori – Scheda audio SB compatibile – Tastiera – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Un fratello minore di Myst ambientato in Cina dove il giocatore impersona un archeologo che si propone di riportare alla luce la tomba di un re cinese ma in realtà è incaricato di cercare un elisir dell’immortalità che si dice sia celato nei segreti della tomba.
Un terremoto lo sprofonda nella cavità e lì inizia l’avventura che potrà concludersi con 4 finali diversi.
Il gioco non manca di una certa atmosfera suggestiva che lo rende gradevole e abbastanza coinvolgente.

IL GIOCO

Grafica – Malgrado la configurazione di 460×640 a 256 colori, richiesta per giocare a pieno schermo, la grafica si presenta abbastanza nitida specie nei fondali in esterno, mentre negli interni è più sfocata e scura.
L’ambientazione è curata, sobria, con punte di buona scenografia .L’avanzamento procede per schermate ed è guidato da una bussola con 4 frecce che si comanda con il mouse, ma può essere guidato più comodamente dalle frecce della tastiera.
Il cursore del mouse indica gli oggetti su cui si può agire, cambiando leggermente forma. La risposta ai comandi è sufficientemente pronta specie se si usa la tastiera, mentre la combinazione mouse tastiera risulta piuttosto macchinosa. Le animazioni sono poche, di breve durata e si limitano per lo più al movimento degli oggetti su cui si agisce.
Come ho detto, ci sono 4 finali che si risolvono con 4 scritti diversi. Francamente sarebbe stato preferibile un solo finale che desse un senso più conclusivo, più scenografico al gioco che non 4 articoli di giornale che lasciano a bocca asciutta.

Sonoro – Tutto il gioco è accompagnato da un motivo suonato sul sitar o strumento similare. Una melodia piacevole e molto adeguata all’ambiente .
Il genere di gioco, la scarsa luminosità e la musica orientaleggiante e ripetitiva finiscono per procurare un effetto soporifero, per cui è consigliabile mettere l’audio al minimo. Alcune sequenze sono parlate in cinese e i rumori si limitano ai meccanismi usati.

Enigmi -Diciamo pure che gli enigmi sono piuttosto semplici. Per la maggior parte si tratta di esplorare gli ambienti e trovare punti sensibili su cui cliccare e i pochi puzzle non presentano alcuna vera difficoltà. Non c’è inventario perché i pochi oggetti che si possono prendere vanno usati nelle locazioni stesse.
C’è piuttosto da notare che un paio di enigmi risultano del tutto sballati per un evidente errore dei programmatori, Uno è quello della bussola in cui bisogna indicare l’orientamento della mummia: la soluzione del puzzle è completamente diversa da quella che sarebbe logica e si arriva a superarlo solo azzeccando fortunosamente la combinazione.
Un altro è l’enigma musicale: si dovrebbe riprodurre una breve melodia ma in realtà il motivo accettato è diverso da quello proposto.. Sono errori gravi in un gioco che è di per sé molto breve ed anche scarso di enigmi di qualche peso specifico.

Interfaccia -Sulla parte alta dello schermo si trovano 4 icone: una per consultare l’enciclopedia sulla storia e la civiltà cinese, una per evidenziare la mappa del sito in cui ci si trova, una per tradurre le scritte che si incontrano, una per accedere al menu principale.
Il menu offre le opzioni standard e i salvataggi con interfaccia windows sono illimitati.
Nella parte bassa della schermata si trova a sinistra la bussola con le frecce per guidare i movimenti, a destra una bussola che indica la posizione rispetto ai punti cardinali.

Conclusioni – Un gioco con alcuni limiti : gli errori nella soluzione di un paio enigmi, la brevità e la semplicità degli enigmi, un finale deludente. Tuttavia è un gioco che nel suo insieme si lascia apprezzare per una certa atmosfera cupa, se vogliamo, ma che non manca di una certa suggestione. Inoltre è un gioco istruttivo perché avvicina ad una civiltà che conosciamo forse troppo poco.

QUEST FOR KARMA

  • Genere: Puzzle game
  • Editore: Dreamcatcher Interactive
  • Sviluppatore: Interserv Multimedia
  • Rilascio: 1995
  • Tipo: 2D/3D P&C in I persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 20 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto:P&C:     

Requisiti minimi richiesti:
S.O.Windows 3.1 o Windows 95/98 – Processore 486SX 25 MHz – 8Mb RAM (16 raccomandati) – CD-ROM 2x – Scheda grafica SVGA 256 colori – Scheda audio – mouse . N.B Per installare il gioco è necessaria, ove manchi, la libreria Disciscc.dll nella cartella System di Windows..

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Non c’è storia ma una serie di 15 enigmi da risolvere.
Un monaco cinese ci spiega che il bene è stato imprigionato dal male e solo risolvendo gli enigmi nelle caverne verrà liberato.

IL GIOCO

Questo gioco ha avuto un percorso piuttosto travagliato. In teoria doveva essere il seguito di Jewels of the Oracle, sviluppato da Eloi.
Karma, uscito inizialmente come “Karma: Curse of the 12 Caves”, da una softwarehouse cinese, venne poi rivisto e rimaneggiato tre anni dopo con il titolo di “Quest for Karma”, pubblicato dalla Dreamcatcher.

Grafica – La grafica ha una risoluzione di 640×480 e vuole obbligatoriamente 256 colori.
In buona sostanza vediamo solo gli ambienti dove sono posizionati gli enigmi, cioè nelle caverne. La grafica è di pessima qualità. Sgranata e confusa, quasi monocolore, in una finestra di 560×320. Si salvano gli enigmi che sono a pieno schermo e più definiti, per fortuna.
Le animazioni sono pessime, sgranate, procedono a scatti e così confuse che ben poco si capisce di quello che sta accadendo.
Il gioco, per funzionare, ha bisogno di una libreria specifica DISCISCC.DLL che si può scaricare qui: Download quindi se il gioco non si installa bisogna copiare questo file nella cartella System di Windows.
Durante il gioco ho avuto più volte la sgradita sorpresa di un crash che ha riportato al desktop.
Alla fine del gioco un errore di script impedisce di vedere completamente l’animazione finale, ma poco male.

Sonoro – Una melodia di flauto e strumenti vari, gradevole ma ripetitiva e a lungo andare annoiante. Il gioco è doppiato in inglese.

Enigmi – Ci sono 15 enigmi da risolvere, pochi rispetto ai precedenti “Jewels” che ne contenevano quasi il doppio.
Gli enigmi sono di vario genere: alcuni molto facili, un paio difficili ed altri di normale difficoltà. Il guaio è che gli sviluppatori hanno avuto la pessima pensata di introdurre in un gioco di puzzles games, alcuni giochini arcade che c’entrano come i cavoli a merenda, per così dire.
In particolare, bisogna colpire con le frecce i pezzi di una scacchiera che avanzano molto rapidamente o guidare una bolla di sapone in un percorso o far entrare delle palline colorate nei loro alloggiamenti e via dicendo; se non ci si riesce, si può anche buttare il gioco perché non si va avanti.
Chi ama i puzzles game solitamente detesta i giochini arcade, ma pare che questa semplice nozione sia sconosciuta agli sviluppatori e ai progettisti delle a.g.
Passiamo agli altri enigmi. Dicevo che ce ne sono alcuni facili, quasi banali, come una torre di Hanoi con 4 pezzi e non è l’unico. Ce ne sono di molto difficili, come uno slider che richiede un centinaio di mosse. Ce ne sono di impossibili come l’enigma dell’ottagono che assolutamente nessuno ha capito e per il quale bisogna ricorrere all’unica soluzione esistente su internet che però non lo spiega.
Inoltre, quando si sbaglia una mossa in un enigma, bisogna ricominciare tutto da capo e non è possibile correggersi. Insomma,

Interfaccia – Il cursore è un fior di loto che protende un ditino quando è possibile andare avanti o girarsi.
Il menu si apre con il tasto destro, i salvataggi sono illimitati.
Attenzione a non premere il tasto “Esc” perché vi butta fuori dal gioco senza nemmeno chiedere il permesso e se non avete salvato…

Conclusioni – Un gioco un po’ raffazzonato, con diverse lacune di progettazione, messo insieme in qualche modo e con una grafica da dimenticare. Per chi non può fare a meno di enigmi.