ALTER EGO

  • Genere: Mystery
  • Editore: bitComposer Games
  • Sviluppatore: Future Games
  • Rilascio: 2010
  • Tipo: 2D/3D P & C in III persona
  • Lingua: Tedesco
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 12 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto: P & C      

Requisiti minimi richiesti:
WIN XP/Vista/7 – CPU 1.5 GHz – Scheda grafica 512 MB compatibile DirectX9 – Scheda audio compatibile DirectX9 – DirectX 9.0c – 4 GB su HD – DVDRom – Tastiera – Mouse.

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Siamo nell’Anno di Grazia 1894. Thimoty Moore, per gli amici Tim, è un ragazzo cresciuto in un orfanotrofio, abituato ad arrangiarsi ai limiti della legalità, quello che definiremmo un mariuolo. Il suo sogno è raggiungere un amico in America e perciò, non potendo permettersi il biglietto, si imbarca come clandestino su una nave diretta a Plymouth.
Viene scoperto, picchiato e derubato dai marinai e per giunta arrestato dalla polizia.
Ma Tim è un ragazzo sveglio, riesce a fuggire e fortunosamente raggiunge il suo amico Brian con il quale architetta un piano per compiere un furto in una villa.
Guarda caso, si tratta proprio delle villa di Sir William, da poco deceduto; un personaggio oscuro ed inquietante cui sono stati attribuiti vari atroci delitti senza mai trovarne le prove.
Nel contempo arriva un nuovo ispettore di polizia, Briscol, incaricato di indagare sulla profanazione della tomba e la sparizione del corpo di Sir William.
E’ fatale che le strade dei due protagonisti si incrocino. La storia si complica ulteriormente, ma per sapere come, dovete fare il gioco.
Una tecnica interessante che vede protagonisti alternativamente il mariuolo Tim e l’ispettore Briscol per poi unirli nell’impresa di scoprire chi sta dietro quegli omicidi, sebbene alcune discrepanze nella struttura narrativa non manchino.

IL GIOCO

Grafica – La grafica 2D/3D ha lo stile di giochi come Nibiru, Black Mirror, Reprobates che sono infatti giochi della stessa softwarehouse ceca Future games.
Una grafica d’effetto ma non esente da difetti. Gli sfondi grondano atmosfera gotica, similmente a Black Mirror: dominanti scure ma non oscure, illuminazione a zona, tempo bigio anche di giorno, tutto teso a costruire un senso di tensione e di incombenza dell’ignoto che fa il suo buon lavoro sul senso di aspettativa del giocatore.
Dicevo, non esente da difetti; i personaggi si muovono in modo rigido e meccanico, l’espressività è pressoché nulla, i primi piani rari.
Quando l’ispettore prende dalla tasca il suo taccuino e scrive, il taccuino non si vede.
Quando chiunque prende in mano un oggetto, l’oggetto non si vede.
Se non ci fosse il cursore animato non si riuscirebbe mai a trovare gli oggetti da prendere che spesso sono anch’essi praticamente invisibili.
Piove, di quella pioggerella fitta fitta, ma i protagonisti camminano tranquilli sotto la pioggia, asciutti come appena usciti dalla tintoria.
Alla fine il gioco si interrompe di botto dopo un’animazione abbastanza precipitosa che lascia dubbi.
Al contrario, le altre animazioni sono buone e realistiche, fluide e di piacevole effetto.
Le locazioni sono parecchie, ma sempre le stesse con varianti: per esempio: il cimitero con tre o quattro visuali diverse, la stazione di polizia lo stesso e via dicendo. Alla fine si circola sempre negli stessi luoghi.
Va detto che la grafica pesa parecchio. Per avere un buon funzionamento ed immagini fluide, la configurazione deve essere parecchio superiore al minimo richiesto.

Sonoro – Più che di musica si può parlare di effetti musicali, in buona armonia con l’atmosfera.
Il palpitare del cuore mette ansia al giocatore che pensa chissà quale pericolo incomba se non si affretta: niente paura, è solo un espediente sonoro perché in questo gioco non si corre alcun pericolo.
I rumori d’ambiente sono del tutto carenti.

Enigmi – Il gioco è un classico punta e clicca senza l’ombra di un enigma che metta alla prova il giocatore.
Trova l’oggetto che ti serve e usalo dove serve. Il cursore aiuta a trovare gli hotspot e di solito è estremamente facile capire dove usare gli oggetti.
Il gioco si basa pressoché completamente sui dialoghi nel senso che spesso basta parlare con qualcuno per ottenere ciò che serve.
A questo proposito non posso non rilevare alcune perplessità sulle scelte degli sviluppatori; il protagonista Tim, per avere dei favori da una cameriera le regala, indovinate cosa? Un ferro di cavallo arrugginito.
Insomma, a mio avviso, il gioco si perde a tratti in enigmi del tutto marginali e faccio un esempio.
L’ispettore Briscol arriva alla Stazione di polizia e si accorge di non avere più con sé i documenti: glieli ha rubati con destrezza una donna lì presente insieme al suo protettore. Bene, all’ispettore basta “parlare” con i due più e più volte per riavere i documenti. Un enigma che ha poco senso.
Non ci sono azioni a tempo o arcade, c’è sempre tutto l’agio di fare le cose con calma anche se la musica suggerisce pericolo. Non si muore mai, durante il gioco.
Non ci sono labirinti, puzzles, slider, casseforti che resistono, ma c’è sempre un piede di porco che può servire.
Direi che il gioco punta principalmente sulla storia, più che sugli enigmi.

Interfaccia – Il gioco si governa interamente da mouse.
Bisogna osservare gli oggetti con il tasto destro e con il tasto sinistro perché si hanno risposte diverse.
Con il tasto sinistro si agisce e basta cliccare su un oggetto d’inventario e poi sulla zona attiva per eseguire l’azione.
Con il tasto “esc” si accede al menu e qui una curiosità che penso sia un bug: per caricare un gioco bisogna caricarlo due volte. Provare per credere.

Conclusioni – Il gioco è in grado di coinvolgere sia per la storia che per le atmosfere messe in risalto dalla grafica e dagli effetti sonori, ma chi ama gli enigmi e la sfida intellettiva troverà poca soddisfazione.

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