CAROL REED – Hope spring eternal

  • Genere: Giallo investigativo
  • Editore: MDNA Games
  • Sviluppatore: MDNA Games
  • Rilascio: 2005
  • Tipo: 2D P & C in prima persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 10+
  • Durata: 8-10 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Windows 98SE/2000/XP – Pentium 800 MhZ – 64 MB RAM – 500 MB su HD – Scheda grafica 8MB

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

La storia inizia dove Remedy terminava, ma non per questo è necessario aver giocato il primo episodio.
Carol Reed, ospite nella città di Norrkroping della sua amica Lovisa, riceve una telefonata dalla sorella di Konrad (vedi episodio precedente) Katrina, allarmata per l’improvvisa scomparsa della sua amica Anne.
Le indagini di Carol si intrecciano ad avvenimenti precedenti e questa volta la conclusione sarà a lieto fine.

IL GIOCO

Lodevole iniziativa di una software house indipendente, la MDNA svedese, già produttrice del primo episodio delle avventure di Carol Reed dal titolo “Remedy”, lascia sperare in un seguito della serie.

Grafica – La grafica è del tutto simile a quella già usata in “Remedy”: fotografie degli ambienti e degli esterni con colori molto brillanti e modificare con un “effetto guachi” che le fa assomigliare a dei quadri impressionisti. Gli interni delle case hanno il tipico, essenziale arredamento “svedese” assolutamente anonimo e senza alcuna personalizzazione.
Gli esterni, fatta eccezione per un castello, sono tipici di una qualunque città industriale. Un tipo di grafica senza dubbio originale ma che personalmente non mi trova entusiasta. Man mano che si procede nel gioco, si apriranno nuove locazioni su una mappa; in certi casi bisogna compiere lunghi percorsi per raggiungere la meta prefissata, una sorta di passeggiata panoramica per farci vedere strade ed edifici della città.
E’ possibile visitare anche l’interno del castello, ma proprio l’effetto “guache” delle diapositive, rende le immagini “bagnate” sfocate e ambigue. Forse per qualcuno può essere un effetto suggestivo ma nell’insieme risulta alquanto fastidioso.
Non ci sono scene animate. I personaggi sono foto di personaggi reali che fanno pochissimi movimenti e non hanno alcun sincrono con il parlato.
Il gioco si svolge in prima persona, con avanzamento per frecce direzionali.

Sonoro – Una discreta melodia di fondo che cambia tonalità col cambiare delle diverse locazioni.

Enigmi – Il gioco è un punta e clicca in prima persona, interamente gestito con il mouse.
Si tratta in buona sostanza di visitare le locazioni disponibili, parlare con le persone e cercare oggetti, indizi per sbloccare altre locazioni.
Vi sono alcuni semplici enigmi, uno slide, alcune semplici combinazioni che si possono aprire anche provando e riprovando, ma la novità è che gli autori hanno inserito nel gioco anche la possibilità di SOLUZIONE E RECENSIONE automatiche ciccando in basso a destra dello schermo.
Questa non mi è sembrata una buona trovata perché non si tratta di enigmi rompicapo complicatissimi bensì di prove semplici semplici risolvibili anche da un bambino.
Gli oggetti da prendere sono ben evidenziati ed è difficile che sfuggano anche perché ci sono molti oggetti da guardare ma pochi da prendere.
Il cursore cambia aspetto quando si passa in un punto sensibile dove si può interagire ma prendendo un oggetto in inventario e usandolo sul punto non dà alcun segnale se sia giusto o meno, quindi bisogna provarli un po’ tutti.
Il gioco fornisce scarsi indizi per procedere, perciò bisogna visitare più e più volte i diversi luoghi per trovare una traccia giusta.v Il corpo del gioco consiste nella ricerca e nell’esplorazione delle varie locazioni e non mancano anche delle trovate originali.

Interfaccia – Le direzioni di movimento sono indicate da frecce che appaiono postando il cursore sullo schermo. Con il tasto destro del mouse si accede al menu. I salvataggi sono infiniti.
L’inventario si apre spostando il cursore del mouse in alto.

Conclusioni – Il gioco, come il precedente, si lascia apprezzare per una certa atmosfera sofisticata che, malgrado il tema giallo investigativo, non provoca alcuna tensione ma riesce ad essere del tutto rilassante.

Annunci

HARVEST

  • Genere: Mystery
  • Autore: Michael B. Clark
  • Rilascio: 2002
  • Tipo: 2D/3D P & C prima persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 10+
  • Durata: 8-10 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Win 95/98/ME/ – Pentium 75 Mhz+ – CDROM – 400 MB su HD – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Non sappiamo nulla del protagonista, sappiamo solo che una sera, durante una passeggiata, non trova più il suo cane Allibaster (ma si può mettere un nome simile ad una povera bestia?!). E siccome l’uomo è il migliore amico (o nemico?) del cane, si mette alla sua ricerca e si infila in un buco dove presume che l’animale sia caduto.
Qui inizia un’avventura surreale in un mondo sotterraneo.
Viene a conoscenza di Vance, uno scienziato pazzo che ha inventato il modo di estrarre acqua dalle pietre e ha costruito sottoterra il suo laboratorio e la sua abitazione.. Attraverso il ritrovamento di documenti conosce la tragedia familiare di quest’uomo che vuole vendicarsi avvelenando l’acqua del mondo con la sua invenzione.
Il protagonista dovrà perciò non solo ritrovare il suo Allibaster ma anche salvare il mondo da questa iattura.

IL GIOCO

Il gioco è stato interamente sviluppato da un indipendente, Michael B. Clark, autore anche di “The arrangement” (2004) con il programma di Adventure Maker. Poteva essere acquistato ondine ma oggi l’indirizzo non è più attivo.

Grafica – Le grafiche consistono in schermate di sfondi completamente statici. Raramente ci sono delle animazioni (un fantasma, un oggetto che cade, un’esplosione) realizzate con diapositive in successione.
Il gioco è evidentemente amatoriale: gli ambiento sono costruiti con un programma di arredamento-interni, schematici e piatti, le prospettive non sono molto giuste, l’esplorabilità molto limitata dalle direzioni obbligate che non lasciano molto spazio alla curiosità.
Si può zoomare su alcuni oggetti cliccandoci sopra. Gli spostamenti avvengono con frecce direzionali a schermate fisse.
Un’opera prima evoluta ma non all’altezza, graficamente parlando, di altri giochi sviluppati da indipendenti.
Il gioco non ha presentato problemi di funzionamento e si installa rapidamente.

Sonoro – Anche il sonoro, nei suoi vari aspetti, è opera dell’autore. Musica abbastanza suggestiva e legata al genere. Pochi rumori, piuttosto rozzi.
Il poco doppiaggio riguarda voci alterate di fantasmi o di gente litigiosa, nulla da rilevare.

Enigmi – Gli enigmi sono numerosi, rispetto alla durata del gioco, vari e abbastanza creativi.
Ci sono un paio di labirinti (uno dei quali davvero strano), uno slider , un enigma di velocità del colpo d’occhio, uno con ricerca di particolari in un quadro ed altri che riguardano meccanismi vari i cui indizi si trovano sparsi in giro.
Ci sono oggetti da cercare (non sempre molto visibili) ma non c’è una grande attività di inventario in quanto il gioco si basa principalmente sulla soluzione di enigmi logici.
L’andamento è lineare, nel senso che se non si risolvono degli enigmi non si può procedere, ma non è rigidissimo: all’interno di una situazione alcuni enigmi si possono risolvere in momenti diversi.
Il giocatore deve stare attento ai particolari e agli indizi per cercare numeri, codici e combinazioni.

Interfaccia – L’interfaccia è molto semplice. Con il tasto destro del mouse si apre la barra del menu con salvataggi illimitati in Windows, caricamento di un gioco e uscita. Spostando il cursore in alto si apre la barra dell’inventario e gli oggetti vanno trascinati dove serve. Se si salva durante un enigma (un labirinto o altro), al caricamento del gioco si dovrà ricominciare.

Conclusioni – Un gioco amatoriale con qualche carenza grafica ma indubbiamente interessante e ben fatto, adatto a chi ama i giochi densi di enigmi in totale solitudine.

HARVESTER

  • Genere: Horror
  • Editore: Merit Studios
  • Sviluppatore: DigiFX Interactive Inc.
  • Rilascio: 1996
  • Tipo: 2D/3D P&C in terza persona
  • Lingua: Inglese/francese
  • Età consigliata: 18+
  • Durata: 7-10 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
DOS/ Windows 3.1/95 – Proc. 486/33 – RAM: 8 MB – CD-ROM 2X – Video SVGA – Scheda audio SB compatibile – 20 MB su HD – Mouse – tastiera

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Steve è un ragazzo degli anni 50 che vive come tanti ragazzi della sua età, in una tranquilla cittadina americana, Harvester.
Un giorno si sveglia nella più completa amnesia, non sa nulla di sé e di ciò che lo circonda.
Facendo domande a tutti, viene a sapere che di lì a pochi giorni dovrà sposarsi in un matrimonio combinato, con Stephanie, una ragazza per lui del tutto sconosciuta.
La gente del villaggio si comporta in modo strano e ancora più strana è, al centro del villaggio, la presenza di un edificio con una setta chiamata “Ordine” intorno alla quale sembra gravitare la vita di tutti gli abitanti.
E’ evidente che il mistero è proprio lì e Steve dovrà svelarlo.
Iscrivendosi alla setta, gli vengono date delle prove da superare: atti di vandalismo, furti, incendi anche con vittime. Lo scopo della setta è dunque di trasformare tutti in assassini?
Questa è la trama della storia, ma credo necessaria qualche considerazione a margine.
Esistono tanti tipi di horror e questo è probabilmente il più trucido e schifoso che abbia trovato nel genere delle A.G.
Non si tratta tanto delle scene sanguinolente e ributtanti che in fondo, con una grafica del genere lasciano abbastanza indifferenti anche se fanno di tutto per scioccare; sono piuttosto le situazioni presentate, in cui vengono riportate una quantità di perversioni che, sebbene buttate un po’ sul ridere, non sono sicuramente adatte ad un pubblico giovanile. Per questo il gioco è consigliato solo ad adulti.

IL GIOCO

Grafica – Il gioco è interpretato da personaggi veri, si tratta cioè di riprese filmiche sovrapposte a sfondi computerizzati.
La grafica di livello mediocre in quanto a definizione e sebbene il gioco sia stato pubblicato nel 1996 appare ancora più retrò. I personaggi si muovono in modo meccanico su sfondi dove i pixel abbondano. Le animazioni, poche e brevissime, non migliorano la situazione.
Le cose più interessanti, se tali si possono definire, sono alcuni sfondi e le invenzioni trash di certi ambienti che dovrebbero “impressionare” il giocatore.
Le stesse immagini filmate sono rielaborate al computer per dare ai volti espressioni stravolte come ad esempio il volto dello scolaro punito dalla maestra con una mazza da baseball in testa…
Gli esempi di fantasia perversa degli autori si sprecano: c’è la donna nella casa misteriosa cui il buon ragazzo Steve stacca la testa con abbondante effluvio ematico e che solo allora scopriamo essere metà donna metà vespa, il vice sceriffo che si masturba con giornaletti porno, il bambino in culla con vermi che escono dalla bocca, il papà rinchiuso in camera da mammà, afflitto da una misteriosa malattia e circondato da oggetti sadomaso, il vigili del fuoco che dipingono il ritratto di un uomo nudo, e altre chicche consimili che deliziano tutto il gioco con abbondanza di effetti grafici e brevissime animazioni-lampo che ne dovrebbero accentuare gli aspetti macabri. O almeno tale è l’intenzione.
Non so se alla sua uscita questo gioco abbia realmente spaventato qualcuno, so che a me ha provocato solo un leggero disgusto.

Sonoro – Il sonoro è abbastanza buono, il doppiaggio sembra piuttosto dilettantesco.

Enigmi – L’avventura è assolutamente non lineare.
La prima parte si svolge in 6 giorni e notti, la seconda in tre livelli del tempio dell’Ordine.
Durante le giornate si può andare in tutti gli edifici del paese, parlare con le persone, prendere gli oggetti che servono, senza una precisa sequenza. L’importante è raggiungere lo scopo prefisso, l’incarico da svolgere e arrivare alla fine della giornata.
La soluzione è davvero molto semplice e non si può neppure parlare realmente di enigmi, ma si può ugualmente restare bloccati perché i dialoghi hanno una certa importanza e se si conducono in modo sbagliato possono condurre in un vicolo cieco.
Inoltre va detto che nella seconda parte bisogna uccidere praticamente tutti quelli che si incontrano, persone o mostri, usando le armi che si trovano in giro.
I combattimenti non sono difficili ma si può morire facilmente. Esistono tuttavia trucchi per ottenere l’invincibilità.
Si può morire anche quando si agisce in città, per esempio se si sbaglia il dialogo con il colonnello senza gambe che fa la guardia al centro missilistico o se si uccide qualcuno senza ragione e si viene condannati a morte.
Per questo il consiglio è di salvare spesso.
Il gioco non è lungo e una volta capita la tecnica si arriva alla fine in breve tempo.

Interfaccia – Il gioco si gestisce interamente da mouse ma si può gestire anche da tastiera.
Tutte le azioni si compiono con il tasto sinistro del mouse mentre con il destro si lotta.
Per aprire l’inventario si preme il tasto I oppure si clicca sul protagonista.
Il menu si apre con il tasto “esc”, i salvataggi sono più che sufficienti.

Conclusioni – Un gioco che ha puntato al successo per i suoi contenuti trucidi e truculenti venati di humour, sui contenuti estremi e su una storia non del tutto banale.
Gli appassionati di questo tipo di fantascienza splatter ne sono stati entusiasti, ma come gioco in sé e per sé, al di là del fastidio che possono suscitare certe scene e situazioni, vale poco.
In definitiva, chi avesse la possibilità e la curiosità di giocarlo, non si aspetti un’avventura coinvolgente come Shivers o Dark Seed.

HAUNTINGS OF MYSTERY MANOR

  • Genere: Avventura horror
  • Editore: Cindy Pondillo
  • Sviluppatore: Cindy Pondillo
  • Rilascio: 2005
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 3-4 ore ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Pentium 500 Mhz o sup. – 32 Mb RAM – Windows 95, 98, ME, 2000 or XP, with DirectX 5 o sup. – Scheda grafica e Sound card DirectX compatibili.

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Riporto la storia come scritta sul sito del produttore perché il gioco non spiega un bel nulla. La famiglia del protagonista possiede fin dal XVIII secolo un maniero che egli ha ereditato 15 anni prima.
Il giorno (o meglio la notte) in cui ritorna, trova nel castello i fantasmi di tutte le persone assassinate al suo interno. Per liberarsi dei fantasmi deve soddisfare una loro esigenza, solo così essi scompariranno e lui potrò riprendere possesso del castello.
Malgrado sia definito di genere horror, non c’è alcunché in grado di giustificare tale attribuzione.
Il gioco è stato sviluppato e pubblicato da una società indipendente con mezzi limitati, quindi la critica può essere indulgente per lo sforzo meritorio compiuto dagli sviluppatori.

IL GIOCO

Grafica – La grafica 3d ha una modesta profondità, diciamo che resta piuttosto piatta e non esente da una discreta sgranatura.
Gli ambienti da visitare sono circa 20 stanze disegnate in uno stile ottocentesco con quadri pieni e ben particolareggiati.
I personaggi, se così si possono definire i fantasmi, sono figure trasparenti e statiche; infatti il gioco non ha animazione, fatta eccezione per una palla nel giardino.
L’avanzamento punta e clicca in prima persona, è guidato da una freccia che consente l’accesso alle stanze e l’azione di prendere alcuni oggetti.
Insomma, malgrado il gioco sia datato 2005, la grafica appare molto obsoleta, anche se non sgradevole ma, come accennato sopra, si tratta di un lavoro fatto in economia.

Sonoro – Un sottofondo d’atmosfera, cambia a volte con il cambiare dell’ambiente in cui si entra. Trattandosi di fantasmi, non mancano gemiti e sospiri.
I rumori sono pochi e abbastanza adeguati. Questo è tutto per il sonoro.

Enigmi – Il gioco consiste nel visitare 19 stanze poste su due piani. In ogni stanza si trovano uno o più fantasmi. Cliccando su di essi si apre una finestra in cui il fantasma racconta la sua storia e chiede qualcosa che gli permetta di andar via di lì.
Il compito del giocatore consiste nel girare per le varie stanze, procurarsi gli oggetti necessari e andare a cliccarli sul fantasma giusto.
Ci sono un paio di puzzle assolutamente semplici.
Un giocatore appena pratico può terminare il gioco in 2-3 ore.

Interfaccia – L’interfaccia ricorda quella dei vecchi giochi di Sierra. Puntando in alto il cursore si accede all’inventario, ai salvataggi e all’uscita dal gioco.
I salvataggi sono illimitati, ma vista la brevità del gioco si può arrivare in fondo senza usarli.
L’inventario è bislacco: quando bisogna assemblare due oggetti, se ne prende uno, poi con quell’oggetto attaccato al cursore bisogna far scorrere una freccia minuscola fino a selezionare l’altro oggetto. Dire che è scomodo, è dire poco.

Conclusioni – Un gioco breve breve e semplice semplice che può essere di tutto relax per chi non vuole impegnare la testa più che tanto.

HEART OF CHINA

  • Genere: Avventura classica
  • Editore: Sierra
  • Sviluppatore: Dynamix
  • Rilascio: 1991
  • Gioco abandonware: Download
  • Tipo: 2D P & C in prima persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 10+
  • Durata: 4-5 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Pc386 o sup. – Dos5 o sup – Scheda video VGA – – Mouse – Tastiera – Funziona su DosBox

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Siamo nel 1930 ad Hong Kong. Reduce come pilota dalla Prima Guerra Mondiale, Jake “Lucky” Master è ingaggiato da un ricco uomo d’affari, Lomax, per liberare sua figlia Kate dalle mani del rapitore Li Deng.
La ragazza è tenuta prigioniera nella fortezza di Deng’s Chengdu e Lucky dovrà liberarla con l’aiuto di un misterioso ninja dal nome Zhao Chi.
Purtroppo Kate viene morsa da un serpente durante il salvataggio e per salvare la sua vita bisogna arrivare a Kathmandu, in Nepal. Da qui i due avranno altrre avventure per poi concludere il loro viaggio a Parigi dove (forse) si innamoreranno.

IL GIOCO

Grafica – La grafica è vecchio stile, con inquadrature fisse ma non prive di una certa suggestione in quanto i fondali sono eseguiti a mano con uno stile pittorico efficace.
Le locazioni sono piuttosto numerose e descrivono bene gli ambienti di quel tempo, con la gente e i costumi adeguati. Anche alcuni personaggi sono ben caratterizzati.
Le animazioni sono poche e avvengono di solito nell’ambito della schermata stessa.

Sonoro – N.C.

Enigmi – Gli enigmi sono semplici, in realtà non c’è molto da fare, ma si può morire in ogni istante se si fa una mossa sbagliata e vi sono alcune sequenze arcade piuttosto frustranti ma che si possono evitare.
I dialoghi sono importanti perché danno direzioni diverse e diversi finali al gioco.

Interfaccia – Molto laboriosa e per niente amichevole, può procurare la maggiore difficoltà nel gioco.

Conclusioni – Un reperto d’antiquariato breve ma apprezzabile perché è un gioco articolato e piuttosto originale considerato il tempo in cui è uscito.

HEIMDALL 2 – Into the Hall of Worlds

  • Genere: Fantasy
  • Azione: Si
  • Editore: Core Design
  • Sviluppatore: The 8th day
  • Rilascio: 1994
  • Tipo: 3D P & C in terza persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 10 +
  • Durata: 12-15 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Processore 386 o superiore – MS-DOS 5.0 o superiore – Min 4 MB RAM – Hard disk – CD-ROM – Scheda video VGA 256 colori – Scheda audio Sound Blaster o 100% compatibile – Tastiera e mouse.

 

Recensione

Il protagonista è un eroe scandinavo, Heimdall che nel primo episodio aveva combattuto Loki che aveva rubato le armi degli dei Odino, Thor e Frey.
Questa volta gli dei sono preoccupati per gli sporadici attacchi al reame e Odino manda suo figlio Baldur a trattare con Loki che cerca la vendetta per la sconfitta precedente.
Purtroppo Baldur non ha successo e Heimdall chiede di essere riportato allo stato mortale per trattare lui stesso con Loki.
Heimdall dovrà trovare amuleti, i talismani e Ro’Gelds (fonti di magia) sparsi nei vari mondi, assistito da una Walkiria di nome Ursha.
Il gioco si avvale di una grafica isometrica 3D con sistema punta e clicca.
Molte locazioni con sfondi vari e ricchi di colore. Le animazioni sono buone così come i suoni e il motivo che accompagna il gioco anche se alla lunga può importunare.
In quanto agli enigmi, bisogna trovare e prendere gli amuleti e i talismani Ro’Gelds, evitando di essere uccisi.
La presenza di un’aiutante (Ursha) non è di molto aiuto se non per immagazzinare gli oggetti che man mano vengono raccolti.
Per i combattimenti è possibile esercitarsi con le varie creature ed usare le magie.
Un gioco misto azione avventura che può essere interessante per gli appassionati RPG.

HELL

  • Genere: Fantasy/Horror
  • Azione: Si
  • Editore: GameTek, Inc.
  • Sviluppatore: Take-Two Interactive Software, Inc.
  • Rilascio: 1994
  • Tipo: 3D P & C in Terza persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 10+
  • Durata: 15 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
86 DX-33 MHz o sup. – MS DOS 5.0 o sup. – 4 MB Ram o sup. – Hard disk – CD-ROM 2X – Video VGA 256 colori memoria 1 MB – Audio Sound Blaster o 100% compatibile – Mouse 100% compatibile Microsoft.- Tastiera – mouse. N.B Il gioco richiede una memoria libera in Dos di 560Kb e 3 MB EMS

 

Recensione

Siamo nel trentesimo secolo e gli Stati Uniti sono governati da un sindacato chiamato La Mano di Dio.
Il suo leader, l’androgino Solene Solux, è arrivato al potere distruggendo tutti quelli che hanno tentato di fermarlo servendosi di demoni androidi che possono viaggiare nelle due dimensioni dell’inferno e del mondo reale.
Per ridurre la popolazione all’obbedienza, Solux si serve di squadre speciali (CRA), i cui agenti hanno il compito di raccogliere informazioni sulle tecnologie illegali ed eliminarle senza pietà. I criminali o comunque coloro che sono considerati nemici del potere vengono imprigionati nell’inferno.
Rachel Braque e Gideon Eshanti sono due di questi agenti che nel cuore della notte vengono assaliti da forze governative a cui prima appartenevano. Dopo una rocambolesca fuga, i due sono costretti a diventare fuorilegge per chiarire quello che sta succedendo.
Si tratta di un gioco di cyberpunk con interfaccia punta e clicca in terza persona.
“Hell” è un gioco che usa grafiche di SVGA di qualità alta con sfondi preresi e texiture sorprendenti. Tutti i personaggi del gioco sono stati modellati in tre dimensioni.
Si va avanti parlando con le persone, trovando codici e facendo favori a tutti per avere informazioni con qualche azione arcade del tutto marginale.
Ci sono oggetti da prendere e da manipolare, attrezzature iper tecnologiche da usare, qualche enigma non difficile da risolvere e si viaggia dalla vita reale all’inferno con una certa frequenza.
I dialoghi sono importanti e la caratteristica del doppiaggio è che vi hanno partecipato attori famosi come Dennis Hopper, Grace Jones e Stephanie Seymour.
Hell ha una grafica con sfondi pre-resi e FMV nelle animazioni.
All’inizio del gioco si può scegliere se interpretare il personaggio maschile o quello femminile, ma non cambia niente.
Il gioco non è molto entusiasmante ma può interessare per soddisfare la curiosità di giocare ad uno delle prime avventure su CD