DISCWORLD

  • Genere: Avventura fantasy
  • Editore: Perfect10 Productions/Psygnosis
  • Sviluppatore: Perfect Entertainement
  • Rilascio: 1995
  • Tipo: 2D P & C in terza persona
  • Lingua: Sottot. Italiano
  • Età consigliata: 11+
  • Durata: 25-30 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
386 DX-33 MHz o sup. – Min 4 MB Ram – MS-DOS 5.0 o sup.- Scheda video VGA – Scheda audio SB compatibile – Mouse – Joystick

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Tratto da un romanzo fantascientifico dello scrittore inglese Terry Praqtchett, la storia di Discworld si svolge su un mondo piatto, portato nello spazio da quattro elefanti e sorretto da un’enorme tartaruga chiamata Grande A’Tuin.
In questo mondo fantastico, ma anche demenziale, si svolge l’avventura del maghetto Ricewind (Scuotivento in italiano), giovane apprendista mago capace di fare più danni che magie.
Lui viene scelto per portare a termine un’impresa in cui nessun altro sente il coraggio di rischiare: liberare la città di Ankh-Morpok da un drago usato da una setta che vuole impadronirsi del potere.
Il tutto narrato in chiave umoristica e paradossale, con molte battute ironiche riferite al mondo attuale che rendono i dialoghi divertenti e per nulla noiosi.
Per portare a termine la sua impresa, il maghetto dovrà combinarne di tutti i colori e inventarsi le SOLUZIONE E RECENSIONE più improbabili e demenziali. Del resto non sarebbe neanche giusto chiedere a questo tipo di giochi una coerenza logica. Il gioco diverte proprio per la sua imprevedibilità e per la fantasiosità degli enigmi proposti.
La storia si svolge in 4 atti che si potrebbero tranquillamente ridurre a 3 perché l’ultimo è brevissimo.
Nel I Atto Ricewind deve trovare i cinque articoli che servono per scoprire il drago. Nel II Atto deve scoprire chi sono i membri della setta che ha chiamato il drago. Nel III Atto deve trovare gli articoli per diventare un eroe e nel IV Atto dovrà battersi contro il drago, quando tutti gli abitanti scommettono che sarà arrostito come un pollo.

IL GIOCO

Grafica – La grafica, a pieno schermo, è coloratissima, con sfondi dipinti a mano che conservano tutto il colore e il calore dei vecchi giochi ancora capaci di incantare l’occhio.
Una grafica deliziosa che ci presenta Ankh-Morpok come un fiabesco villaggio medievale con moltissime le locazioni da visitare, tutte con temi divertenti e variati: dall’Università Occulta si passa alla mappa della città e fuori città.
Particolarmente felice l’escursione di Rcewind nel “fuori-mondo” e l’inserimento della “Signora con la falce”, la morte, sempre a caccia di clienti ma sempre sfortunata e in perenne attesa.
I personaggi, nel loro piccolo, sono ben caratterizzati. Ho già detto di Ricewind, mago pasticcione ma zelante; ci sono poi una grande quantità di personaggi di contorno, simpatici, furbi, fortunati o sfortunati e tutti passano sotto le spietate grinfie di Ricewind che non esita a servirsi sadicamente di tutti loro, a rubare, ingannare, causare disastri, pur di raggiungere i suoi scopi.
Ma del resto sappiamo bene che nei giochi la morale comune va a farsi benedire in una sorta di trasgressione liberatoria.
Il motore del gioco scorre senza difficoltà. Si è notato qualche piccolo bug nella grafica all’rché il protagonista passa attraverso degli oggetti o delle persone, ma sono difetti del tutto secondari.

Sonoro – La colonna sonora di Discworld è piacevole e cambia durante l’avventura così che non è sempre lo stesso motivo a fare da sottofondo al gioco.

Enigmi – La difficoltà del gioco è media. Il protagonista deve riuscire ad ottenere degli oggetti e per raggiungere lo scopo deve lavorare parecchio. Gli enigmi non sono difficili, ma le azioni da compiere per raggiungere l’oggetto, sono davvero molte, come una serie di scatole cinesi una dentro l’altra. Come ho detto il gioco è alquanto demenziale, perciò non è il caso di pensare alla logica ma piuttosto all’originalità, alla soluzione eccentrica e impensabile che richiede il solito prova e riprova di oggetti e costringe a girare ininterrottamente per le molte locazioni che si offrono. Infatti si tratta di un gioco a soluzione aperta in quanto non c’è un percorso univoco ma si può procedere come si vuole. I dialoghi non sono restrittivi. C’è una serie di icone che indicano l’umore con cui Ricewind si rivolge agli interlocutori ma in realtà, qualunque sia la scelta, si arriva sempre ad un risultato.
Molta parte dei dialoghi non serve alla soluzione se non per qualche indicazione generica ma a volte è necessario parlare in un certo modo con un personaggio per ottenere un risultato. In definitiva la soluzione del gioco è si, laboriosa, ma non difficile e fuor di dubbio è divertente.

Interfaccia – E’ il massimo della semplicità. Un clic del tasto sinistro del mouse per avanzare, due clic per agire.
Il tasto destro serve per osservare gli oggetti e le persone. Con il tasto F1 si accede al menu con un numero di salvataggi illimitato.
Ci sono due inventari: uno è costituito da un simpatico Bagaglio-cane e il secondo è Personale di Ricewind e può contenere solo 4 articoli.

Conclusioni – Un gioco graficamente delizioso, divertente, pieno di umorismo, con una storia piena di fantasia, che avrà buon seguito.

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