CAROL REED – East side story

  • Genere: Giallo investigativo
  • Editore: MDNA Games
  • Sviluppatore: MDNA Games
  • Rilascio: 2007
  • Tipo: 2D P & C in prima persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 11+
  • Durata: 15 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Win 98/2000/XP/Vista – Pentium 1000 o sup. – 128 MB RAM – Video 8 MB – 800 MB su HD

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Dopo Remedy Hope springs eternal, Time stand still, Carol Reed, l’investigatrice che abbiamo già conosciuto nei precedenti episodi degli stessi autori, indaga sulla morte di un vagabondo. Emergerà un’intricata storia di eredità e di segreti familiari.

IL GIOCO

Grafica – Come gli episodi precedenti, anche in questo caso è stata usata la tecnica dello slider, cioè dello scorrimento di immagini fisse con visuale in prima persona.
Le foto descrivono la tranquilla e antica cittadina svedese di Norrkoping, nome per noi quasi impronunciabile, e i suoi dintorni.
Belle immagini, talvolta elaborate al computer, dai colori molto vividi e una buona definizione.
E’ stata abbandonata la tecnica “impressionista” forse a vantaggio della nitidezza delle foto.
Gli scenari sono numerosi, ampiamente visitabili e forse è questo il fascino maggiore di questi giochi: si viene condotti per mano a visitare luoghi a noi sconosciuti, lontani dalle mete turistiche ma caratteristici di quel Paese.
Certo, luoghi caratteristici che nei primi episodi potevano interessare ed incuriosire, ma vedere ancora decine e decine di foto di case colorate, di placidi canali e di boschi verdeggianti, alla fine annoia un po’. Sarebbe auspicabile che i prossimi episodi, se ci saranno, vengano creati in luoghi più variegati e visivamente appetibili.
I personaggi sono più o meno gli stessi dei giochi precedenti: floride signore biondissime dagli occhi cerulei e uomini punk o borderline.

Sonoro – La musica di fondo è più o meno uguale agli altri episodi

Enigmi – In questo episodio ho contato 7 enigmi consistenti per la maggioranza nell’interpretazione di alcuni indizi che servono per aprire serrature. Non sono difficili ma neanche banali e richiedono una certa capacità deduttiva.
Il corpo del gioco è però incentrato sulla ricerca di oggetti e di indizi, nell’esplorazione minuziosa dei luoghi, che sono numerosi e talvolta disagevoli da esplorare. Infatti questa volta gli autori hanno voluto inserire alcune di quelle sequenze “al buio” dove cioè si può vedere solo alla luce di una torcia. Personalmente detesto questo tipo di sequenze così come le locazioni volutamente troppo buie che costringono i giocatori ad uno sforzo visivo abnorme, in quanto ritengo che non aggiungono nulla al divertimento e costituiscono anzi uno stress inutile.

Interfaccia -Si gestisce interamente dal mouse.
Con il tasto sinistro si scelgono le direzioni, si prendono e si usano gli oggetti.
Con il tasto destro sullo scherno si accede al menu spartano, con salvataggi quasi illimitati mentre usandolo sugli oggetti in inventario si possono vedere questi ultimi ingranditi.

Conclusioni – Il gioco non si differenzia sostanzialmente dagli episodi precedenti, non riserva sorprese ma si può fare con una certa facilità.

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ECO QUEST – The search for Cetus

  • Genere: Avventura classica
  • Editore: Sierra
  • Sviluppatore: Sierra
  • Rilascio: 1991
  • Tipo: 2D P & C in terza persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 11+
  • Durata: 15 -20 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Pc processore 386 DX o superiore – Scheda grafica 256 colori – 3 MB ram – 5 MB Hd – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA Ecco un grazioso gioco che insegna l’ecologia ma nello stesso tempo interessa e diverte per le avventura del giovane protagonista che deve aiutare le creature marine a salvarsi dall’inquinamento e ad eliminare la terribile manta salvando al contempo la grande balena Cetus.
In queste avventura esplorerai coloratissimi mondi sottomarini e dovrai risolvere mille problemi diversi, non sempre semplici, per arrivare in fondo alla tua impresa.
Si tratta di un gioco punta e clicca, che gira in DOS ma si può giocare anche su XP, adatto ai ragazzi ma non meno divertente per gli adulti.

ECO QUEST 2 – Last secret of rain forest

  • Genere: Avventura classica
  • Editore: Sierra
  • Sviluppatore: Sierra
  • Rilascio: 1993
  • Tipo: 2D P & C in terza persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 11+
  • Durata: 12-16 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Pc processore 386 DX o superiore – Scheda grafica 256 colori – 3 MB ram – 5 MB Hd – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA Il seguito del primo episodio che questa volta però si svolge nella foresta.
Il nostro eroe deve risolvere un bel numero di problemini per salvare il verde della foresta ed impedire che mercanti senza scrupoli taglino tutti gli alberi.
Il genere è lo stesso del precedente, maggiormente curato nei disegni e nella definizione grafica.
Anche gli enigmi sono più numerosi e meglio congegnati.
Il gioco gira in Dos con avanzamento punta e clicca. L’interfaccia è molto semplice e pratica.
Consigliabile per qualche ora di piacevole relax.

ECSTATICA 2

  • Genere: Fantasy horror
  • Azione: Si
  • Editore: Psygnosis
  • Sviluppatore: Andrew Spencer Studios
  • Rilascio: 1996
  • Tipo: 2D/3D Tastiera terza persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 14+
  • Durata: 18 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Pentium 90 MHz – Windows 95 – SVGA – CD ROM 2X – 16 MB RAM

 

Recensione

LA STORIA

Dopo il successo del primo episodio, la Casa produttrice ha rilasciato il secondo, con molte più locazioni, mostri da uccidere e una grafica rinnovata.
Nel primo episodio il protagonista (innominato) doveva liberare un villaggio da un maleficio che ne aveva trasformato gli abitanti in demoni mostruosi.
Ora l’eroe del primo episodio torna a casa con la sua amica Ecstatica e trova il villaggio deserto, le sue terre desolate e devastate dalle forze oscure. Il cielo è cupo e ovunque cadaveri uccisi orrendamente. Il demone Arcimago ha rotto il Santo sigillo che governava l’equilibrio di quel mondo permettendo ai demoni di tornare.
Questi demoni stanno devastando il territorio e trasformano gli abitanti in altrettanti mostri.
Quando l’eroe scopre tutto questo, decide di porvi rimedio ma purtroppo è rapito a sua volta e viene liberato da un prete misterioso che lo convince a viaggiare per quelle terre al fine di rimettere insieme i pezzi del Sigillo per respingere i demoni nel loro mondo.
Questi pezzi sono protetti dall’Arcimago che tiene anche prigioniera Ecstatica.
Per rimetterli insieme dovrà combattere ed affrontare una quantità di enigmi

IL GIOCO

Grafica – Il gioco, come l’episodio precedente, utilizza una nuova tecnologia di ellissoidale per dare una visione più realistica dei personaggi. Le 200 ubicazioni forniranno al giocatore una vera interazione in tempo reale attraverso centinaio di scene animate e prospettive di ripresa multiple sul tipo di “Alone in the dark”.
I movimenti sono realistici e immersivi per immedesimare il giocatore nel clima da incubo con effetti davvero paurosi, rafforzati da una musica quasi oppressiva e macabra, da effetti sonori in tema con l’atmosfera horror.
La velocità delle animazioni, normalmente molto belle e fluide, dipende molto dal processore usato, dalla velocità del CDrom e dal tipo di installazione; si possono scegliere tre livelli di installazione, da un minimo ad un massimo di 70 MB su HD.

Sonoro – Buoni effetti sonori, aderenti all’atmosfera del gioco.

Enigmi – Molti enigmi da risolvere, misteriosi ma logici. Enigmi di ricerca che costringono il giocatore a trovare il manufatto, ad usarlo nel modo corretto e nel momento giusto.
Il gioco non ha nessun sistema di inventario ma il protagonista porta quello che serve nelle mani.
Bisognerà esplorare un castello, il suo cortile e le prigioni sotterranee sotto il castello sempre con il rischio di incontrare il lupo mannaro e doversela dare a gambe.
Oltre a questo ci sono i combattimenti. Bisogna affrontare e lottare contro molti mostri (più di 60 creature diverse) come orchi, calamari galleggianti, lupi mannari, e tutta una varietà di mostri generati casualmente, cosìcché la maggior parte dei combattimenti saranno improvvisi e inaspettati.
Per lottare contro questi mostri si potrà disporre di varie armi (più di 8 mortali) ed anche due bacchette magiche.

Interfaccia – Si può salvare in ogni momento e i salvataggi sono illimitati.
Non ci sono scelte sui gradi di difficoltà per facilitare il gioco.

Conclusioni – Ecstatica II è un horror composto da un mix equilibrato tra azione e avventura che può soddisfare gli appassionati di entrambi i generi.

ECSTATICA

  • Genere: Fantasy horror
  • Azione: Si
  • Editore: Psygnosis
  • Sviluppatore: Andrei Spencer Studios
  • Rilascio: 1994
  • Tipo: 2D/3D Tastiera in terza persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 14+
  • Durata: 15 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Processore 386 o superiore – MS-DOS 5.0 o superiore – Min 4 MB RAM – Hard disk – CD-ROM – Scheda video VGA 256 colori – Scheda audio Sound Blaster o 100% compatibile – Tastiera e mouse

 

Recensione

LA STORIA

Impersoni un anonimo viaggiatore solitario che capita nel villaggio di Tirich, una piccola comunità dell’Europa settentrionale nel X secolo.
Un tempo era un luogo tranquillo e popoloso, ma ora il villaggio è stato abbandonato e appare deserto. Dico “appare” perché in realtà è popolata di orribili demoni evocati dalla giovane Ecstatica, domestica di un alchimista, anch’ella posseduta.
Ora Ecstatica giace in uno stato di trance simile ad un coma profondo, negli oscuri meandri di una prigione sotterranea

IL GIOCO

Grafica – Grafica VGA a 256 colori con molte, anche se brevi, sequenze animate 3D fluide e senza intoppi.
Il mondo di Ecstatica usa un motore grafico singolare basato sulla Tecnologia Ellissoide.
Questo motore permette la creazione di creature realistiche in un ambiente 3D. Ogni personaggio, sia esso umano o mostro, è creato con sequenze ellissoidi che sono interconnesse in modo anatomicamente corretto, estremamente accurate in sia nelle posizioni statiche che in quelle dinamiche.
Gli ambienti, anch’essi costruiti in ellissoidi, conferiscono uniformità al gioco, superando in qualità gli ambienti costruiti in poligoni 2D.
Questa tecnica, oltre a rendere realistici i personaggi umani, è molto efficace per la rappresentazione delle varie creature mostruose che si incontrano nel gioco.
Una particolarità della gestione sta nei continui cambiamenti di prospettiva che possono disorientare e rendono più difficoltosi i combattimenti.

Sonoro – I suoni sono molto variati in tutto il gioco. Buono il doppiaggio e le musiche di atmosfera.

Enigmi – Il giocatore può scegliere di giocare un personaggio maschile o femminile.
Il gioco è abbastanza lineare, gli enigmi sono logici ma limitati nella loro varietà.
Si possono raccogliere molti oggetti ed armi, ma il problema è che si possono portare solo due oggetti. In questo modo il gioco diventa ancora più difficile poiché è indispensabile tenere sempre in mano un’arma per difendersi da attacchi improvvisi di ragni giganti, minotauri, gnomi, lupi mannari ecc.. con le armi che si trovano nel villaggio.
Le fasi di combattimento, in tempo reale, e quelle arcade sono eccessive: si gioca nella continua minaccia di un attacco e quindi di morire perché i combattimenti sono tutt’altro che facili e alcune bestie addirittura impossibili da sconfiggere, per cui non resta altro che scappare.
Si possono usare una quantità di armi improprie ma la più efficace sarà il Bastone di fuoco che si dovrà costruire trovando diversi manufatti e con formule magiche.
L’atmosfera è intensa e non lascia respiro, con frequenti interruzioni animate che spezzano un po’ la continuità e il costante senso del pericolo che può nascondersi da ogni parte.
Il personaggio si può controllare interamente facendolo correre, strisciare, lottare ecc.
Ecstatica è un gioco per così dire “random”: in base alle azioni che si compiono ci sono determinati sviluppi che possono cambiare se si ricomincia il gioco.

Interfaccia – Il gioco si controlla da tastiera, per la precisione con il tastierino numerico, non c’è inventario, nessuna icona di azione.
I tasti consentono di posizionare il protagonista, farlo correre, strisciare, nascondersi.
Si possono portare solo 2 oggetti d’inventario tra i quali un’arma.

Conclusioni – Il gioco, dotato di una grafica innovativa per il suo tempo, è denso di atmosfera, di tensione, di horror e anche di scene sexy e di volgarità.
Presenta un evidente squilibrio tra le fasi di avventura, ridotte al minimo e tutte in funzione della preparazione di pozioni, e le fasi arcade che sono numerosissime.
Non è adatto ad un pubblico molto giovane; per dovere di cronaca, vengono visualizzati smembramenti, cadaveri fatti a pezzi, sbudellamenti di ogni genere e rappresentazioni delle parti anatomiche femminili molto in evidenza.
Indicato per chi ama i combattimenti e le difficoltà mozzafiato.

Efef – Escape from evergreen forest

  • Genere: Avventura
  • Autore: Don McPherson
  • Sito: Adventure Easyurl
  • Rilascio: 2004
  • Tipo: 2D P & C in terza persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 8+
  • Durata: 2 ore
  • Gioco gratuito: Download
  • Difficoltà:   
  • Valutazione giochi amatoriali:   

Requisiti minimi richiesti:
Win 95/98/me/XP – Processore 500 MHz – 64 MB RAM – Scheda grafica 16 bit – Scheda audio compatibile DirectX – 6 MB su HD

 

Recensione

Non si sa come, capiti nella Foresta Sempreverde dove si racconta di magie e di avvenimenti strani.
Per uscire dalla foresta dovrai vivere questa avventura, che pur essendo amatoriale è abbastanza lunga, completa e non facilissima, con parecchie locazioni da visitare, un sonoro e una grafica niente male. Se non si fa attenzione si può anche morire.
Se si completa il gioco con il massimo dei punti (65) ci sarà un bonus in più da giocare in compagnia di Indy.
Attenzione. Quando si usano gli oggetti dell’inventario, uscire sempre premendo OK, altrimenti il gioco si può bloccare.
Due-tre ore di divertimento gratuito. Niente male.

EGITTO 1156 A.C.

  • Genere: Avventura storica
  • Editore: Dream Catcher Interactive
  • Sviluppatore: Cryo – Canal Multimedia
  • Rilascio: 1998
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 10 – 12 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
PC : Pentium 133 – Windows 95 e sup. – 16 MB RAM Scheda video 8MB – Scheda auduio SB compatibile – CD-ROM 4X

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Si tratta di uno dei giochi educational della Cryo, concepiti per istruire e divertire.
L’avventura si svolge nell’antico Egitto, al tempo del Faraone Rasmses e nell’inventario del gioco è possibile accedere alle schede storiche che serviranno anche per la soluzione di alcuni enigmi.
La storia si snoda sul filo del giallo allorché il giovane Ramose, figlio dello scriba di corte, deve dimostrare l’innocenza di suo padre Gedebek accusato di organizzare i numerosi saccheggi di tombe che stanno avvenendo.
La sua missione consiste nello scoprire i colpevoli e smascherarli, ottenendo così la liberazione di suo padre.
All’inizio del gioco sarai instradato Toth, da un dignitario di corte che ti darà dei consigli ed una pergamena che dovrai usare più avanti nel gioco.
Durante il percorso incontrerai molti personaggi, anche operai addetti alla costruzione ed alla decorazione delle tombe che ti spiegheranno il loro lavoro e ti forniranno indizi per avvicinarti alla verità.

IL GIOCO

Grafica – La grafica è quella comune a tutti i giochi Cryo, 3D con visuale a 360° anche in alto e in basso, azione in prima persona con alcune animazioni di contorno anche in terza persona.
La ricostruzione abbastanza dettagliata degli ambienti dà un’idea del contesto storico, delle usanze, dell’arte, della religione ma non raggiunge livelli ottimali di definizione.
Gli esterni sono chiari e luminosi mentre gli interni sono piuttosto bui ed è spesso difficile distinguere i particolari e gli indizi da trovare.
I personaggi sono inespressivi come in molti giochi della Cryo, e caratterizzati in modo troppo uniforme con fisionomie molto simili, quindi poco caratterizzati.

Sonoro – Il sonoro è costituito da una musica di viola e di violino orientaleggiante, adeguata ma nulla di particolare.
Il doppiaggio in italiano è di buona qualità ma la sincronia è quella che è, in quanto i movimenti delle labbra vanno per conto loro.

Enigmi – Nel corso dell’avventura potrai visitare 5 zone indipendenti tra di loro. Questo significa che una volta uscito da una zona non potrai più ritornarvi e se hai dimenticato qualcosa dovrai riprendere dall’ultimo salvataggio.
E’ consigliabile dunque salvare con una certa frequenza anche perché c’è la possibilità di morire.
Gli enigmi sono abbastanza semplici, adatti anche a giocatori principianti. Solo qualcuno comporta una maggiore difficoltà anche perché è temporizzato e il tempo a disposizione per agire è abbastanza stretto.
Piuttosto fastidioso e tedioso il girovagare nella città che appare come un labirinto in cui viene difficile orizzontarsi. Basta però farsi una piantina per riuscire ad orizzontarsi con sufficiente sicurezza senza perdere troppo tempo.

Interfaccia – Si tratta di un gioco punta e clicca, con avanzamento tramite cursore attivo che si trasforma in freccia direzionale. A questo proposito si è notata un’eccessiva velocità degli spostamenti che si può rallentare dal menu-opzioni ma resta sempre troppo veloce e non facile da controllare.
L’interfaccia è ridotta all’essenziale: pugno per prendere, occhio per guardare, bocca per parlare.
L’inventario, che si richiama col tasto destro del mouse, è costituito da icone a fondo schermo, gialle con disegni bianchi che rendono problematica la distinzione dell’oggetto.

Conclusioni – I giochi “egiziani” o che comunque implicano l’Egitto hanno sempre una presa sui giocatori. Forse perché l’Egitto è da sempre oggetto di studi per scoprirne i misteri che nessuno riesce mai a svelare… Fatto sta che anche questo gioco non ci svela nulla di particolare, tuttavia si lascia giocare volentieri, senza troppe pretese. L’unico vero appunto che gli si può fare è di essere un po’ troppo corto.