AMENOPHIS

  • Genere: Avventura archeologica
  • Editore: The Adventure company
  • Sviluppatore: Galilea
  • Rilascio: 2002
  • Tipo: 3D P& C in prima persona
  • Lingua: Inglese con sottotitoli in Italiano
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 15-20 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:     

Requisiti minimi richiesti:
Windows 95/98/2000/ME/XP – Pentium II 333 MHz – 32 MB RAM; 8X CD-ROM -Audio compatibile Direct Sound – 400 Mb su HD

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Ancora un’avventura grafica ambientata in Egitto. Evidentemente gli Autori dei soggetti hanno trovato una miniera d’oro nei misteri dell’antica civiltà dei Faraoni, ma la cosa a lungo andare rischia di diventare ripetitiva.
Alan Cameron, chiamato dalla sua amica Moira Mc Farley, direttrice del Museo del Cairo, deve aiutarla a svelare il mistero della sparizione di una preziosa statuetta di Amenophis (Amenophi o Amenothes o Amenothep – Nome di quattro faraoni della XVIII dinastia).
Il fatto è, che ad un certo punto anche la bella Moira sparisce, rapita da quella che sembra essere mummia di Amenophis rediviva ma che probabilmente è il capo della setta degli adoratori di Toumchetki, antica divinità egizia.
Se non bastasse, si mettono di mezzo anche archeologi nazisti a caccia di reperti archeologici esoterici, che vogliono impadronirsi della stessa statuetta.
Come si vede i riferimenti ad Indy ” L’ultima crociata” non sono poi molto remoti.
Cameron è quindi impegnato su due fronti: il recupero del prezioso reperto e la liberazione della sua amica mentre lo spirito di Amenophis, forse scocciato da tanto interesse per la sua persona, incombe sui protagonisti, buoni o cattivi che siano.

IL GIOCO

Il gioco, ambientato negli anni ’30, ha come protagonista Alan Parker Cameron in stile Indiana Jones, ma senza frusta. Stavolta dovrà vedersela non solo con loschi figuri legati al Nazismo, ma anche con una terrificante mummia tornata dall’aldilà (o chi per lei) che, come tutte le mummie che si rispettano, è sanguinaria e terrificante; per non parlare degli enigmi e delle trappole che dovrà superare durante l’avventurosa storia che lo vedrà salvatore di una graziosa amica e vincitore sulle forze del male.
Un gioco con tutti gli ingredienti per trascorrere alcune ore di impegnativo ma non stressante divertimento tra i misteri dell’antico Egitto.

Grafica – La grafica è di buona qualità, chiara e nitida, curata nei particolari, con qualche picco scenografico che non guasta mai. Per il resto la cura degli interni è abbastanza di routine, dignitosa e rispettosa degli stili d’epoca, senza particolari originalità.
Le animazioni che si incontrano sono poche ma fluide e non appesantiscono la “linea di galleggiamento” del gioco che si mantiene sempre su buoni livelli di rendering e di scioltezza.
La visuale è alterna: a tratti è direzionale, a tratti a 360° e di solito in quest’ultimo caso si debbono compiere azioni in modo ravvicinato. La rotasione procede a scatti, è poco gestibile ed ogni minimo movimento del mouse fa schizzare la visuale altrove. Questo è un difetto fastidioso che ho trovato nella grafica.
Il gioco ha inizio con l’arrivo di Cameron nell’albergo dal quale, dopo una breve sosta, si dirigerà direttamente al Museo del Cairo.
Qui abbiamo la visione interna del Museo su due piani. L’architettura è scenografica ma si può visitare solo superficialmente: qualche inquadratura della la mostra centrale con i vari reperti archeologici, qualche corridoio, qualche stanza senza particolari meriti descrittivi.
Il capitolo che si svolge sul battello del Nilo è piuttosto lungo e si può dire che costituisca il “corpo” del gioco. Qui saranno compiute la maggior parte delle azioni ma avverranno nell’ambito delle stesse locazioni: cabine, stiva, ponte, bar.
Apprezzabile l’animazione del battello sul Nilo, anche se graficamente troppo “pulita” (difficile che negli anni ’30 un battello egiziano fosse lindo e pinto come quello mostratoci) .
Una terza parte del gioco si svolge sulla terra ferma, la Valle dei Re, più movimentata e varia delle altre due.

Sonoro – Il gioco è parlato in inglese con sottotit e documenti scritti in italiano.
La musica offre pezzi musicali solo all’inizio e alla fine del gioco, brani d’atmosfera orientaleggiante congeniali all’ambientazione, con brevi interventi nei momenti culminanti o di imminente pericolo.
Per il resto si percepisce un brusio di fondo e i rumori d’ambiente resi piuttosto bene.
Non è possibile giudicare il doppiaggio, che per altro è limitato a pochi incontri del protagonista con esseri viventi o a commenti che egli fa tra sé e sé, ma da quello che è dato capire, le intonazioni e le voci sono corrette.

Enigmi – Rispettano quelli della classica avventura grafica: cercare, osservare, raccogliere e utilizzare al meglio gli oggetti dell’inventario ricorrendo a volte anche ad un pizzico di estro e di fantasia.
Nulla di particolarmente difficoltoso o astruso come il decrittare ed interpretare documenti scritti in geroglifico; solo pazienza e intuizione, quindi un tipo di gioco che possono affrontare anche i novizi del genere.
Ciò non significa, ben inteso, che sia un gioco per principianti. Vi sono difficoltà e c’è anche pericolo di morte…. Quindi all’erta e pronti a salvare quando il rullo di tamburi è in crescendo e la clessidra fa scorrere inesorabilmente il suo tempo.
Ci sono infatti azioni che vanno eseguite in pochi istanti, come d’altronde ci si aspetta da un avventuriero deciso e intraprendente.

Interfaccia – Il motore scorre senza problemi, i comandi obbediscono rapidamente e l’interfaccia, che si attiva col tasto destro del mouse, è pratica ed intuitiva, con un inventario dalle icone grandi che mostrano anche per iscritto la descrizione dell’oggetto.
Il menu si ottiene invece con il tasto “esc”; il caricamento dei salvataggi è rapido, inoltre si possono rivedere i filmati e un resoconto delle azioni compiute.

Conclusioni – Un gioco di buona fattura in tutti i suoi aspetti che non si discosta dalla media del genere nel più classico stile dei giochi d’avventura.

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