A VAMPYRE STORY

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:     

Requisiti minimi richiesti:
WinXP – Proc. Pentium 2 GHz – 256 MB RAM (512 raccomandati) – Scheda video 128 MB acceleratore 3D – Scheda audio compatibile DirectX 9 – CD -DVDROM – Mouse –

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Mona De La fitte è una famosa cantante parigina di cui il barone Von Shrowdy Kieffer, esangue vampiro di Draxsylvania, si invaghisce, la vampirizza e la tiene prigioniera nel suo castello di Warg per farne sua moglie.
La bella Mona però non è di questo avviso e aspetta il momento giusto per tagliare la corda e tornare a Parigi; il momento viene quando un incidente mette fuori gioco il barone e Mona, aiutata dal simpatico amico-pipistrello Froderick, comincia a darsi da fare per abbandonare la cupa dimora in cui il barone l’ha rinchiusa.
Riesce finalmente a fuggire, ma… ce la farà a tornare a Parigi? Il gioco ci lascia la conclusione in sospeso perché, a quanto sembra, questo è solo il primo di una serie di episodi.

IL GIOCO

Questo gioco rappresenta un ritorno alla grande delle vecchie avventure punta-e-cicca.
Chi ha nostalgia delle vecchie glorie Lucas, dei punta e clicca classici senza “innovazioni” di sorta, avrà piena soddisfazione da questo gioco che, da parte sua, non manca di richiamare alla mente proprio gi ultimi Monkey (vedi l’interfaccia di gioco) e, per lo stile fiabesco, King Quest 7.
Non ha caso ne è autore Bill Tiller, della scuderia Lucas, che si è sempre riproposto un ritorno all’avventura classica.

Grafica – La grafica di questo gioco è davvero una delizia per gli occhi.
Realizzato come un cartone animato, offre sfondi incantevoli per coloritura, fantasia e armonia d’insieme. La sovrapposizione delle immagini rende molto realistica la profondità di campo, esaltando l’effetto 3D.
Ogni quadro invita a fermarsi e guardarlo per goderne la ricchezza di particolari nei toni tenui e soffusi di un’ambientazione mystery, con una risoluzione tuttavia limpida e definita in cui ogni particolare risalta per l’accuratezza del disegno.
I personaggi, interamente 3D sono descritti con grande efficacia, ciascuno ben caratterizzato sia nei dialoghi che nell’espressività del volto; specie nelle inquadrature di primo piano si apprezza l’attenzione messa nel variare le espressioni fisionomiche legate ai dialoghi e ai diversi momenti del gioco.
L’unica critica mi sento di farla solo alla protagonista, Mona. Raffigurata come una top model anoressica, leziosa, con occhi da ipertiroidea ed una boccuccia che sembra una cacca di mosca, si muove leggiadra e soave come fosse protagonista di un cartoon per acerbe adolescenti ma poi la vediamo, in caso di bisogno, addentare senza scrupoli il collo di alcuni malcapitati che ostacolano i suoi piani… C’è qualcosa che non torna.

Sonoro – Ottimo sotto tutti i punti di vista meno uno. Una musica densa di mistero che a tratti si trasforma in qualcosa di più distensivo, davvero originale e gradevole.
Rumori d’ambiente perfetti. Allora cosa non va? La voce di Mona; uno squittio stridulo e fastidioso, simile al gessetto che riga la lavagna, per intenderci. Una vocina querula e pedante che non ha proprio nulla di vampiresco e mal si accorda con le altre voci che sono perfettamente adeguate ai personaggi.
Nel gioco ci sono molti dialoghi, la maggioranza dei quali non ha un intento esplicativo ma solo umoristico. Se però non si ha voglia di sorbirseli tutti, basta premere la barra spazio per farli defluire rapidamente.

Enigmi – Il gioco è un punta e clicca puro e si basa sulla ricerca e sull’uso degli oggetti. Ci sono anche alcuni enigmi ma sono davvero molto molto facili.
Gli ambienti da visitare sono numerosi e in ciascuno si possono trovare una quantità di oggetti da osservare ma relativamente pochi da prendere.
Quando Mona decide che un oggetto è troppo pesante o ingombrante, lo mette nell’inventario come “memoria” e quando sarà il momento di usarlo si trasformerà in pipistrello e lo andrà a prendere.
E’ difficile restare bloccati perché quasi tutti gli oggetti da usare si trovano in zona e i commenti di Mona e di Froderick danno spesso suggerimenti utili.
C’è da ritornare spesso sui propri passi, ma per fortuna si può velocizzare il movimento ciccando in un punto e premendo la barra spazio.

Interfaccia – Il gioco si gestisce interamente da mouse. Con il tasto sinistro si fa camminare la protagonista. Le frecce ai lati dello schermo indicano le direzioni che si possono prendere e, come ho accennato, premendo la barra spazio si velocizza l’azione.
Con il tasto destro si accede all’inventario che consiste in una bara dentro la quale vengono depositati gli oggetti; per usarli basta prenderli e trascinarli fuori.
Con il tasto TAB è possibile vedere tutti gli hotspot della schermata, opzione molto comoda per non perdere tempo a cercare tutto.
Ciccando con il tasto sinistro sui un hotspot si apre una croce con 4 possibilità: guardare, agire, parlare, volare.
Al menu principale si accede con il tasto “esc”, i salvataggi sono infiniti e si possono aggiustare i vari settagli audio e video.

Conclusioni – Un gioco nella più pura tradizione classica, molto gradevole, non difficile, con una grafica che vale la pena di vedere ma forse troppo breve anche se si tratta della prima puntata di una serie.

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