DELAWARE ST. JOHN-VOL.3 The Seacliff Tragedy

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Win 98/ME/2000/XP/Vista – Proc. Pentium 600 MHz (o sup.) – Ram 256 MB – CDROM 16x – Scheda video SVGA – Scheda audio – DirectX 9.

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Delaware St. John è un investigatore dell’occulto che abbiamo già conosciuto in due episodi precedenti. Questa volta lo troviamo alle prese con un Luna Park dimesso da alcuni anni a causa di un grave incidente che provocò la morte di 100 persone.
Il Luna Park è infestato da “presenze”, oltretutto al suo interno sparirono alcuni bambini mai più ritrovati. Questa volta l’investigatore è affiancato dalla sua collaboratrice Kelly, oltre che da fedele Simon che lo assiste tramite il Vic, il comunicatore che li tiene in contatto.

IL GIOCO

Grafica – 3D punta e clicca con avanzamento a frecce direzionali.
Buona definizione, ambientazione più complessa, locazioni più numerose, rispetto agli episodi precedenti, anche perché il gioco ha una maggiore durata.
Tutto il gioco si svolge di notte, al buio, con il solo ausilio di una torcia elettrica, quindi con una visibilità assai limitata. Certo questa scelta esalta il fattore atmosfera, ma priva il giocatore di una visuale più completa e gratificante.
Un Luna Park in disfacimento, giostre, baracconi, ma anche una casa e dei sotterranei, questi sono i luoghi che visiteremo. Tuttavia si prova un leggero senso di frustrazione perché in realtà i luoghi esplorabili sono pochi e con modesta interattività.
In questo episodio ci sono delle animazioni: brevi apparizioni di fantasmi, sequenze che ci fanno vedere i protagonisti ed altri brevi episodi di gioco, ma la qualità non è esaltante.

Sonoro – La musica, a volte lieve, a volte incalzante e allarmante, segue le varie fasi del gioco ed è ben inserita. I rumori d’ambiente variano tra scricchiolii di porte, grida, ululati e fruscii, su misura per chi ha il brivido facile. Il gioco è sottotitolato in italiano.

Enigmi – Di enigmi veri e propri ce ne sono 4, di tipo logico-matematico abbastanza semplici. Troveremo anche un paio di labirinti, ma nulla di realmente difficoltoso.
Direi che la difficoltà maggiore si trova negli spostamenti necessari per cercare alcuni oggetti e nell’orientarsi all’interno del Luna Park. Infatti questo è concepito quasi come un labirinto, con false prospettive che fanno facilmente perdere l’orientamento. Gli oggetti da trovare, salvo qualcuno più nascosto, sono abbastanza visibili anche nella semi-oscurità in cui il gioco si svolge.
In realtà ho trovato inopportuno qualche enigma: in un’atmosfera così fosca e piena di mistero, è incongruo girare per ogni dove cercando una pallina o un sacchetto di fagioli che il gestore di un baraccone ha smarrito.
Fa crollare la suspence dando un senso di banale “normalità” alla storia.
Ci sono un paio di sequenze a tempo, ma il tempo disponibile è sufficiente e se si fallisce è possibile riprendere. Nel gioco non si muore, dunque non presenta difficoltà notevoli e fila via liscio con una certa facilità.

Interfaccia – Si gestisce interamente da mouse.
Il cursore si trasforma in occhio sugli oggetti attivi e se si possono prendere si trasforma in mano.
Cliccando sullo schermo in basso si accede al menu. C’è un tutorial e le opzioni dove si possono regolare il sonoro e i sottotitoli. 10 spazi per i salvataggi, appena sufficienti.

Conclusioni – Ciò che si può dire è che questo episodio è in progresso rispetto ai precedenti, denso di atmosfera, intrigante, ma gli enigmi sono un po’ fiacchi.

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