FABLE

  • Genere: Favola in cartoni
  • Editore: Sirtech
  • Sviluppatore: Telstar
  • Rilascio: 1996
  • Tipo: 2D P & C in terza persona
  • Lingua: Sottot. italiano
  • Età consigliata: 9+
  • Durata: 10-12 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
486 DX2-66 Mhz – DOS 5.0, Windows 95 o sup. – 8 MB RAM – 2 MB su HD – CDROM 2X – Scheda video SVGA 640X480 256 col. – Scheda audio Win compatibile – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

In un tempo remoto Mecubarz volle fare di un pianeta un luogo ideale, per bellezza e civiltà e scelse per questo il villaggio di Belkhane. Ma una delle creature di questo luogo fantastico, Ismael, più avida ed ambiziosa delle altre , con l’aiuto di 4 complici scoprì il segreto di Mecubarz e cercò di rubargli i poteri.
Mecubarz, incollerito, decise di dividere il pianeta in quattro terre: la Terra del ghiaccio, della nebbia, dell’acqua, del fuoco.
Ismael riuscì a fuggire ma i 4 complici furono trasformati in mostri e condannati a dominare le 4 terre, ciascuna di esse e legata al potere di 4 pietre: lo smeraldo per la Terra del ghiaccio, il diamante per la Terra delle nebbie, lo zaffiro per la terra dell’acqua e il rubino per la Terra del fuoco.
Il giocatore agisce nei panni di Quickthorpe che deve trovare le 4 pietre e ripristinare l’equilibrio nel mondo.
La storia, sebbene un po’ contorta per un gioco così breve, può passare. Quello che resta incomprensibile è la fine; il gioco finisce di botto, senza un “bah”, senza una conclusione logica, semplicemente, ad un tratto, finisce.

IL GIOCO

Grafica – Il gioco è 2D con una risoluzione minima di 640×480 disegnato a mano come i cartoni animati, con un tratto netto e delicato che produce una grafica molto gradevole, nitida e colorata.
I quadri sono disegnati con ampie visuali panoramiche che danno una visione ambientale ad ampio raggio e lasciano il piacere di una visuale a tutto schermo ricca di dettagli con una buona definizione in ogni particolare.
I personaggi con cui il protagonista interloquisce vengono evidenziati in un riquadro che ne accentua anche le espressioni facciali.
Il gioco è un punta e clicca classico e si guida interamente con il mouse.

Sonoro – Il gioco è completamente dialogato con sottotitoli in italiano.

Enigmi -E’ il classico gioco del “cerca ed usa”. Non ci sono enigmi veri e propri, solo un piccolo labirinto verso la fine che richiede un po’ di tempo ma nulla di veramente difficoltoso.
Si possono osservare e prendere tanti oggetti che però non servono a nulla e che vanno ad intasare l’inventario.
A proposito dell’inventario, debbo dire che è forse la cosa peggiore del gioco e ne parlerò in particolare nella sezione “Interfaccia”.
Gli enigmi non sono difficili ma neppure facilissimi, diciamo che sono facili per un esperto, nella media per un principiante.
Un aspetto a dir poco inconsueto di questo gioco, è che si muore per molti motivi e senza alcun preavviso.
Una volta morti ci si aspetta qualcosa, che so, un’animazione, una scritta, un’offerta di ripristinare la partita… Niente di tutto questo. Il gioco resta immobile, non succede assolutamente niente e aspetta e aspetta, alla fine ci si rassegna ad uscire dal gioco e caricare l’ultimo salvataggio.

Interfaccia – L’interfaccia di questo gioco è tutt’altro che semplice da spiegare.
Usando il tasto destro, l’icona si trasforma in “occhio” (osserva), “piedi” (cammina), “Pugno chiuso (usa), “mano aperta” (prendi).
Scegliendo una di queste opzioni e ciccando con il tasto destro sull’oggetto, in basso appare la scritta con altre opzioni (ad es. “dai”).
Non avendo inizialmente notato queste “sub opzioni” credevo di essermi bloccata o che il gioco soffrisse di un bug finché un amico (grazie Paolo!) me le ha fatte notare. Tutto il sistema di interfaccia è inutilmente complicato e farraginoso.
I salvataggi possibili sono 8 e il menu generale si apre usando l’icona “usa” sul protagonista.

Conclusioni – Una bella grafica, ma certe scelte degli sviluppatori condizionano il valore di questo gioco che comunque resta per certi aspetti, piacevole e divertente.

FAHRENHEIT

  • Genere: Thriller parapsicologico/Action
  • Editore: Atari
  • Sviluppatore: Quantic Dream
  • Rilascio: Settembre 2005
  • Tipo: 3D terza persona – Mouse/Tastiera
  • Lingua: Italiano multilingue)
  • Età consigliata: 16+
  • Durata: 10/12 ore ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Win 98/SE/ME/2000/XP – Proc. Pentium III 800 Mhz o sup.- 256 Mb RAM – 2,5 Gb su HD – DVD-ROM 8x o super.- Scheda video 32 Mb compatibile con hardware T&L

 

Recensione di Cookie

LA STORIA

“The Indigo Prophecy” (titolo della versione USA) – narra la storia di una profezia in cui “La bambina indaco” è attesa come unica salvatrice dell’umanità – bambina pura e perfetta con poteri straordinari, che donerà potere a chiunque ne sentirà le parole – e il clan degli OCRA e dei PORPORA cercheranno quindi di raggiungerla per primi.
In questo percorso vivrete l’avventura nei panni di personaggi diversi, tutti ben caratterizzati e definiti dalla propria storia e dalle proprie ansie, in una città devastata dal gelo che continua a imperversare.
L’omicidio che vivrete all’inizio in prima persona è solo il preludio di una serie di brutali assassini che si ripeteranno per avere il dominio dell’intera umanità e che cercherete di capire e fermare sia nei panni di Lucas Kane che dei due poliziotti del NYPD. Ne saranno coinvolti anche il fratello sacerdote e l’ex fidanzata di Lucas.
Attraverso lotte e indagini arriverete alla conclusione, che cambierà a seconda delle scelte che farete nel corso del gioco.
La trama è intrigante e coinvolgente, intercalata da elementi sovrannaturali e sottolineata dai caratteri estremamente approfonditi dei personaggi, con due possibili finali anche se non eccelsi, ma di grande impatto emotivo.

IL GIOCO

Grafica – E’ in 3D, che sottolinea la grande espressività dei gesti e dei volti.
La vita reale qui è veramente tangibile e la texture grafica dei personaggi come dell’ambiente è volutamente non definita, quasi a sottolineare l’atmosfera ovattata e malinconica in cui ci si muove.
Grande interazione degli interpreti con l’ambiente: ci si muove a 360 gradi e qualunque azione ( come bere acqua , suonare la chitarra o guardare una foto) ne può modificare l’umore, portandoli da tranquilli a tesi fino ad uno stato di devastazione che conduce al suicidio.
All’inizio di ogni episodio c’è la possibilità di scegliere quale tra vari personaggi far giocare per primo, passando l’azione da uno all’altro a piacimento quando ne compare l’ icona sullo schermo.
I comandi sembrano all’inizio un po’ complessi, ma facendo il tutorial vedrete che non è poi così complicato, o diciamo perlomeno che ci si può abituare.

Sonoro – Accompagna ottimamente gli stati d’animo e le ambientazioni, senza mai invaderne il campo. L’autore è lo stesso Angelo Badalamenti che ha creato le colonne sonore dei film di David Lynch (Tween Peeks) . In alcune ambientazioni si potrà interagire sulle musiche di sottofondo , modificandole a piacere da un blues ad un rock o “ambience” anni ’80.
Ottimo il doppiaggio, parte determinante nella godibilità di ogni gioco, che qui ben si adatta a tutti gli interpreti e non fa che accrescerne i pregi.

Enigmi – Qui non esiste un inventario vero e proprio, ma ben venga ai fini di una storia che è molto più ” reale” – Credo sia capitato a tutti di pensare: ma come fa una scala a stare in uno zaino?? Troppe sono le avventure che ci costringono a trascinare gli oggetti in modo innaturale, diciamolo, per doverli poi combinare in maniera fin troppo fantasiosa! E qui, come nella vita, ogni scelta darà esiti differenti e, come già dicevo , grandi variazioni agli stati d’animo.
In giro troverete carte BONUS che serviranno a sbloccare i contenuti extra (making of, sequenze varie, sedute di doppiaggio e musiche) o VITE che daranno qualche ulteriore chance di sopravvivenza.
Non esistono enigmi tradizionali, ma solo prove di abilità, lo ammetto a volte un po’ forzate e, per chi non ama il genere, inizialmente avvilenti – con un po’ di pratica però tutto scorre!

Interfaccia – E’ con l’ uso del mouse per i movimenti e il cambio di inquadrature, anche se a volte risulta poco fluido . Ma, nota dolente per gli avventurieri punta e clicca, devo segnalare anche una complicazione nel dover affrontare giochi di riflessi con la tastiera – alcuni impossibili da evitare pena la morte del personaggio, altri sì (coraggio!).
Il TUTORIAL che trovate nella schermata di inizio gioco è quindi consigliato !

Conclusioni – Che cosa attira di più in un gioco: la grafica, le ambientazioni, la storia, i personaggi, il sonoro, gli enigmi?
Bene, qui c’è tutto e in forma assai realistica ed ottimamente equilibrata!!
Per i puristi delle AG consiglio di superare le fobie iniziali per le fasi ACTION (in fondo anche in Dreamfall c’erano, ma erano superabili) e provare, lo ripeto, esercitandovi prima col tutorial che si trova nella schermata iniziale del gioco e che troverete riassunto nella soluzione. Trama, atmosfera, sonoro e l’accurato approfondimento psicologico dei personaggi fanno di questo gioco, a mio parere, un’avventura unica, suggestiva e indimenticabile.

FAMOUS FIVE 1/2/3/4/5

  • Genere: Ragazzi
  • Editore: Ravensburger
  • Sviluppatore: Novatrix
  • Rilascio: 1999/ 2001
  • Tipo: 2D/3D P & C in III persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 7+
  • Durata: 3 – 4 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto:P&C:   

Requisiti minimi richiesti:
Windows 95/98/2000/ – Pentium 166 Mhz o sup. – 32 MB RAM – Scheda grafica 24 bit – Scheda audio 16bit – CDROM 8x

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

La serie “Famous Five” prende spunto da racconti per ragazzi pubblicati con lo stesso titolo. Durante le vacanze presso il cottage della zia Kirrin ,quattro ragazzi, Gorge, Anne, Dick, Julian e il cane Timmy, vivono avventure che tutti i ragazzi della loro età vorrebbero vivere.

Famous five 1 – Treasure Island (1999)
In questo episodio i cinque amici danno la caccia ad un tesoro che si nasconde tra le rovine di un vecchio maniero dell’isola, battendo in astuzia i cattivi che vorrebbero impossessarsene. Famous five 2 – Island Tower (2000)
In questo episodio i cinque amici debbono difendere le scoperte dello zio Quentin dalle mire di una spia. Famous five 3 – Kidnapped (2000 )
In questo episodio i 5 amici si occupano del rapimento di un loro coetaneo. Famous five 4 – Dangerous descovery (2001)
In questo episodio i cinque amici difendono la scoperta di un importante sito archeologico da malintenzionati. Famous five 5 – Secret Mission M.A.G.-X (2001)
In questo episodio i 5 ragazzi soccorrono un pilota caduto con il suo aereo in missione segreta e debbono sventare i piani di un losco figuro.

IL GIOCO

Grafica – La cosa che stupisce di più in questo gioco è la grafica. Bei quadri, pieni e rifiniti, chiari e dettagliati che descrivono al meglio gli ambienti.
Una grafica molto accattivante.
Le figure, disegnate sul tipo dei fumetti, si muovono su sfondi disegnati 2D in maniera meccanica, con percorsi strani e obliqui, ma il gioco non ne risente un granché.
La Revensburger è una nota casa tedesca di giochi che eccelle nella fabbricazione dei puzzles e questa serie di avventure per ragazzi richiama un poco la raffinatezza dettagliata proprio di quei puzzles che tante volte ci hanno tenuti incollati al tavolo.
Le locazioni e la qualità grafica sono uguali per tutti gli episodi, salvo qualche piccolo particolare inerente alle storie.
Il motore grafico funziona abbastanza bene, fatta salva qualche lentezza e qualche scattosità nel movimento dei personaggi.
Qualche bug è stato riscontrato nel quinto episodio, in fase di installazione e di gioco (un personaggio rimane “incollato” ad una barca in una schermata dove non dovrebbe esserci).
Per il resto non si sono riscontrati problemi.

Sonoro – Una musica ritmata, giovanile, un doppiaggio adeguato al tipo di gioco.
I dialoghi sono automatici.

Enigmi – I giochi, destinati ad un pubblico giovanile, sono piuttosto facili e si risolvono nel giro di poche ore ciascuno.
Si tratta di enigmi di inventario, raccogliere ed usare oggetti.
Il quarto episodio è un po’ più complesso, con qualche enigma in più.

Interfaccia – Il gioco si gestisce interamente da mouse.
In basso a sinistra una mappa permette di spostarsi velocemente da un luogo all’altro e c’è anche l’icona del menu generale con 10 salvataggi (più che sufficienti).
In basso a destra c’è l’opzione per cambiare lingua (inglese-tedesco).
L’inventario si apre cliccando sul personaggio attivo in quel momento.

Conclusioni – Una serie di avventure per ragazzi poco impegnative, adatte anche ai più piccoli magari con l’ausilio dei genitori.

FASCINATION

  • Genere: Giallo sexy
  • Editore: Coktel/Tomahwak
  • Sviluppatore: Coktel/Tomahwak
  • Rilascio: 1991
  • Tipo: 2D P & C in prima persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 14+
  • Durata: 10 – 13 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
DOS/Win 3.1/95 – Processore 486DX 16MB Ram – Scheda video VGA 256 colori – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA Per il periodo in cui fu pubblicato, questo gioco era sicuramente una novità con dei requisiti innovativi.
Sei Doralice, una hostess delle linee aeree appena sbarcata dopo che sull’aereo si è verificato un decesso, apparentemente per attacco cardiaco.
L’uomo, prima di morire ti ha dato una valigetta pronunciando la sua ultima parola: AARGH.
All’inizio del gioco sei nella tua camera d’albergo, apri la valigetta e ci trovi dentro una fiala. Capisci che è qualcosa di importante e la nascondi poi esci per fare un tuffo in piscina.
Ma le cose si complicano quando qualcuno fa di tutto per avere quella fiala, qualcuno che sta tramando per dominare il mondo.
Doralice affronterà pericoli, rischi, enigmi per giungere alla fine e… sarà una sorpresa. A qualcuno questa sorpresa piacerà, a qualcun altro no. A me, no.

IL GIOCO

Grafica – La grafica è 2D con fondali fissi ed azione in prima persona. I personaggi sono disegnati in modo realistico ma del tutto statico. Le ambientazioni sono ridotte all’osso, poche, schematiche ed essenziali, più che spartane. C’è solo un’animazione, abbastanza fluida all’inizio del gioco.
Il gioco richiede una scheda VGA con risoluzione a 256 colori. La definizione è sufficientemente buona per i tempi in cui il gioco fu pubblicato, ma obbiettivamente poco chiara a causa dei toni scuri ed ombreggiati degli interni e con una definizione che rende difficile l’individuazione degli oggetti.

Sonoro – La musica non è nulla di particolare, un ritmo che interviene di tanto in tanto e i rumori di fondo sono del tutto occasionali. Il gioco non è parlato ma sottotitolato e si può scegliere la versione in più lingue.
I dialoghi sono multipli con possibilità di scelta e dalla scelta spesso dipende la morte della protagonista.

Enigmi – Fin dall’inizio si debbono risolvere dei problemi e praticamente ad ogni schermata ci sono degli problemi da superare ma si tratta di enigmi abbastabza semplici, si tratta solo di utilizzare nel modo migliore gli oggetti contenuti nell’inventario o nell’usare codici e numeri telefonici trovati in giro.
L’enigma più complicato è l’ultimo, quello dell’organo. Per risolverlo bisogna aver preso e conservato tutti i giornali presi in giro e dedurre da essi la soluzione.
Se non si progredisce negli enigmi non si ha accesso alle schermate successive, inoltre durante certe azioni è facile morire quindi è consigliabile salvare spesso il gioco.

Interfaccia – Molto semplice ed intuitiva. Cliccando in alto a sinistra si accede al menu di salvataggio e di ripristino.
L’inventario si ottiene con il tasto destro del mouse e il controllo è del tipo punta e clicca con cursore attivo sugli oggetti.

Conclusioni – Il gioco ha una sua piacevolezza nell’atmosfera di giallo-sexy che riesce a creare ma gli enigmi sono semplici e la durata troppo breve.

FATE BY NUMBERS

  • Genere: Giallo
  • Editore: Revival
  • Sviluppatore: Revival
  • Rilascio: 2007
  • Tipo: FMV in terza persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 4 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
(Versione 1.2 Gb): P4 2700 o AMD 2700+, Scheda video AMD o Nvidia (Versione 0.8 Gb) – P4 2200 o AMD 2200+, Scheda video AMD o ATI 9700+ o Nvidia FX+

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Il gioco si svolge in una città del futuro dove un gruppo di affaristi detiene il potere e lo controlla attraverso un ferreo regime poliziesco. Il potere è contrastato da un gruppo di resistenza clandestino ed entrambe le fazioni sono alla ricerca di un oggetto in grado di dare grande potenza a chi lo possiede.
Alice Ranger un tempo era una poliziotta, ma fu costretta a dimettersi quando indagò sulla corruzione della polizia; ora è una detective privata, separata dall’ex marito, anch’egli poliziotto, scomparso durante un’azione.

IL GIOCO

Questo gioco è frutto del lavoro di un gruppo di studenti dei Paesi Bassi che ne hanno fatto nientemeno che una tesi di laurea.
Realizzato con pochi soldi, (circa 1500 euro) è una chicca che deve il successo al passa parola del web perché non c’è stata alcuna preview o pubblicità ed è scaricabile gratuitamente sul sito http://www.fatebynumbers.com/ dove si possono trovare 2 versioni, da 0,8 o da 1,2 GB (funzionano bene entrambe) e una patch.

Grafica – Grafica in bianco e nero in FMV, cioè un film interattivo con attori veri.
Girato in bianco e nero, con forte contrasto di luci e sempre in notturna, a volte appare un po’ troppo scuro ma la visione è nitida e i particolari si vedono abbastanza bene.
Non si può ignorare qualche contaminazione da “Blade Runner”, vedi le macchine volanti, una vaga ispirazione della storia, tuttavia se ne distacca largamente sia per la grafica che per il contenuto.
Gli sfondi sono un misto tra immagine reale e ricostruzione digitale e nel gioco recitano un bel numero di personaggi, probabilmente attori dilettanti, ma che funzionano egregiamente.
Il personaggio principale, Alice, è molto singolare; non la solita sventola alla Lara Croft ma piuttosto una donna di mezza età., tutt’altro che fascinosa e che per giunta si veste con un pastrano e un cappellaccio da uomo, cioè del tutto priva di femminilità.
Il carattere della protagonista è tuttavia descritto in modo esauriente: piuttosto cinica, indurita dai fatti della vita, amara, ironica, non esattamente eroina dai buoni sentimenti. Non banale.

Sonoro – Discreta lmusica, rumori all’essenziale.

Enigmi – Il punto debole di questo gioco sono gli enigmi. Non ci sono enigmi, ma solo un cerca-e-usa di pochi oggetti in poche locazioni. A volte la difficoltà maggiore sta nell’individuare gli oggetti ma tutto è facilitato da un tasto che se premuto, indica chiaramente le zone sensibili.

Interfaccia – Essenziale. Il menu si apre spostando il cursore nella parte alta dello schermo o con il tasto “esc”.
Quando si clicca su un punto sensibile si apre una finestra con tre opzioni: guarda, agisci o parla e sotto l’inventario.
I salvataggi sono illimitati e le scene ripetitive si possono velocizzare con la barra spazio.

Conclusioni – Il gioco non dura più di 3-4 ore, ma vale la pana di farlo, siua perché è gratuito, sia perché nella sua brevità ha degli spunti interessanti e una grafica originale. Speriamo in un seguito più polposo.

FAUST – I 7 giochi dell’anima

  • Genere: Horror surreale
  • Editore: Cyan
  • Sviluppatore: Arxel Tribel
  • Rilascio: 1999
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 14+
  • Durata: 25-30 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Pc pentium 166 (cons. 200) – Win 95 e superiori – 16 MB Ram (32 con Win 98) – Scheda video 56.000 colori – Scheda audio 16 bit – CD ROM 16X – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

L’avventura si svolge in un parco giochi abbandonato, Dreamland, che aveva funzionato dagli anni ’20 fino alle soglie degli anni ’69 e fu chiuso alla morte del suo proprietario Thomas More.
Marcellus Faust, vecchioo custode del Parco, vi viene condotto da Mefistofele (per gli amici solo Mefisto) che gli spiega il motivo della sua presenza; Mefisto e il Capo hanno una divergenza sulla destinazione delle aniome che un tempo vissero a Dreamland: l’uno li vorrebbe con sé all’inferno, l’altro non è convinto che meritino la dannazione eterna, così hanno deciso di affidare il giudizio ad un arbitro imparziale, Faust, appunto.
A Marcellus è stata cancellata la memoria del passato, quindi sarà “vergine” davanti agli eventi che andrà via via scoprendo.
Le anime da giudicare sono 7, ciascuna legata ad un peccato capitale.
Marcellus viene così proiettato nel tempo ad esplorare i luoghi in cui vissero questi personaggi, scoprendone i segreti, le virtù e le malefatte.
Nel primo episodio conosceremo le gemelle siamesi Lily e Jody, strozzine che cercano di incastrare il bel domatore Hannibal
Nel secondo episodio conosceremo un famoso scienziato, Nathaniel Meister, colui che ha disegnato il parco ma che nasconde un grande segreto.
Nel terzo avremo a che fare con Frank Barnes “L’uomo in maschera” del parco e le sue strane vicende. “uomo residente del parco nella maschera.”
Nel quarto episodio scopriremo la storia di Kalinka Vissotsky una bellezza russa contesa dai maschietti del parco. Nel quinto episodio vedremo le malefatte di Hannibal, domatore prepotente e ubriacone.
Nel sesto episodio ci sarà Tod Von Essenbeck un nano nato da una facoltosa e aristocreatica famiglia austriaca che lo ha rifiutato e che riesce a vincere sulla prepotenza altrui.
Nel settimo, infine, conosceremo la tenera donna cannone, angustiata dalla sua mole che non le permette una vita normale.
Le storie di questi personaggi si intrecciano e interagiscono tra loro completandosi in un unico filo conduttore narrativo che evidenzia una grossa abilità nella sceneggiatura e nello sviluppo.
Il gioco ha 2 finali in cui scopriremo il vero scopo di Mefisto che, anche se a fin di bene, ha leggermente ingannato il buon Marcellus Faust.
Può sembrare ridicolo con quello che si vede al giorno d’oggi, ma per dovere di cronoca debbo far presente che a causa di scene e di situazioni particolari, il gioco non è adatto ad una fascia troppo giovane.

IL GIOCO

Grafica

– Bella la grafica in 3D in prima persona, con rotazione a 360° e movimento direzionale obbligato.
Curata nei dettagli, ricca di scenografie diverse, di locazioni originali e dettagliate nei particolari sia negli esterni che negli interni, con un’ambientazione a volte surreale che evoca egregiamente il senso di mistero aleggiante intorno al parco giochi; alcune locazioni sono piuttosto scure ma non tanto da impedire la visibilità anche se è resa più difficile.
Il pezzo forte della grafica sono i personaggi e le numerose animazioni che si intromettono nel gioco con rapidi ma efficaci flash back, con interessanti filmati, non di grande qualità, in verità, ma di sicuro effetto narrativo. Mefisto forse gesticola eccessivamente e risulta enfatico ma la sua brutta faccia e senza dubbio intonata al tono sardonico del personaggio.
Le figure sono numerose, tutte molto ben caratterizzate sia nell’aspetto grafico che nel contesto dei dialoghi. Il gioco, a causa delle molte animazioni, si compone di 4 cd ma per fortuna si cambiano raramente.

Sonoro

– Il gioco è doppiato con sottotitoli in italiano.
Il doppiaggio è ottimo così come le musiche,un misto di jazz e di blues che fanno da sottofondo piacevole senza infastidire. Rumori d’ambiente buoni ed essenziali.

Enigmi

– Il gioco è un puntaeclicca puro, prevalentemente lineare.
Nelle sette locazioni si trovano enigmi di vari livelli e qualche volta bisogna cercare molto bene anche nelle zone più buie per trovare un indizio, osservare tutto e non lasciarsi sfuggire nulla.
C’è un buon equilibrio tra l’attività di ricerca e di uso degli oggetti ed enigmi veri e propriò Di solito gli oggetti si usano nel luogo stesso in cui si sono trovati e la stessa cosa vale per gli indizi che servono a risolvere gli enigmi.
Il gioco non è facile ma sicuramente appasiona perché gli enigmi sono logici e molto ben ideati. Nulla di stressante come labirinti o giochini che fanno perdere la pazienza; anche quando la soluzione è casuale, come nel giochino delle tigri, non ci vuole molto per riuscire a risolverli.
La parte più complessa sta forse nella camera da letto del mappamondo che racchiude diversi enigmi collegati tra di loro.
Ad un certo punto del gioco si potrà disporre dell’aiuto di Homunculus, un personaggio in miniatura che avrà il compito di accedere dove a noi sarà impossibile ma che non sarà di molto aiuto per la soluzione degli enigmi.
Il gioco è abbastanza lungo e praticamente ad ogni locazione (e sono tante) ci si trova di fronte ad un problema da risolvere e non si può avanzare se non si sono compiute tutte le azioni necessarie.

Interfaccia

– Nel menu generale possiamo trovare, oltre alle funzioni di salvataggiom caricamento, opzioni ecc, una serie di optional che comprendono i filmati, i personaggi della storia ecc..
I salvataggi sono una decina e paiono sufficienti.
Il gioco si governa interament da mouse, con il tasto destro si richiama l’inventario dove troviamo anche il pulsante del menu.

Conclusioni

– Un gran bel gioco, di grande atmosfera, con una bella storia coinvolgente ed interessante, lungo e difficile quanto basta per molte ore di divertimento assicurato.

FENIMORE FILLMORE’S REVENGE

  • Genere: Avventura/arcade
  • Editore: Nobilis
  • Sviluppatore: Revistronic
  • Rilascio: 2008
  • Tipo: 3D P & C in terza persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 8-10 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Pc pentium 166 (cons. 200) – Win 95 e superiori – 16 MB Ram (32 con Win 98) – Scheda video 56.000 colori – Scheda audio 16 bit – CD ROM 16X – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Fenimore e Rhiannon galoppano tranquilli per le praterie del west quando incappano in un uomo ferito.
Cercano di soccorrerlo ma l’arrivo di uomini armati complica la faccenda. Il moribondo fa in tempo a confidare a Rhiannon il nome di una tomba dove sarebbe nascosto un tesoro e i banditi vogliono quel nome.
Da questo momento in poi i due protagonisti si alterneranno nel combattere la banda per cercare di arrivare primi al tesoro con l’aiuto di un vecchio ex bandito.
Il gioco è molto breve, così breve che si ha l’impressione che sia stato pubblicato a metà. E’ infatti difficile credere che la storia termini in modo così brusco.
Questo è il terzo episodio della serie di Fenimore Fillmore; il primo “3 skull of toltecs” del 1996 era un gioco molto divertente, pieno di umorismo e fatto in maniera egregia; il secondo, “The Westerner”, un gioco discreto con una piacevole grafica 3D; quest’ultimo episodio è sicuramente inferiore ai precedenti.

IL GIOCO

Grafica – Grafica completamente 3D con sfondi 2D e rotazione limitata.
Gli sfondi sono piuttosto convenzionali, piacevoli senza troppa originalità; d’altronde le locazioni sono davvero poche, vista la brevità del gioco, per cercare varietà creativa.
L’animazione dei personaggi è buona, vi sono parecchie scene di movimento che intervallano i vari momenti della storia e sono sembrate fluide e ben fatte, ciò che difetta invece, è la gestione 3D dei movimenti.
Come ho già detto la rotazione è limitata ad un arco molto breve, per cui per arrivare in certi punti è necessario cliccare più e più volte perché la prospettiva cambia in modo illogico.
C’è poi il noto difetto dei personaggi che vanno dove vogliono, nel senso che si clicca da una parte e dopo un balletto sulle gambe se ne vanno dall’altra oppure continuano a camminare allegramente contro un muro.
Non essendoci frecce direzionali, bisogna trovare da soli i punti in cui indirizzarli e talvolta è davvero problematico riuscirvi. Ad esempio, girare intorno alla casa del minatore è un rebus perché solo cliccando nello spazio di pochi pixel si scova il modo di proseguire, ma non è il solo caso.
A volte gli oggetti sono del tutto invisibili e vengono segnalati solo dal cursore, ma bisogna fare anche qui attenzione perché il cursore in certi casi segnala gli oggetti con un ampio raggio attorno ad essi, a volte li segnala solo se ci si capita sopra nello spazio di un pixel sfuggente e “afferrare” quel pixel non è proprio facile. Inoltre ho notato che i personaggi fanno ombra non solo al sole, ma anche quando sono in ombra…
Quando i giochi 3D non sono fatti in modo perfetto diventa difficile gestirli e allora molto meglio un buon 2D.

Sonoro – Nulla di notevole per quanto riguarda la musica. Buoni i rumori (anche se sembra che i personaggi camminino sul vetro anche quando camminano sulla sabbia…)
Buono il doppiaggio italiano.

Enigmi – Il gioco è un puntaeclicca lineare della serie trova-e-usa. Direi anche piuttosto facile.
Alcune combinazioni sono del tutto cervellotiche (ad esempio il modo di fare il sapone o gli occhiali da sole).
Certe caratteristiche di gioco demenziale potevano essere del tutto accettabili nel primo e nel secondo episofio della serie che avevano intenti umoristici, ma questo di umoristico non ha proprio nulla: è fatto con personaggi realistici e con tratti anche inutilmente violenti come il vilipendio di un cadavere e lo squartamento di uno spaventapasseri, cose sgradevoli, semplicemente.
Gli oggetti che si possono prendere si trovano facilmente e si sa subito come usarli perché si usano nel luogo stesso dove si trovano.
Nel gioco si può morire ma di riavvia dal punto precedente.
Verso la fine ci sono dei combattimenti alla pistola: un epilogo del tutto inutile e fastidioso per quelli che, come la sottoscritta, detestano questi giochini infilati nelle avventure a beneficio di giovanissimi che alle avventure ormai non giocano quasi più.

Interfaccia – Il gioco si governa interamente da mouse.
Con la lente si guardano gli oggetti e se si possono prendere, con il tasto destro la lente si cambia in mano.
Non si possono osservare gli oggetti in inventario.
Con la barra spazio si richiama il menu. Il gioco è così breve che i salvataggi bastano e avanzano.

Conclusioni – Uno gioco raffazzonato, con tanti limiti sia di sviluppo che di enigmi e troppo breve.