DEAD REEFS

  • Genere: Giallo /Mystery
  • Editore: The adventure Company
  • Sviluppatore: Streko Graphics
  • Distributore: Atari
  • Rilascio: 2007
  • Tipo: 3D Tastiera in terza persona
  • Lingua: Inglese con sottotitoli Italiano
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 15 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
WIN 2000/XP/Vista – Pentium IV 1.8 Ghz – RAM 512 MB Scheda Video: Nvidia GeForce 5200fx or ATI Radeon 9200 o superiore – 850 MB su H D – Lettore DVD

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

L’isola di Dead Reefs, al largo della costa Britannica, era tristemente famosa per i suoi pirati che assalivano le navi di passaggio, uccidendevano tutti i membri dell’equipaggio e dopo aver rubato tutto il carico affondavano le navi.
Durante una notte di tempesta, veleggiando verso un’isola vicina, un antico ordine di monaci decide di gettare l’ancora proprio a Dead Reefs, per cercare un rifugio dai venti e dal mare impazzito, ma rimane vittima dei pirati comandati dal corrotto e malvagio governatore dell’isola, Barone De Santra. Dopo aver assassinato il capitano della nave ed aver perquisito il suo cadavere, il Barone scopre un’antica reliquia dai poteri diabolici.
Da quella tremenda notte, un’orribile pazzia ha infettato tutti i residenti dell’isola dando il via ad un omicidio ogni nove anni.
Pensando che l’assassinio dei monaci abbia gettato una maledizione sull’isola, gli abitanti decidono di rinunciare alla pirateria, ma le morti continuano. Alcuni giorni prima l’attesa undicesima morte, un discendente del Barone De Santra muore misteriosamente. Tocca al detective Amadeo Finvinero, inviato dal Re, scoprire l’inquietante segreto di Dead Reefs.

IL GIOCO

Al termine di questo gioco ero abbastanza sconcertata: quale giudizio dare? Un bel gioco, questo è fuor di dubbio, che però merita una valutazione mediocre. Una contraddizione? Per scoprire il mistero leggete il seguito.

Grafica – Grafica completamente 3D con visuale a 360°, gestione da tastiera in terza persona.
Fin dalle prime immagini ci si sente immersi nell’atmosfera giusta. Un cielo plumbeo, mai un raggio di sole, un paesaggio scabro, imbronciato, un villaggio di pescatori con l’immancabile maniero del signorotto locale, un cimitero tetro quanto basta, personaggi rudi e assai poco socievoli… Il mistero si annusa nell’aria e la grafica calza a pennello sulla storia, ne costituisce un complemento determinante.
La caratterizzazione dei personaggi è buona anche se scarsamente espressiva; buona anche l’iconografia ambientale che appare fedele ed accurata sia negli esterni che negli ambienti interni.
Alcune animazioni di scena intervallano le varie fasi del gioco, ma piccole animazioni di vario genere sono sempre presenti sotto forma di elementi naturali quali uccelli, onde, fogliame ecc.
Non si sono riscontrati inconvenienti nel funzionamento del gioco.

Sonoro – Musica di fondo molto azzeccata, a volte tenue, a volte intensa, mai invasiva, con rumori di fondo costanti.
Il gioco, doppiato in inglese, è sottotitolato in italiano.
La localizzazione italiana è trasandata e scorretta in modo indecente: errori di battitura ( parole non separate da spazi) e non solo, eccessiva velocità dei sottotitoli, rendono quasi illeggibili i dialoghi e non di rado bisogna, quando possibile, ripeterli più volte per capirci qualcosa.

Enigmi – Ci sono enigmi di due tipi: quelli riconducibili alla lettura dei documenti ed alcuni di logica. Gli enigmi di logica sono talmente semplici e risaputi che non vale neppure la pena parlarne. Per gli altri, quelli riconducibili ai documenti, mi duole segnalare che a mio avviso (qualcuno mi corregga se sbaglio) gli sviluppatori hanno preso uno svarione nell’ultimo enigma del gioco, quello delle rune. Qui i documenti danno delle indicazioni chiare ma quando si va ad applicarle non funzionano. Per quanto abbia letto e riletto o cercato significati reconditi nelle carte, alla fine mi sono dovuta rassegnare all’idea di risolvere l’enigma provando e riprovando per esclusione.
Se questo è vero, si tratta di un errore non da poco, come se un autore di gialli desse apposta indizi sbagliati per ingannare il lettore. E’ semplicemente scorretto.
Per dovere di cronaca debbo segnalare un altro bug: ad un certo punto del gioco si dispone di una mappa per operare gli spostamenti. Brutta sorpresa quando apri la mappa e non trovi alcune locazioni con la conseguenza che devi riprendere da un gioco salvato perché non sai più cosa fare.
Non so se sia una cosa voluta perché il gioco deve seguire un certo percorso lineare o sia un bug, fatto sta che in qualunque gioco le locazioni sono sempre tutte disponibili a meno che in un dato luogo non si siano completamente esaurite le azioni.

Interfaccia – E qui siamo al punto veramente dolente.
Il gioco, come ho detto, si esegue interamente da tastiera. Nulla di nuovo o di male, anche se i punta e clicca sono sempre i più benvoluti.
Il guaio è che un’interfaccia come questa sarebbe plausibile in un gioco di corse o in uno sparatutto, non certo in un’avventura grafica.
Quanto di più scomodo, cervellotico, privo di praticità si possa immaginare, è realizzato in questo gioco: una pletora di tasti da tenere a mente che frammentano il gioco, che affaticano, che confondono, che stizziscono. Si impiega più a prendere confidenza con i comandi che a fare il gioco.

Conclusioni – Bella grafica, bella storia, bella atmosfera, bella musica, pessima interfaccia, enigmi mediocri, errori di sviluppo, localizzazione penosa.

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