KEEPSAKE

  • Genere: Fantasy
  • Editore: Lighthouse Interactive
  • Sviluppatore: Wicked Studios
  • Distributore: Power Up
  • Rilascio: 2006
  • Tipo: 3D P & C in terza persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 30 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Processore 1 GHz . 256 MB memoria RAM – Scheda grafica 3D accelerata con 32 MB RAM compatibile DirectX – Scheda audio compatibile con DirectX 9.0 – 1,4 GB su HD – Lettore DVD – Tastiera – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Quando Lydia arriva alla Scuola di Magia pregustando l’incontro con la sua indimenticata amica d’infanzia Celeste, figlia del direttore della scuola, ha l’amara sorpresa di trovarla completamente vuota. Ovvero, non completamente; scopre infatti, rinchiuso in un armadio, uno strano lupo parlante, Zak, l’amico che l’accompagnerà in tutta la sua avventura.
Lydia infatti, è determinata a scoprire che fine ha fatto la sua amica Celeste e tutti gli studenti, gli insegnanti che popolavano quell’immenso castello. Man mano però che le ricerche proseguono, il mistero si infittisce e delle strane visioni aumentano l’ansia per l’amica scomparsa. Inoltre Anche Zak le nasconde qualcosa: sarà davvero quel che dice di essere? Strane presenze popolano i saloni e le aule vuote, inquietanti ricordi tornano alla mente e riportano al passato di una famiglia felice colpita dalla tragedia.
Lydia compirà alla fine la sua missione, ma una sorpresa amara la aspetta: nessuna magia può alleviare il dolore e la follia che ne deriva.
Una favola con un finale un po’ strappalacrime, forse concepito nella convinzione che il classico “…e vissero felici e contenti” sminuisca il valore intrinseco di una storia. Sarà, ma almeno quando si gioca sarebbe bello chiudere in bellezza con un finale a tarallucci e vino, tanto per restare con il dolce in bocca.

IL GIOCO AVVERTENZA: subito dopo l’uscita del gioco è stata emessa una patch (53,62 MB). E’ importante installarla insieme al gioco. La patch:

  1. La disinstallazione consente di mantenere i salvataggi effettuati
  2. È stata aggiunta la mappa della montagna quando si entra nel veliero in bottiglia
  3. Premendo il tasto ESC verrà visualizzato il menu “Salva & Esci”
  4. Sono stati risolti alcuni problemi di sovrapposizione di Zak
  5. È stato sistemato un problema con il sistema d’aiuto nell’osservatorio
  6. Sono stati risolti alcuni problemi di crash della mappa
  7. È stato aggiunto il menu “Opzioni avanzate” che consente di disattivare l’audio EAX (effetto posizionale 3D) o l’audio del gioco (solo per gli utenti che riscontrano problemi con la scheda audio)

Grafica – Definirei la grafica di questo gioco, per quanto riguarda la coreografia, esageratamente bella, smagliante, opulenta, maestosa, con un impatto visivo, una ricchezza di particolari, una fantasia architettonica di livello superiore che testimonia un grosso impegno da parte della Casa di produzione. Tanto per intenderci, lo stile è quello di Syberia e dei migliori Myst.
Le locazioni da visitare sono infinite, in quanto il castello è un vero e proprio labirinto di sale, corridoi, stanze, sotterranei, giardini, torri e quant’altro può uscire dall’immaginazione di un disegnatore. Percorrendo il castello gotico dalle altissime volute a sesto acuto, ci sorprendiamo ad ogni nuova inquadratura ammirando la ricchezza di particolari che appaga e gratifica l’occhio per l’ armoniosa maestosità. A questo contribuisce non poco anche il taglio delle inquadrature, studiato per far godere appieno la profondità tridimensionale delle immagini.
Andando più nel particolare, qualche difettuccio non sfugge all’occhio attento: certi sfondi in 2D ( la vegetazione dalle finestre, ad esempio) non hanno una buona definizione e le animazioni non risultano ottimali.
Il movimento dei meccanismi, una volta risolto un enigma, gli spostamenti con il teletrasporto, soffrono di quella tipica, lieve sgranatura che contrasta con l’alta definizione delle scene statiche.
I ricordi di Lydia sono rappresentati in uno sbiadito color seppia, piuttosto statici e un po’ grezzi, un grosso contrasto con la grafica del gioco in generale.
Il gioco in 3D si governa tutto con il mouse con direzione obbligata; la possibilità di movimento è ampia anche laddove non ce ne sarebbe necessità, quindi diciamo che è una grafica generosa che ci permette di visitare ogni andito del castello. Inoltre vengono utilizzati molto i campi lunghi, con visuali d’insieme che permettono la conoscenza di una larga porzione dell’ambiente in cui si agisce.
Qui non posso esimermi dal fare un’osservazione negativa.
Il gioco è obiettivamente molto lungo. Gran parte di questa lungaggine però non è dovuta soltanto agli sviluppi della storia o al numero e alla difficoltà degli enigmi. E’ dovuta all’estenuante correre su e giù, di qua e di là in percorsi infiniti, per raggiungere i luoghi in cui si deve agire. Si perde un’immensità di tempo per trovare la strada giusta, specie nella parte in cui si usa il teletrasporto. Se proprio non si poteva evitare questo pellegrinaggio, perché non inserire nel gioco una mappa ben fatta?

Sonoro – Il sonoro è costituito da un piacevole motivetto di fondo che si fa notare di tanto in tanto ma nulla toglie o aggiunge al valore del gioco. I rumori sono delegati soprattutto ai meccanismi, non ho notato rumori d’ambiente.
Ottimo il doppiaggio italiano, ben recitato e sincronizzato.
Anche in questo caso tuttavia, un moscerino nell’occhio: i sottotitoli dei dialoghi sono lenti ad apparire e a scomparire. Molti dialoghi sono solo interlocutori e non significativi per il gioco né per la storia, a volte anche ripetitivi. Purtroppo però non si possono evitare e bisogna sorbirseli tutti mentre il gioco è in pausa. Che necessità c’era di affliggere il giocatore più del necessario, visto che si tratta di un’avventura già di per sé molto lunga ?

Enigmi – Gli enigmi sono molti, di vario genere, alcuni facili, alcuni piuttosto difficili o molto difficili, alcuni divertenti, altri noiosetti.
Non manca un labirinto di scale, qualche rompicapo di quelli tosti e di quelli facili facili, scacchiere malefiche, combinazioni diaboliche, porte segrete da aprire, ordigni magici da attivare, una scala magica che si alza e si abbassa a modo suo e tanto altro. Ma una delle domande che ci si pone più spesso è: “e adesso dove vado?”, pensando con scoramento alla vastità e alla quantità dei luoghi possibili.
Ma sarà perché la storia è intrigante, sarà che la bella Lydia corre come un furetto, la voglia di andare avanti e di scassinare tutti i segreti del castello, non viene mai meno.
E poi, quando ci si accanisce su un enigma arrivando al limite della pazienza e si prova di tutto, ecco che cliccando sul tasto “?” si scopre la magia…(bisognerebbe sempre leggere le istruzioni del libretto!).
Quel tasto dà al giocatore suggerimenti per la soluzione degli enigmi. Ma fa di più: alla fine risolve l’enigma. A dire la verità ci sono rimasta un po’ male. Che gusto c’è? E’ giusto? Beh a ben riflettere alcuni enigmi sono difficili anche per giocatori esperti e richiedono un bel po’ di tempo per essere risolti, forse questo ha indotto gli sviluppatori ad introdurre la soluzione: restare bloccati e non poter assistere al finale della storia, è una grossa frustrazione.
I giochi “Ad usum delphini”* toglierebbero agli appassionati il gusto di vincere la sfida e ai principianti il piacere di mettersi alla prova, perciò speriamo che questa sia un’eccezione e non una regola. (* La frase “Ad usum Delphini” significa “Ad uso del Delfino”. L’erede al trono di Francia era chiamato il “Delfino” e i suoi istitutori avevano il compito di facilitare al massimo l’apprendimento delle nozioni che gli impartivano.)

Interfaccia – L’interfaccia merita un discorso tutto suo.
Nel gioco si raccolgono degli oggetti che sono già predefiniti nell’inventario e per usarli basta possederli e cliccare dove servono.
I salvataggi sono infiniti, ma, udite udite, solo gli ultimi otto sono accessibili. Come dire che in un gioco di tale mole si possono avere solo otto salvataggi. E c’è di più: se si accede al menu principale durante il gioco, è impossibile caricare una partita precedente semplicemente perché la voce apposita è assente. Bisogna uscire dal gioco e caricare uno degli otto salvataggi disponibili.
Ritengo che questo sia un grosso limite.

Conclusioni – Un bel gioco dalla grafica smagliante, enigmi per tutti i gusti e una storia che sa tener desto l’interesse fino alla fine.

Annunci

KGB

  • Genere: Spionaggio
  • Editore: Cryo
  • Sviluppatore: Virgin
  • Rilascio: 1992
  • Tipo: 2D P & C in terza persona
  • Lingua: Francese
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 15-20

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
S.O. Dos 5.0 o sup. – 4 MB RAM – Scheda grafica VGA 256 colori – Scheda audio – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Tu impersoni un agente del KGB, Rukov, chiamato al dipartimento “P” di Mosca ed incaricato di far luce sull’ omicidio di Golitsin, un agente del KGB in incognito e per scoprire se dietro l’omicidio si celano manovre politiche che minacciano lo Stato.
Nel corso delle indagini scoprirai un complotto ordito da alti burocrati del partito per compiere un colpo di stato contro la perestrojka di Gorbaciov e riuscirai a sventarlo.

IL GIOCO

Grafica – La grafica 2D non è davvero esaltante né per definizione né per inventiva. La ricostruzione d’ambiente è trascurata, la scenografia è anonima, schematica, del tutto priva di inventiva tanto che il gioco potrebbe essere collocato in qualunque altra città che non sia Mosca.
Il gioco è datato 1992, quando la grafica aveva fatto già notevoli progressi, ma questo gioco si potrebbe datare tranquillamento a quattro cinque anni prima. Le immagini stono statiche e fisse, i pixel si contano ad occhio, insomma una grafica piuttosto rozza che per altro manca completamente della giusta atmosfera che dovrebbe dominare in un gioco di spionaggio tinto di giallo e di spetati assassini.
I personaggi sono sufficientemente caratterizzati, ma più che dalla gradfica si caratterizzano dai lunghi dialoghi con cui interagiscono col protagonista.

Sonoro – Non rilevato.

Enigmi – Questo è un altro punto critico del gioco: troppi dialoghi e molti inutili che non portano a nulla. Si perde un sacco di tempo per esaurire le conversazioni ma solo poche volte certe conversazioni sono determinanti per aprire altre locazioni, quindi bisogna sorbirsele tutte.
Il gioco si fa apprezzare maggiormente per la trama, singolare per il soggetto e per i personaggi; gli enigmi sono logici, non complicatissimi ma comunque richiedono un certo impegno e si tratta quasi sempre di reperire e di usare gli oggetti giusti nell’inventario.
Una complicazione, a nostro avviso creata ad arte dagli sviluppatori, consiste ne seguire gli itinerari del protagonista che spesso per compiere le azioni deve reiterare lunghi percorsi non proprio semplici da trovare.

Interfaccia – Il gioco si serve di un puntatore che, passando sugli oggetti, scrive l’azione da compiere. Tipo, su una porta, compare la scritta “Va”. La scritta compare anche dove è completamente inutile agire.
Nella parte bassa dello schermo troviamo l’inventario e la finestra delle opzioni.
I dialoghi si eseguono cliccando sul personaggio e scegliendo da un menu le diverse forme di conversazione del tipo: parla, interroga, chiedi ecc.. e queste aprono un’altra finestra con la scelta delle frasi da dire.
Il gioco è abbastanza lungo, ma bisogna sottolineare che la sua lunghezza è aumentata da questi “éscamotages” che innervosiscono alquanto il giocatore.

Conclusioni – Un gioco abbastanza intrigante malgrado i difetti riscontrati. Nel gioco vengono uccise, spesso senza valide ragioni, alcune persone e perciò viene sconsigliato alle età più giovani.

KING’S QUEST I – Quest for the crown

  • Genere: Favola
  • Editore: Sierra
  • Sviluppatore: Sierra
  • Rilascio: 1984 – agg.1990
  • Tipo: 2D testuale in terza persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 10+
  • Durata: 8 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
S.O. Dos/Win3.1 – Pc Proc.386/486 o superiore – Scheda video CGA/VGA 256 colori – Mouse Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Nel lontano regno di Daventry visse Re Edward il Benevolo e la sua bella Regina. Dopo molti anni di felicità, il Re e la Regina divennero tristi perché non avevano figli e quindi eredi al trono. Un giorno un potente mago apparve al castello e disse al Re e alla Regina che lui poteva lanciare un incantesimo per far avere loro un bambino.
In cambio il mago chiedeva non denaro ma solo uno specchio. Uno specchio magico che serviva per guardare nel futuro e per prevedere il maltempo o il bel tempo per il raccolto. Il re e la regina acconsentirono e diedero al mago lo specchio magico.
Tuttavia il tempo passò e la regina non ebbe figli. Anzi, i temporali iniziarono a distruggere i raccolti e la regina si ammalò.
Al castello venne un nano che provò sulla regina una pozione che sembrò rianimarla, ma per dare la pozione al re voleva lo Scudo di Daventry che rendeva imbattibili. Il re in un primo momento rifiutò, poi cedette ed ebbe la pozione. Però la regina invece di guarire, morì.
Tutto il regno di Daventry cadde nella più grande tristezza.
In seguito il re perse anche il tesoro della corona e il regno cadde nella miseria e nella sfortuna.
Fortunatamente un giorno un giovane principe, Graham, capitò al castello ed offrì il suo aiuto al re.
Il re accettò il suo aiuto, anzi gli offrì di ereditare il regno se avesse riportato a casa i tre tesori rubati.

IL GIOCO

Il primo di una fortunata serie di avventure dal classico taglio fiabesco, corredate di maghi, di streghe, di sortilegi e di principi e principesse coraggiosi.
Del gioco esistono due versioni, una del 1984 con una grafica che era per l’epoca innovativa, tanto che costituì un pilastro nel mondo dei giochi d’avventura, ed una del 1990 con una grafica molto più definita ed accurata.
Essendo praticamente il primo gioco che supportava interamente la grafica EGA a 16 colori, ebbe un grosso successo di mercato, tanto da indurre la Sierra a proseguire la serie.
La seconda versione del 1990, in VGA.

Grafica – è un finto 3D, in realtà un 2D con movimento guidato dal mouse.
Le azioni sono determinate da un interprete dei comandi attraverso una riga su cui si scrivono le azioni da compiere.

Sonoro – Non rilevato.

Enigmi – E’ il tipico gioco interattivo basato su azioni di inventario.

Interfaccia – è costituita da un menu nella parte alta dello schermo nel quale si possono trovare le opzioni essenziali.

Conclusioni – Visto oggi, questo gioco appartiene all’archeologia informatica, ma ai tempi in cui fu pubblicato rappresentò davvero la prima grande scoperta dell’avventura grafica per tanti futuri appassionati.

KING’S QUEST II- Romancing the throne

  • Genere: Favola
  • Editore: Sierra
  • Sviluppatore: Sierra
  • Rilascio: 1985
  • Tipo: 2D Testuale in terza persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 10+
  • Durata: 10 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
S.O. Dos/Win3.1 – Pc Proc.386/486 o superiore – Scheda video VGA 256 colori – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Graham è diventato re e vuole prendere moglie, ma nessuna delle fanciulle del regno lo soddisfa.
Un giorno nel suo specchio magico vede la donna dei suoi sogni, Valanice che però è tenuta prigioniera in una torre incantata. Per liberarla deve viaggiare verso il regno di Kolyma e dovrà aprire le tre porte che conducono da lei.
Prima di riuscire a liberare la fanciulla, Graham dovrà superare molti ostacoli e incontrerà molti personaggi fiabeschi.

IL GIOCO

Il secondo episodio della serie è stato eralizzato con lo stesso motore del primo che servirà anche per il terzo e tutta la storia in effetti dà l’impressione del déja vu per chi ha giocato il primo episodio.
Malgrado i due anni trascorsi, non si notano grandi differenze tecniche e grafiche nel gioco che appare a tutti gli effetti una variante del primo episodio.
I movimenti sono controllati attraverso la tastiera e le azioni sono determinate da un interprete di comandi attraverso la digitazione su una riga di scrittura.
Nel gioco è molto facile morire, forse troppo e bisogna salvare con molta frequenza. Gli enigmi sono semplici e si basano sull’uso degli oggetti nell’inventario.
In definitiva questo gioco è un’appendice del primo ma meno originale nella storia e troppo elementare negli enigmi.

KING’S QUEST III – To heir is human

  • Genere: Favola
  • Editore: Sierra
  • Sviluppatore: Sierra
  • Rilascio: 1986
  • Tipo: 2D testuale in terza persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 10+
  • Durata: 10 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
S.O. Dos/Win3.1 – Pc Proc.386/486 o superiore – Scheda video VGA 256 colori – Mouse Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Finalmente sposi, re Graham e la regina Valanice hanno 2 gemelli, il principe Alessandro e la principessa Rossella.
Il regno è in festa, quando il perfido mago Manaman rapisce il principe Alessandro. Come se questo non bastasse, il capo dei tre Dragoni viene a Daventry e chiede un sacrificio umano ogni giorno.
Intanto Mannaman rapisce altri ragazzi per trasformarli in schiavi e quando raggiungono l’età di 18 anni li uccide nel timore che possano scoprire la sua magia e diventare un pericolo per lui.
Il gioco inizia quando Alessandro è stato rapito da ormai 17 anni.
Il protagonista è Gwidion, un ragazzo che sta per raggiungere il diciottesimo anno di età e teme di essere ucciso. L’unico modo che ha per sfuggire al mago è di rubare la sua magia che può trasformare il mago in un gatto nero. Gwidon arriva a Daventry e scopre di essere lui il principe Alessandro. Ora deve liberare il regno dal dragone e salvare sua sorella, la principessa Rossella.

IL GIOCO

Grafica – Dal punto di vista grafico il terzo episodie è in linea con gli altri due anche nell’uso dell’interfaccia che non ha fatto alcun progresso rispetto alla precedente.

Sonoro – Non rilevato.

Enigmi – In pratica si tratta di trovare gli elementi per comporre le pozioni e mescolarle insieme. Il tutto risulta abbastanza noioso, ripetitivo e privo di fantasia.

Interfaccia – Il gioco è interamente comandato da tastiera.

Conclusioni – Se non fosse che fa parte della grande serie di KQ, non varrebbe la pena giocarci.

KING’S QUEST IV – The perils of Rosella

  • Genere: Favola
  • Editore: Sierra
  • Sviluppatore: Sierra
  • Rilascio: 1988
  • Tipo: 2D tast/mouse in terza persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 10+
  • Durata: 12-16 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
S.O. Dos/Win3.1/95/98/Me – Pc Proc.386/486 o superiore – Scheda video VGA 256 colori – Scheda audio win compatibile – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Nel terzo episodio avevamo conosciuto la sorella del principe Alessandro, Rossella.
L’aggiunta di questo nuovo personaggio viene sfruttata in questo episodio in cui Rossella diventa protagonista.
La principessa Rossella è stata liberata dalle grinfie del Dragone grazie al coraggio di suo fratello Alessandro ma per lei la tranquillità dura poco.
Re Graham, stanco delle lunghe peripezie, vuole abdicare in favore del figlio quando viene all’improvviso colpito da un attacco di cuore.
Rossella si dispera per la grave malattia che rischia di strapparle l’amato padre e dice che farebbe qualunque cosa per salvarlo.
Ad un tratto sente una voce che le dice che c’è qualcosa che può fare. La voce viene dallo specchio magico dove la bella fata Genestra le dice che nella terra di Tanit è nascosto un albero che una volta all’anno genera un frutto che può guarire le malattie.
Per far tornare Rossella dalla terra di Tanit c’è però bisogno di un talismano magico che è stato rubato a Genesta dal cattivo Lolotte.
Senza questo talismano Rossella non potrà essere riportata a Daventry e morrà dopo 24 ore.
Rossella inizierà la sua avventura dalla spiaggia.

IL GIOCO

Grafica – E’ la prima avventura che ha come eroina una fanciulla. La grafica è più curata che negli episodi precedenti; c’è una maggiore definizione, un maggior numero di pixel ed anche gli scenari sono più ricchi ed elaborati.

Sonoro – E’ un sonoro midi, eseguito dall’altoparlante interno, ma è la prima volta che in un gioco si tenta di riprodurre effetti sonori.

Enigmi – Una menzione speciale in questo gioco, va data agli enigmi. Sono una quantità spropositata e praticamente ad ogni azione che si compie è necessario salvare il gioco perché la morte non perdona, anzi è in agguato ad ogni passo.
Il gioco richiede una grande concentrazione perché Rossella puù morire ad ogni piè sospinto per la minima imprudenza o distrazione o per non aver preso le giuste precauzioni. Perciò il giocatore, dopo le prime “batoste” in cui è andato avanti sicuro e tranquillo ed ha dovuto ricominciare il gioco più e più volte, impara la lezione e salva continuamente.
Gli enigmi non sono affatto facili, anzi. Il gioco è molto più lungo dei precedenti e presonalmente mi ha richiesto un numero di ore notevole per giungere alla fine.
Debbo dire che in certi casi gli sviluppatori sono stati davvero crudeli nel costringere a trovare un punto di pochi pixel in cui Rossella può agire e solo lì, pena la morte e qualche volta gli enigmi sono apparsi abbastanza illogici, ma si sa, è un mondo di favola… Comunque è anche questo che contribuisce al coinvolgimento: un po’ di adrenalina ci vuole.

Interfaccia – E’ la vecchia interfaccia della Sierra che con questo gioco ha cambiato completamente (e per fortuna) metodo.
Mentre gli altri giochi della serie erano comandati interamente da tastiera, questo ha il supporto del mouse per far muovere la protagonista ma dobbiamo dire che non è molto preciso né risponde perfettamente ai comandi.
Meglio usare i tasti direzionali della tastiera.
Per accedere all’inventario nonché ai vari menu ed opzioni, esiste il classico menu a tendina che si richiama col tasto “esc” e si possono usare delle scorciatoio con la tastiera.
Questo gioco si gestisce ancora digitando i comandi dalla riga che compare premendo un qualsiasi tasto.

Conclusioni – Un gioco che offre molto in termini di enigmi e di durata ma che a tratti risulta davvero stressante.

KING’S QUEST V – Absence Makes the Heart go Yonder!

  • Genere: Favola
  • Editore: Sierra
  • Sviluppatore: Sierra
  • Rilascio: 1992
  • Tipo: 2D P & C in terza persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 8+
  • Durata: 15-20

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
S.O. Dos/Win3.1 – Pc Proc.386/486 o superiore – 4MB RAM -Scheda video VGA 256 colori – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Il principe Graham torna spensierato al suo castello, impaziente di riabbracciare la sua famiglia, ma ecco che il perfido mago Mordack fa sparire il castello con tutti i suoi abitanti.
Quando Graham si accorge della sparizione non sa darsene una ragione, ma interviene il saggio gufo Cedric a raccontargli come sono andate le cose.
Il povero Graham non sa che pesci pigliare ed è ancora Cedric a consigliarlo di rivolgersi al suo padrone, il mago buono Crispin. Un tantino arteriosclerotico, ma sempre funzionante.
Graham segue il consiglio e qui comincia la sua avventura, un lungo percorso che lo vedrà partecipe di magie e di sortilegi ma che alla fine lo condurrà alla sconfitta del malvagio mago e ad un finale da favola.

IL GIOCO

Grafica – Per il tempo in cui fu pubblicato (1993) il gioco poteva dirsi fra i più riusciti, segnando un netto progresso rispetto ai precedenti episodi con lo stesso titolo editi dalla Sierra.
Realizzato con grafica 2D, è molto curato nell’ambientazione che richiama il classico mondo delle favole, nei colori, nei particolari. Lo schermo è pieno, interamente e piacevolmente disegnato.
Buona l’idea di affiancare al giovane principe il saggio gufo parlante che lo consiglia ed interviene nei momenti di pericolo.
Le animazioni sono naturalmente quelle che ci si può attendere da un gioco di quell’annata e tuttavia sono fluide ben realizzate nella loro ingenuità.

Sonoro – Il gioco è sottotitolato in italiano e ai dialoghi si aggiunge il fumetto scritto quando intrvengono i vari personaggi.
L’audio è costituito da un’allegra musichetta Midi, molto caratteristica ed originale che entra nell’orecchio e diventa quasi una carta di identità del gioco stesso.

Enigmi – Questa volta gli autori hanno usato un maggiore equilibrio nella la difficoltà degli emigmi che si integrano perfettamente al gioco. Non per questo possiamo definirlo un gioco facile, tutt’altro.
Anche qui è facile morire e vi sono molti tranelli da evitare ma essendo la definizione grafica molto migliore dei giochi precedenti, anche trovare gli oggetti e i punti sensibili della schermata ne risulta agevolato.
Non manca neanche in questo gioco una locazione per così dire “tosta” dove si ha bisogno di una mapèpa; si tratta del deserto che se sbagli non perdona, per cui il consiglio è sempre il solito: salvare, salvare, salvare.

Interfaccia – L’avanzamento è del tipo punta e clicca con passaggio da una schermata all’altra in modo continuativo.
L’interfaccia, molto innovativa rispetto ai giochi precedenti, caratterizzarà d’ora in poi per un bel pezzo, tutti i giochi della Sierra e che mi pare in assoluto la più pratica e funzionale.
Con il tasto destro del mouse si cambia l’icona dell’azione da compiere, con il tasto “Esc” si accede all’inventario ed alle opzioni del menu.

Conclusioni – Un gioco divertente per piccoli e grandi, abbastanza lungo e complicato da tenere impegnati per un bel numero di ore ma non stressante.