IL MISTERO DEI DRUIDI

  • Genere: Avventura classica
  • Editore: CDV Software
  • Sviluppatore: House of Tales
  • Rilascio: 2001
  • Tipo: 3D P & C in terza persona
  • Lingua: Inglese (Patch sottot. italiano)
  • Età consigliata: 13+
  • Durata: 25-30 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Windows 95/98/98SE/ME/2000, P200 – 32MB RAM – Scheda Video 2MB supporto 3D – Sound card 16 bit – 150 MB liberi su HD – DirectX 8

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Verso l’anno 1000 i Druidi affrontavano la prova più difficile della loro storia; il loro numero stava diminuendo drammaticamente a causa dell’avanzare di una nuova fede, così decisero di trasferire i loro poteri magici in 5 bambini, in un rito che si svolse all’interno del cerchio di Stonehenge.
Una parte dei Druidi non era però d’accordo perché riteneva che i bambini, senza una guida, avrebbero potuto usare in modo negativo i poteri che venivano loro dati e si distolse dal cerchio del rituale che rimase così incompleto.
I bambini crebbero e divennero personaggi potenti ma temevano di perdere i poteri ricevuti in passato.
Il protagonista è l’investigatore Brent Halligan, un poliziotto poco simpatico al suo capo che tuttavia è costretto ad affidargli un caso di assassinio piuttosto strano perché il precedente investigatore si è “bruciato” arrestando l’uomo sbagliato.
Infatti dopo l’arresto dell’indiziato, gli omicidi sono continuati e Halligan deve cercare di farli cessare arrestando l’assassino.
Nel corso delle sue indagini scoprirà forti legami tra gli eventi e la storia dei Druidi e per capirci qualcosa di più si gioverà dell’aiuto di due esperti del ramo: uno studioso dei Druidi, Arthur Blake ed una antropologa, la dott.ssa Melania Turner con la quale si stabilirà un feeling particolare.

IL GIOCO

Grafica – Il gioco si svolge in terza persona, personaggi in 3D che si muovono su sfondi 2D, e si divide in due tempi, Presente e Passato, ciascuno contenuto in un CD, oltre quello dell’installazione.
La grafica è molto bella e variata nei diversi ambienti, dagli uffici asettici di Scotland Yard si passa con buoni effetti d’atmosfera alle brume del nord, alle brughiere delle highlands, ai maestosi manieri inglesi e agli interni di antichi monasteri con i loro misteriosi sotterranei. Sia gli esterni che gli interni sono scenografici e molto curati nei particolari, piacevolmente sorprendenti. I personaggi 3D soffrono di quell’impaccio nei movimenti tipico di questa grafica quando era ancora agli inizi, ma sono più che dignitosi specialmente nell’espressività dei primi piani. Una nota sul protagonista. Questo investigatore di Scotland Yard ce lo fanno conoscere come un grande figlio di buona donna che avvelena un barbone per rubargli una monetina, ruba la canna da pesca ad un poveretto che la adora, imbroglia una bibliotecaria e il suo capo e sviene davanti ad un po’ di sangue. L’antieroe per eccellenza. Animazioni frequenti, veramente belle e fluide. Il gioco contiene scene cruente non adatte a giovanissimi.

Sonoro – Come sempre, in questo tipo di giochi, anche il sonoro deve contribuire a creare atmosfera e ci riesce con musiche di fondo adeguate. Il doppiaggio è in inglese ma esiste una patch per i sottotitoli in italiano. I dialoghi sono molti e qui forse troviamo una pecca. Infatti importante far parlare i protagonisti perché con i dialoghi si aprono anche alcune opportunità di gioco. Il fatto è che bisogna ripetere la conversazione più e più volte ricominciando sempre daccapo perché i dialoghi già fatti non vengono cancellati e spesso sono inframmezzati da conversazioni del tutto superflue facendo perdere una quantità di tempo inutile.

Enigmi – Sono logici e l’uso degli oggetti nell’inventario si può dedurre dai colloqui con le persone o in modo comunque intuitivo.
Nel corso del gioco si possono raccattare molti oggetti, troppi. Infatti al termine ci si rende conto che molti di quegli oggetti non li abbiamo mai usati e quindi era inutile prenderli. Ma come si fa a saperlo prima? Sappiamo invece che una delle regole principe di ogni gioco d’avventura è: prendi tutto, ruba, se necessario, ma prendi tutto.
Così l’inventario si arricchisce inutilmente di articoli e ci diventa più complicato scegliere quello che serve.

Inoltre, in un gioco simile come poteva mancare un labirinto? Anche in questo si deve perdere parecchio tempo, armarsi di carta e penna per fare una piantina e credetemi, non è affatto semplice venirne a capo.
In un qualche caso è possibile morire perciò è sempre valido il consiglio di salvare ogni volta che si supera uno scoglio.

Interfaccia – Il gioco si governa interamente da mouse. Un tipo di freccia indica le direzioni da prendere, un altro tipo di freccia fa camminare, un terzo tipo di freccia indica gli oggetti con cui si può interagire mentre per parlare con le persone c’è un fumetto. L’inventario si apre spostando il cursore in basso e il menu con il tasto “esc”. I salvataggi sono illimitati.

Conclusioni – Un gioco completo, fatto veramente bene salvo forse qualche discrasia narrativa, piuttosto difficile ma intrigante e coinvolgente. Da non perdere.

IL MISTERO DI NOTRE DAME

  • Genere: Avventura storica
  • Editore: T.F.T. Multimedia
  • Sviluppatore: Canal + Multimedia
  • Rilascio: 2000
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 10-15 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Windows 95/98/NT, P133 (consigliato 166) – 32MB RAM – Scheda Video migliaia di colori- Sound card 16 bit compatibile Sound Blaster- CDROM 4X (consigliato 8X)

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Uno dei giochi a carattere didattico pubblicati da Canal+ Multimedia, che, miscelando storia e mistero, è riuscita a creare buoni prodotti di divulgazione e di divertimento.
Parigi 1313. Il re Filippo il Bello, proteso ad affermare l’indipendenza dello stato francese rispetto al potere clericale, ha costruito la grande cattedrale di Notre Dame e vuole inserire nella torre una grande innovazione: un “segnatempo”, un orologio meccanico che scandisca le ore in sostituzione delle campane che fino ad allora avevano costituito l’unico punto di riferimento temporale durante la giornata.
A questo scopo viene impiegato Adam, un abile artigiano inventore del primo orologio meccanico.
Quando costui è quasi al termine dell’opera, viene spinto giù dalla torre: si tratta di omicidio e ad indagare è chiamato l’inquisitore domenicano fratello Jean.
Viene sospettata Rosemunde, un’attrice di piazza la cui madre fu condannata al rogo come strega dallo stesso fratello Jean, fidanzata con il fratello di Adam, Jacques, anche lui artigiano.
Nel contempo Fratello Jean trama contro il potente Nogaret cercando di screditarlo agli occhi del re e tocca a suo nipote Pierre scoprire tali trame.

IL GIOCO

Grafica – Il movimento del gioco è punta e clicca con frecce direzionali ad inquadrature fisse. Per giocare occorre una risoluzione 800×600 a schermo pieno. La grafica non è di qualità eccellente: non più che discreta la definizione nelle inquadrature fisse, molto più sgranate le animazioni che per altro riguardano soltanto i movimenti dei personaggi.
In quanto a questi, i volti sono caratterizzati ma il loro movimento ricorda i contorsionisti circensi, per nulla naturale e molto goffo.
La scenografia d’ambiente, trattandosi di un gioco educational, è rispettosa dell’epoca nelle architetture e nei costumi ma non presenta qualità eclatanti; diciamo che non c’è nulla di sorprendente e di veramente meritevole di nota..
Il motore grafico ha manifestato a tratti una certa indecisione e lentezza anche con una configurazione molto superiore a quella indicata.

Sonoro – Tipico accompagnamento di musica medievale, idoneo al gioco ma a momenti troppo alto. Il doppiaggio italiano è ottimo. I rumori d’ambiente sono ridotti al minimo.

Enigmi – Questo gioco ha una struttura molto particolare.
E’ diviso in 9 episodi. All’interno di ogni episodio bisogna far agire i tre protagonisti, Pierre, Jacques e Rosemunde. Ciascuno di loro deve compiere, per così dire, una missione, terminata la quale si passa al personaggio successivo.
Gli episodi in sé sono molto brevi e gli enigmi sono più che altro prove di abilità, alcune delle quali a tempo.
Qualche difficoltà iniziale si può trovare nella scalata del camino, nell’apertura della busta sigillata, nella riparazione del gallo, ma è solo questione di pazienza e di familiarizzare con la struttura dell’enigma, per venirne a capo.
Quindi più che parlare di enigmi, dobbiamo parlare di giochi di pazienza; infatti non vi sono più di due o tre oggetti da trovare e le difficoltà di muoversi tra le guardie sono del tutto elementari.
Bisogna far attenzione a scegliere i dialoghi giusti che non sono molti ma determinanti per la continuazione del gioco.

Interfaccia – Tutto si gestisce tramite mouse con un cursore a forma di mano che non è proprio il massimo della precisione e dell’affidabilità.
L’inventario si richiama spostando il mouse alla base dello schermo dove troviamo anche l’icona per il menu principale.
Da qui possiamo salvare. I salvataggi sono pochi, ma bisogna tener conto che il sistema di salvataggio è piuttosto cervellotico.
Se infatti si salva il gioco in un punto qualunque, magari prima di una prova che è facile fallire, ricaricandolo non ci riporta a quel punto ma all’inizio della sequenza di quel personaggio. Perciò tocca ripetere ogni volta daccapo.

Conclusioni – Un gioco educativo, troppo breve per il costo, adatto a ragazzi e ad adulti senza troppe pretese.

I MISTERI DI MAGGIA

  • Genere: Avventura esplorativa
  • Editore: Stelex Software
  • Sviluppatore: Stelex Software
  • Rilascio: 2004
  • Tipo: 2D P & C in prima persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 20-25 ore
  • Gioco gratuito: Download
  • Difficoltà:   
  • Valutazione giochi amatoriali:   
  • Requisiti minimi richiesti:
    Win 98/ME/2000/XP – Proc. Pentium 233 – RAM 64 MB – Scheda video SVGA – Scheda audio – 400 MB su HD – Tastiera – Mouse

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Il personaggio, impersonato dal giocatore stesso, arriva a Maggia, in una casa ereditata dallo zio defunto. Leggendo notizie sulla località, scopre che i Templari in fuga scelsero proprio quel paesino per nascondere il proprio tesoro e ne inizia la ricerca.
Su questo esile e diciamolo pure, trito e ritrito argomento, si basa tutta la storia che è solo enunciata all’inizio del gioco e lì finisce senza alcuno sviluppo se non l’epilogo, che dovrebbe essere una sorpresa, ma che in realtà si rivela una fantastica presa per i fondelli nei confronti del giocatore che ha sudato le classiche 7 camicie per arrivarci.

IL GIOCO

Grafica – Il gioco, in prima persona, è costituito da uno slider fotografico: sullo schermo scorrono immagini della bella località di Maggia nel Canton Ticino, ripresa in tutti i suoi particolari, percorribile tramite frecce direzionali.
Una quantità sovrabbondante di frecce che non si limitano ad destra, sinistra, avanti, indietro ma si inclinano in ogni direzione riuscendo a confondere l’orientamento anche del più esperto navigatore.
In questo tripudio di direzioni è molto facile perdersi e girare a vuoto. Le mappe messe a disposizione sono minimali e scarsamente leggibili, perciò bisogna camminare per migliaia di clic e prendere confidenza con il paese, nolenti o volenti.
Sarebbe stata invece molto utile una mappa interattiva per risparmiare al giocatore la ripetitività dei percorsi. Le immagini sono di discreta qualità mentre i pochi filmati presenti sono pressoché inguardabili.
Il gioco ha funzionato per lo più correttamente, ma in un paio di occasioni è stato necessario resettare il pc perdendo tutti i vantaggi conseguiti: infatti durante la soluzione di alcuni enigmi scompare la barra dell’inventario rendendo impossibile ogni azione.

Sonoro – Le musiche sono in gran parte riprese dal repertorio classico : Beethoven, Albinoni, Vivaldi, musiche per clavicembalo e per liuto che creano una certa atmosfera “sacrale”, visto il tema del gioco.
Il doppiaggio si limita a pochissimi interventi dei pochissimi personaggi che interagiscono ed è evidentemente amatoriale.

Enigmi – Gli estenuanti andirivieni per l’amena località (di cui ormai conosciamo anche i sassi) sono compensati dall’originalità degli enigmi e dal lavoro di ricerca ben congegnato dagli autori.
Enigmi vari che vanno dalla decrittazione di documenti, all’elaborazione di oggetti di inventario, tutti abbastanza logici e congrui al gioco.
Certo, qualche discrepanza qua e là c’è scappata, ma insomma, nei giochi tutto è permesso (o quasi).
In qualche caso l’enigma è a tempo e c’è pericolo di morte, ma di solito c’è tempo per capire cosa fare.

Interfaccia – Si accede all’inventario spostando il cursore sulla linguetta in alto a sinistra e gli oggetti si usano trascinandoli sulla schermata.
Con il tasto destro del mouse si accede al menu salvataggi (illimitati) e ripristino.
Il gioco si guida interamente da mouse salvo quando bisogna digitare le risposte ai quiz.

Conclusioni – Come “Un tranquillo weekend a Capri” anche Maggia sembra concepito sulla spinta di una promozione turistica della Pro loco.
Senza nulla togliere al valore di questi giochi amatoriali che sono di tutto rispetto, andrebbe però tenuto presente che l’eccesso di immagini costringe il giocatore ad un eccesso di movimenti che alla fine vengono a noia, tanto che sembra più importante agli autori far scoprire anche il più recondito sasso del luogo che dare corpo ad una storia almeno accettabile.
Il consiglio, se ci sarà un seguito, è: diminuite gli scatti e quindi i clic del mouse, siate più sobri nelle cartoline turistiche e date un maggiore sviluppo alla storia.

MACHINARIUM

  • Genere: Puzzle game
  • Editore: Daedalic Entertainment
  • Sviluppatore: Amanita Design
  • Rilascio: 2009
  • Tipo: 2D P & C terza persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 7+
  • Durata: 15-20 ore
  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      
  • Requisiti minimi richiesti:
    WIN XP/Vista o MAC OS 10.4 – Processore 1,6 GHz – 1 GB RAM – 350 MB su HD – Scheda video 1024 x 768 – Scheda audio – Mouse – DVDROM

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Non c’è storia in questo gioco. O almeno non qualcosa che si possa raccontare.
Il protagonista è il piccolo robot Alfred che ad inizio gioco viene gettato in una discarica e che saremo noi a ricostruire.
Poi Alfred va in città e qui trova varie situazioni a cui deve porre rimedio, non ultima delle quali, disinnescare una bomba che finirebbe per distruggerla.
C’è da dire che malgrado si abbia a che fare con robot, gli autori sono riusciti quasi ad “umanizzare” i personaggi creando, in un mondo surreale, un’atmosfera piena di gentilezza e di poesia.

IL GIOCO

Grafica – Gli autori di questa avventura sono gli stessi che hanno creato i “Samrost” il mitico gioco online che tanti ha appassionato.
La grafica è interamente sviluppata in Flash, con un lavoro estremamente impegnativo perché il risultato è davvero notevole.
Grandi schermate con sfondi disegnati a mano, completamente piene di oggetti definiti minuziosamente, ricchissime di particolari, di trovate, di cose da guardare, per stupirsi della fantasia e dell’inventiva degli sviluppatori. Ogni schermata è una sorpresa tutta da godere, se non ci fossero da risolvere tanti enigmi (ma di questo parleremo poi…).
I protagonisti sono tutti robot, di varie forme e dimensioni e come ho detto in precedenza, malgrado siano solo pezzi di metallo, riescono ad avere un sentore quasi umano e questo è dovuto alla bravura degli sviluppatori che hanno saputo dar loro una pennellata di carattere.
I personaggi non parlano ma per dialogare usano dei fumetti stilizzati che possono essere sia indizi per enigmi sia racconti o pensieri estemporanei.
Non ci sono vere e proprie animazioni ma piuttosto brevi sequenze che sono integrate al gioco e conseguenza delle azioni che determiniamo noi.
Le uniche animazioni, assai limitate, si hanno all’inizio e alla fine del gioco.
Il gioco ha funzionato regolarmente.

Sonoro – La musica è varia, si va dal jazz ad altri generi, ma l’ho trovata piuttosto fracassona in certi punti.
Si può abbassare il volume, però c’è un solo slider per farlo e si abbassano anche i rumori che sono davvero eccellenti.

Enigmi – Il gioco è tutto un enigma. Ogni schermata è praticamente un campo di enigmi da risolvere. Si procede con il trova-e-usa, enigmi di inventario (pochi oggetti) enigmi meccanici, enigmi da tavolo (sfibrante il gioco del 5 in fila nella taverna), ma c’è anche un gioco arcade dove bisogna eliminare tutti gli avversari in un labirinto.
Certamente gli enigmi sono logici e ingegnosi, ma bisogna possedere quello che si chiama “pensiero laterale” per capire la fantasia di chi li ha congegnati. Voglio dire che la logica serve, ma serve anche quel pizzico di iniziativa che va oltre e ti fa azzeccare soluzioni imprevedibili.
Il gioco non è semplice, anche se indicato per bambini oltre i 7 anni (ma questi bambini sono tutti enfant prodige?) . Alfred, il robot protagonista, si può allungare e accorciare, a seconda del bisogno e questo lo si scopre solo quando non si sa più a che santo votarsi per raggiungere un oggetto in alto.
Il cursore aiuta nella ricerca degli oggetti quando si trasforma in mano.

Interfaccia – Minimalista.
Il gioco è un punta e clicca e si gestisce interamente da mouse.
Alzando il cursore in cima allo schermo si apre l’inventario. Gli oggetti sono minuscoli e si distinguono poco, men che meno si capisce cosa rappresentano.
L’oggetto si trascina sullo schermo ma poi bisogna rimetterlo in inventario se non serve perché non ci torna automaticamente.
Nella parte bassa dello schermo ci sono i salvataggi (solo 6, veramente pochi per questo gioco), e le altre icone necessarie. Il volume si può solo alzare e abbassare.

Conclusioni – Gli appassionati di enigmi si possono leccare i baffi. Questo gioco fa per loro, oltre ad avere una grafica estremamente originale e ben fatta.

MANIAC MANSION

  • Genere: Comic – Investigativo
  • Editore: Lucas Arts
  • Sviluppatore: Lucas Arts
  • Rilascio: 1988
  • Tipo: 2D P & C in terza persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 10+
  • Durata: 10-15 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
IBM PC, XT, AT, Tandy. VGA, EGA, CGA, MCGA & Hercules. Joystick o mouse. 354K RAM

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Da quando, venti anni prima, una meteora è caduta vicino alla casa del dr. Fred, questi si è messo a condurre strani esperimenti ed a costruire strane apparecchiature facendo strani esperimenti che portano a non si sa bene quali strani risultati…
Tutto nella norma di uno strano, scienziato pazzoide, fino a quando negli esperimenti viene coinvolta Sandy, amica di Dave. Ora Dave e due amici debbono entrare nella casa, svelarne i segreti ed impedire al dr. Fred, cui la meteora ha “alienato” il cervello, di fare del male a Sandy.

IL GIOCO

Grafica – La grafica CGA ed EGA comporta la visone evidente di pixel ma il gioco va giudicato con i criteri dell’epoca e per allora era del tutto innovativo anche per l’uso del motore SCUMM e per la particolarità che non avevano altri giochi, ciè la visione consecutiva di due schermate.
Gli ambienti sono ben disegnati ed i particolari nitidi, anche se i personaggi, evidentemente, sono formati da pochi pixel e quindi il loro carattere lo possiamo conoscere solo attraverso i dialoghi del gioco e le loro attitudini specifiche.

Sonoro – N.C.

Enigmi – Puoi guidare il gioco di tre ragazzi, passando dall’uno all’altro.
Ciascuno ha i suoi enigmi da risolvere, a seconda della specialità in cui è bravo. Ad esempio Bernard, il secchione che vedremo anche nel seguito “Day of tentacle” è un bravo tecnico e riparerà i telefoni o metterà mano ai marchingegni della casa.
Gli enigmi non sono di facile soluzione, tutt’altro. Fin dall’inizio del gioco puoi accedere in qualunque posto della casa, non c’è una gradualità di accesso. Perciò la prima difficoltà consiste nel capire che cosa bisogna fare, chi la deve fare e come farla.
Inoltre non dimentichiamo che in questo gioco è possibile morire e ci sono delle azioni a tempo.

Interfaccia – In questo gioco la Lucas inserisce l’interfaccia SCUMM che introdurrà in molti altri giochi di grande successo: nella parte bassa dello schermo una serie di comandi che interagiscono con gli oggetti.
I comandi sono eseguiti da mouse, anche questa una grande innovazione, e si può scegliere tra 15 comandi diversi. L’interfaccia è intuitiva, simile a quella che sarà poi perfezionata nei giochi di Monkey e di Indy.

Conclusioni – Un gioco antico ma che, contrariamente alle apparenze, non è adatto ai principianti, ed ha tutti i requisiti per dare buone ore di divertimento. Sprattutto ha il merito di aver dato vita al bellissimo seguito di “Day of tentacle”.

MARTIN MYSTERE Operazione Dorian Gray

  • Genere: Investigativo
  • Editore: Artematica
  • Sviluppatore: Artematica
  • Distributore: Leader
  • Rilascio: 2004
  • Tipo: 2D/3D P & C in terza persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 10-15 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
S.O. WinMe/2000/XP – Proc. PIII 866Mhz – Scheda grafica 32 MB – RAM 128 Mb – 700 MB su HD – Lettore CD 32X – Scheda audio SB compatibile – Tastiera – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Una bella avventura grafica tutta italiana ispirata al personaggio dei fumetti Martin Mystere. Peccato che il giudizio non possa essere pienamente positivo per svariate imperfezioni, non tutte marginali, che si riscontrano nel gioco.
Martin Mystere viene contattato dal suo amico ispettore Travis che lo informa di un delitto eccellente avvenuto in una villa nei dintorni di New York.
L’uomo assassinato è il prof. Eulemberg, archeologo e studioso di fama internazionale che negli ultimi tempi era impegnato in una ricerca sulla quale manteneva il massimo riserbo.
Martin inizia così il suo percorso attraverso una storia che richiama antichi riti aztechi, tra magia essoterismo e tecnologia forse aliena, che mettono in contatto la vita e la morte, la reincarnazione e la trasmigrazione dell’anima in altro corpo.
Come sappiamo infatti, Dorian Gray è il personaggio di un famoso racconto di Oscar Wilde, “Il ritratto di Dorian Gray”, appunto, nella quale il protagonista non resiste alla tentazione, al modo di Faust, di vendere l’anima al diavolo per ottenere l’eterna giovinezza.
Aiutato dal suo fido Java e dalla bella moglie Diana, Martin dovrà non solo scoprire gli assassini di prof. Eleumberg ma anche sventare il piano di un pugno di malfattori che vuole impadronirsi del segreto dell’eterna giovinezza.

IL GIOCO

Grafica – La grafica è di tipo fumettistico, ben curata nei particolari, con ambientazioni attente e giustamente elaborate nel colore e nel contesto scenografico che vanno a rappresentare.
Il gioco è un punta e clicca 2D e si guida con mouse. I personaggi si muovono su sfondi fissi e i movimenti avvengono per schermate con un indicatore che segnala “uscita” verso la schermata successiva, fatta eccezione per alcune locazioni in cui invece si fa semplicemente camminare il personaggio verso l’estremità dello schermo. Questo dualismo in verità spiazza un poco il giocatore che può trovarsi in un luogo apparentemente privo di uscite mentre il semplice cliccare in qualche estremità della schermata lo conduce ad un’altra inquadratura.
Ma non è la sola anomalia che si è riscontrata nel gioco. Purtroppo i bugs sono parecchi e qui elenco quelli che ho personalmente riscontrato: oggetti segnalati dal mouse ma invisibili allo schermo (una scatola usata in precedenza, sul tappetino della camera della governante e un foglio sul pavimento della camera del delitto); il mouse spesso segnala l’azione su un oggetto parecchio distante da dove questo si trova. In una certa fase del gioco, cliccando su un libro nello studio di Martin, questo viene interpretato come se Martin stesse osservando Java.
Questi sono difetti seccanti ma non dannosi. Il peggio viene quando si evidenzia qualcosa con la lente d’ingrandimento e il cursore scompare bloccando il gioco. L’unica soluzione in questo caso è resettare e riprendere dall’ultimo salvataggio. Ciò avviene, per quanto ho potuto constatare, se Diana in Messico usa il machete sulla testa di statua e nel passaggio segreto, quando si scende e si osservano le casse o gli scaffali. Quindi occhio a non compiere queste azioni.
Le animazioni avvengono solo come stacco da un episodio all’altro (ad esempio per un trasferimento in aereo) sono assai modeste e per giunta del tutto sfocate.
I trasferimenti avvengono per mezzo di una mappa di New York su cui sono segnalate non più di 6 locazioni: la casa di Martin, l’edicola di Barney, la casa del prof. Eleumberg, il Museo, il Night “Blue Rose” e l’aeroporto.

Sonoro – Il sonoro è costituito da musiche ambientali, piacevoli e caratterizzanti ma forse dal volume eccessivo e quindi un po’ invadenti e il menu non offre l’opzione per abbassare il volume del sonoro quindi se si vogliono sentire bene i dialoghi si deve sentire ben forte anche la musica.
Il doppiaggio italiano è buono ma non è possibile giudicare il sincrono in quanto i personaggi non sono mai inquadrati in primo piano mentre parlano.
I rumori sono essenziali: niente scalpiccii o cinguettii o stormir di foglie ma porte e meccanismi che si aprono o si chiudono.

Enigmi – Martin Mystere non è un gioco difficile e non è neanche lungo. L’unica vera difficoltà (forse perché è un modo inusitato per aggirare la pirateria) l’ho riscontrato nel reperire il codice stampato nella parte interna della foderina del gioco. L’indizio parlava di un codice scritto all’interno della foderina di una confezione e dopo aver tentato di sfogliare tutti i libri reperibili nelle varie locazioni (tanti) ci sono arrivata solo dopo la lettura degli appunti in cui una nota diceva che senza la confezione originale del gioco non si poteva andare avanti.
Per il resto gli enigmi sono piuttosto semplici, anche divertenti e tutti logici.
Il gioco è a percorso obbligato, nel senso che se non si termina di compiere tutte le azioni in un luogo non si può accedere a quello successivo.
Si possono esaminare una quantità enorme di oggetti e l’inventario man mano si appesantisce di cose, molte delle quali non saranno mai usate. Non capisco perché gli sviluppatori abbiano questa strana forma di sadismo nel voler far perdere tempo complicando inutilmente un gioco che avrebbe tutto da guadagnarci nell’essere più snello.
Comunque la tecnica degli enigmi è la classica del “trova e usa”. Capita talvolta che oggetti già visitati possono essere presi solo dopo aver compiuto certe azioni, quindi è sempre bene tornare a rivisitare i luoghi già visti.
I dialoghi non sono determinanti ai fini della soluzione, basta esaurirli.

Interfaccia – Una carenza grave di questo gioco sono gli slot di salvataggio: solo 8. Davvero pochi. Per giunta il salvataggio avviene tramite una diapositiva senza indicazioni di sorta cosicché se alla ripresa del gioco non ci si ricorda l’ultima schermata….
Per salvare si ricorre al tasto F1 che dà accesso al menu salva, carica, esci.
Se disgraziatamente si preme il tasto “esc” e si risponde “si” alla conferma, illudendosi che ci sarà chiesto anche se vogliamo salvare il gioco prima di uscire…. avremo una grossa delusione perché ci toccherà riprendere dall’ultimo salvataggio.

Conclusioni – Sono piccole imperfezioni? Direi di no. Sta agli sviluppatori supplire alle piccole distrazioni del giocatore evitandogli di trovarsi nelle peste per essere uscito senza salvare. Almeno questa è la “filosofia” dei giochi ormai da molti anni a questa parte. Il che fa sorgere il sospetto che questo gioco abbia avuto una vita lunga e travagliata, che non ha permesso di aggiornarlo o di verificarne a fondo la giocabilità.
E’ un vero peccato che un gioco con una storia interessante, di buona fattura, sia inficiato da trascuratezze che non possono passare inosservate.

MATA HARI

  • Genere: Spionaggio
  • Editore:Anaconda
  • Sviluppatore: 4Head studio
  • Distributore:Anaconda
  • Rilascio: 2008
  • Tipo: 3D/2D Punta e clicca in terza persona
  • Lingua: Inglese – Sottotitoli italiano
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 15-20 ore
  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Proc. Intel Pentium IV o simile- 1,6Gh – Windows XP (Ram 512 MB)/Vista (Ram 1 Gb)- Scheda video compatibile DirectX 9.0c 128Mb Ram – Scheda audio Nvidia o ATI GPU (compatibile con Shader 2.0) e con DirectX 9.0c – 2 GB su HD – DVDROM – Tastiera – mouse.

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Chi non conosce la storia di Margaretha Geertruida Zelle, nome d’arte Mata Hari, leggendaria spia della prima guerra mondiale?
Ad inizio gioco sappiamo che la storia è narrata ad un giornalista da Elsebeth Schragmuller che rievoca le vicende della giovane Mata giunta a Parigi senza un soldo, con un matrimonio fallito alle spalle ma, ricca di determinazione e consapevole delle sue doti naturali, non tarderà a farsi notare. E queste doti le mette subito a frutto: le sue “armi” sono la seduzione e il ballo esotico, “scandaloso” per i benpensanti ma molto attraente per i frequentatori di teatri e cabaret.
Grazie alle sue frequentazioni passa da un amante all’altro, tutti con pingui sostanze alle spalle; però a Mata il denaro non basta mai, vive nel lusso ma è piena di debiti.
Per tornare alla trama del gioco, Mata viene avvicinata da un ambiguo faccendiere svizzero, certo Samsonet, che le propone di fare la spia: siamo alle soglie della Prima Guerra Mondiale e i Paesi europei cominciano a scaldarsi i muscoli, c’è bisogno di informazioni.
Attirata dal miraggio di grossi guadagni facili, la ballerina inizia a fare la spia per i tedeschi quasi come fosse un gioco redditizio, sfruttando le sue numerose amicizie nelle alte sfere militari di ogni paese, istruita nientemeno che dalla famosa Fraulein Doktor alias Elsebeth Schragmuller, la cui vera identità non è mai stata scoperta.
Acquisita sicurezza di sé, Mata pensa bene di prendere due piccioni con una fava e comincia a fare il doppio gioco diventando spia anche per i francesi.
Nella realtà tedeschi subodorarono il tradimento e la “bruciarono” con un messaggio cifrato in un codice già noto ai francesi consegnandola nelle loro mani e lasciandola al suo destino; dopo un breve processo, fu fucilata nel castello di Vincennes il 15 ottobre 1917, a soli 41 anni. Nel gioco le cose vanno diversamente ma questo sta a voi scoprirlo.

IL GIOCO

Questa intrigante storia, interessante, avventurosa, a suo modo misteriosa, con risvolti oscuri e mai ben chiariti e per giunta vera, poteva essere un boccone prelibato per i cultori di a.g e chiedeva solo di essere sviluppata in modo idoneo.
Il gioco invece ne fa un pallido schema riducendo la bella Mata ad una specie di galoppino che saltabecca in continuazione tra Parigi, Berlino, Madrid, Principato di Monaco come un piccione viaggiatore, senza la minima suspence.
Sull’ambigua personalità di Mata Hari è stato scritto molto: era una furba spia o una donna troppo sicura del proprio fascino, cinicamente usata e stritolata dal meccanismo implacabile delle convenienze politiche? Una donna lei stessa cinica e calcolatrice, ambiziosa, avida di guadagno facile, o una donna ingenua, una sentimentale seduttrice che inseguiva un sogno?
Il gioco non si cura affatto di questi risvolti psicologici preferendo offrirci una sorta di donna-contabile che pensa solo a tradire chiunque e comunque per fare quattrini (e punti). Insomma, un personaggio senza anima e carattere, un pupazzetto animato che “acchiappa” dove può.
Non nascondo la delusione sul modo in cui è stata affrontata questa storia dalla quale, lo confesso, mi aspettavo delle emozioni o quanto meno la rievocazione di una vicenda piena di pathos, di tensione, di intrighi, di suspence.
Niente di tutto questo: ho trovato un gioco tecnicamente ben fatto, elegante, con una bella grafica ma sostanzialmente banale.

Grafica – Grafica 3d con sfondi 2D ad effetto, ricca, colorata, molto nitida, luminosa e definita, ornata di particolari che descrivono in modo edulcorato lo stile “Deco” di inizio ‘900.
Frequenti animazioni vivacizzano gli sfondi che non sono mai statici, ma sono relativamente poco numerosi perché sempre gli stessi nelle varie località che si visitano.
Le figure sono inquadrate in primo piano durante i dialoghi e a dire la verità non colpiscono per la bellezza dei tratti; anche la protagonista, ignorando le immagini di copertina che ce la presentano come unafemme fatale, più che di una fascinosa spia, ha l’aspetto di un’adolescente ben sviluppata.
Mata va a letto con chi le conviene, sempre con la sua sexy-castigata guepière indosso (ormai nei giochi per avere un nudo o una scena osée bisogna indietreggiare agli anni 80-90!. Politically correct per minori che tuttavia di nudi ne vedono ovunque e dovunque e non sempre artistici…)
Ma torniamo a bomba: Mata pensa solo al “lavoro” anche in camera da letto ma in situazioni piuttosto improbabili. Apre casseforti, ruba segreti, traffica nella stanza mentre il suo amante se la dorme bellamente o se si sveglia e la reclama, Mata gli passa un cuscino per… consolarsi. Credibile? Giudicate voi.
I personaggi di contorno sono poco caratterizzati ed esistono solo in funzione delle azioni che Mata deve compiere, non per virtù propria.
L’unica figura che colpisce è forse quella della scienziata Marie Curie, ma messa in una situazione così ridicola che pare quasi una macchietta.
Bella grafica, in definitiva, ma a mio avviso assolutamente non adatta al tema trattato che avrebbe richiesto una grafica realistica, un po’ dark, di atmosfera e non da cartone animato, per intenderci.

Sonoro – Musica molto bella: un valzer lento orecchiabile, un po’ malinconico ma efficace che si lascia volentieri in sottofondo per tutto il gioco.
I rumori intervenfgono quando occorre. Il doppiaggio è in inglese con sottotitoli in italiano. La sceneggiatura lascia il tempo che trova.

Enigmi – Come ho accennato sopra, il gioco si risolve quasi interamente facendo viaggiare Mata da un posto all’altro per parlare con le varie persone, per ricevere o svolgere incarichi. L’interattività è davvero ridotta all’osso e nel suo insieme il gioco è di una facilità sconcertante, dirò poi perché.
Ci sono alcuni enigmi da risolvere ma sono davvero molto facili; gli oggetti so trovano facilmente anche con l’ausilio della barra spazio che segnala tutti gli hotspots: basta prenderli e usarli.
Ci sono due tipi di minigames: per andare in treno da un posto all’altro e guadagnare punti, Mata deve superare l’ostacolo di spie che cercano di impedirle il raggiungimento della meta. Man mano che si procede nel gioco, si avrà però anche la possibilità di evitare il minigame prendendo il treno espresso, ma non si guadagneranno punti.
Ci sono poi i balletti da fare per guadagnare denaro e punti e questi sono giochi arcade che definire rognosi e indisponenti, è già dar loro un merito.
L’impresario farà ballare Mata solo se trova un’ispirazione, perciò bisognerà andare in giro nei vari luoghi a cercare un punto in cui il cursore diventa lente poi tornare dall’impresario e proporre il balletto.
Mata balla sul palco con quattro cerchi intorno: appena inizia la musica le note scorrono verso questi cerchi e bisogna colpirle con il cursore quando sono al centro per realizzare una certa somma di punti. Se non si riesce bisogna ricominciare.
A cosa servono i punti? A variare il finale.
Niente paura: se (come me) avete in feroce antipatia i minigames inseriti nella a.g., questa volta si possono evitare andando sulle opzioni di gioco e scegliendo di visualizzare il pulsante con cui evitarli.
Il guaio è che questo pulsante serve anche ad evitare i pochi enigmi che si trovano in giro: si tratta di aggiustare i contatti in alcune scatole elettriche e di decrittare alcuni messaggi con una macchina e poco altro. Niente di che, roba abbastanza semplice che si risolve con qualche prova e riprova, ma il pulsante tentatore è lì a dirti: risolvimi! togliendo al giocatore anche la piccola soddisfazione di contribuire attivamente alla soluzione.
In tal modo il gioco procede sul velluto ed è praticamente impossibile restare bloccati. Se questo accade, basta riprendere a viaggiare e verificare di aver esaurito tutti gli argomenti con i vari personaggi.
Escluso il tempo che eventualmente si perde con questi malefici minigames, la sostanziale durata del gioco è davvero breve.

Interfaccia – Elegante. Il gioco si gestisce interamente da mouse.
Il cursore appare come una lente dove si può osservare e come una mano dove si può agire.
Spostandolo in basso si apre l’inventario a scomparsa.
Per parlare con i personaggi bisogna trascinarvi sopra l’icona dell’argomento: se l’icona si illumina è giusta.
Parlando con qualcuno si incamerano degli argomenti che poi vengono proposti quando si parla con la persona giusta, quindi basta trascinare l’icomna-argomento sulla persona ed è fatta.
A destra tre icone per il menu, per il salvataggio e il caricamento giochi, per il diario. Nel diario, oltre alle azioni fatte, vengono anche annotati gli obbiettivi da raggiungere.
Il menu di gestione è molto ricco di opzioni per settare il gioco anche con le schede grafiche poco performanti.
I salvataggi sono infiniti.

Conclusioni – Se un gioco si giudica per quel che è, non per quel che ci si aspetta che sia, questa è un’avventura graficamente elegante priva di reali difficoltà, divertente nella misura in cui la si accetta come un qualunque gioco con una bella grafica, tecnicamente ed esteticamente ben fatto .
Se però vi aspettate qualcosa di più, delle emozioni, del coinvolgimento o semplicemente degli enigmi solidi da affrontare, questo gioco vi deluderà e di sicuro non spenderete 45 euro per acquistarlo.