DELAWARE ST. JOHN-VOL.1

  • Genere: Horror psicologico
  • Editore: Big Time Games
  • Sviluppatore: Big Time Games
  • Rilascio: 2005
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Inglese sottotitoli Italiano
  • Età consigliata: 13+
  • Durata: 6 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Pentium 600 o sup. – 256 MB RAM – CDROM 16X – Scheda grafica SVGA – DirectX9 – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Questo è un gioco di genere horror psicologico che a prima vista vorrebbe ripercorrere le tracce di giochi “fantasmatici” come “The 7th Guest”, The 11th hour” o di giochi d’atmosfera come “Dark fall” ; le premesse sono indubbiamente buone ma il risultato delute in buona parte l’aspettativa.
Dovuto ad uno sviluppatore indipendente, si presenta come il primo volume di dieci che dovranno essere pubblicati e l’idea è sinceramente allettante per gli utenti di avventure così poco gratificati dagli editori.
Il primo volume contiene 2 storie: – The fate of Vandals e Done with mirrors.
Il protagonista, evidentemente un sensitivo, ha avuto dei sogni in cui alcune anime inquiete gli chiedevano aiuto per riparare alle ingiustizie subite in vita e, con l’aiuto di una ricercatrice di fenomeni paranormali collegata con lui in voce, si inoltra nella casa infestata. Dicevo che le premesse sono buone, ma arrivati in fondo al gioco ci si rende conto che non sono state del tutto mantenute.

IL GIOCO

Grafica – La grafica è quanto mai adatta ad un edificio infestato, con sfondi in 2D che ben evidenziano la decadenza e la fatiscenza di un albergo in pieno abbandono. Il gioco 3D in prima persona, ha un avanzamento punta e clicca con frecce direzionali che si rivelano sempre limitanti e poco pratiche. Gli ambienti da visitare sono davvero pochi e, come detto, pressoché spogli, vista la situazione. L’interattività è scarsa, si possono raccogliere, in entrambe le storie, 4 o 5 oggetti e non c’è altro da esplorare.
Le animazioni con i fantasmi ravvivano un poco la monotonia della grafica ma non c’è molto da descrivere se non personaggi trasparenti che appaiono sullo schermo e talvolta parlano per brevi istanti.
Sugli oggetti attivi si materializza un grande occhio che permette di avvicinarsi e in alcuni casi, di interagire, ma solo in alcuni casi. In altri casi si guarda ad esempio un comodino o un mobile sperando di aprire il classico cassetto, invece niente. E a cosa serve mettere l’icona interattiva se non serve a niente?

Sonoro – Una musica tensiva, intonata al clima di suspence e di timore per l’apparizione di ectoplasmi non sempre benevoli. Il gioco è pervaso naturalmente da voci d’oltretomba che rafforzano l’effetto horror.

Enigmi – La scelta fatta in questo campo è abbastanza singolare. Il gioco è estremamente semplice per un esperto che lo può terminare in poco più di un paio d’ore; gli enigmi veri e propri, a mio parere, sono solo un paio: una combinazione in cui bisogna interpretare i numeri come coordinate e un labirinto. In qualche occasione vi sono prove a tempo: scappare dal “cacciatore” un fantasma pericoloso e scacciare i fantasmi che impediscono di procedere. Sono tuttavia prove molto molto accessibili, nulla di stressante che anche un principiante può tranquillamente superare.
Per il resto si tratta di esplorare gli ambienti e cercare qualcosa che va fatto, considerando anche il fatto che gli ambienti sono molto pochi e quello che va fatto sono gli stessi fantasmi a suggerirlo o la compagna collegata via radio.
Insomma un gioco molto semplice e adatto a chi inizia, vista anche la brevità della durata.

Interfaccia – Definirei scarna questa interfaccia. Si possono regolare i volumi del suono e della voce nelle opzioni e niente più. I salvataggi sono solo 5 e bisogna salvare sopra i precedenti senza alcuna indicazione che ci faccia capire a che punto del gioco abbiamo salvato. Un menu alla base dello schermo comprende l’inventario e i pulsanti per comunicare con Kelly, la nostra compagna, per foto e registrazioni.

Conclusioni – Come divccevo, un gioco promettente che però alla fine delude sia per la brevità sia per la semplicità, ma che comunque può valere la pena di giocare per una certa atmosfera che ha saputo creare.

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