DEAD MOUNTAINEER HOTEL (Le pic rouge)

  • Genere: Giallo Mystery
  • Editore: Akella/ Anuman Interactive (Fr)
  • Sviluppatore: Electronic Paradise
  • Rilascio: 2008
  • Tipo: 3D P & C in terza persona
  • Lingua: Russo/Francese
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 10-12 ore ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Windows 2000/XP/Vista – Pentium IV 2 GHz – 512 MB RAM – Scheda video GeForce 5700 ou Radeon 9600 128 MB-

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Il gioco si ispira ad un romanzo di Boris ed Arkady Strugatsky e per il momento è stato pubblicato solo in Russo, “Dead mountainer hotel”, titolo con il quale sarà probabilmente pubblicato in altre lingue, ed in Francese con il titolo “Le pic rouge”.
Questa recensione è stata fatta con la versione francese.
Il tenente di polizia Peter Glebski arriva all’hotel dell'”Alpinista morto” per una vacanza invernale. Le premesse non sono di buon auspicio.
Fin dall’inizio Peter affronta eventi poco rassicuranti: appena entrato in camera si trova chiuso dentro a chiave e nella stanza dell’Alpinista morto (chiusa a chiave e definita “il museo”) trova gli stivali dell’estinto e una sigaretta accesa. L’atmosfera di quel luogo comincia ad inquietarlo.
Gli ospiti dell’albergo sono persone singolari, a loro modo eccessivi e la loro presenza in quel posto isolato è del tutto ingiustificata.
Questo è il quadro che si presenta all’inizio del gioco e che ci fa pregustare chissà quali arcani misteri si nascondano tra quelle antiche mura di pietra.
Il guaio è, che la premessa resta tale. Il mistero si dipana tutto nelle ultime battute del gioco senza che ci sia stato uno sviluppo narrativo coerente e, se vogliamo dirla tutta, l’epilogo è di una tale cervellotica assurdità che lascia di stucco.
Insomma, dopo un antipasto a tinte gialle, con un morto vero e un fantasma presunto, ci si aspetterebbe una bella scorpacciata di sapore poliziesco condito di mistero fino all’epilogo con la classica scoperta del colpevole e relativi colpi di scena.
Niente di tutto questo. Il corpo del gioco è costituito da un peregrinare perpetuo all’interno dell’albergo per far cose che spesso c’entrano poco con la trama, dialoghi incolori e di scarsa consistenza ai fini dello sviluppo dei contenuti narrativi, per arrivare ad un finale (ma sarebbe più esatto parlare di “finali”) frettoloso e del tutto estraneo allo spirito dell’avventura: senza senso. Immaginate Indyana Jones che cerca di sottrarre il Santo Graal ad una banda di extraterrestri e avrete un’idea.

IL GIOCO

Grafica – L’unica cosa notevole di questa avventura, che gli risparmia un voto negativo, è la grafica. Una grafica veramente pregevole, ottimamente definita e particolareggiata, ricca e doviziosa.
La storia si svolge interamente all’interno dell’albergo, salvo poche scene esterne e l’edificio viene descritto in modo esemplare; ci sono parecchie locazioni, tutte interamente esplorabili anche nelle parti che non servono direttamente alla soluzione e questo è un pregio che pochi giochi hanno.
Gli ambienti dell’albergo sono finemente descritti ed è un piacere scoprirli, leggerne i particolari, la rappresentazione realistica, il sapore agé; Si può esplorare dalle cantine alla terrazza e non c’è luogo che non sia all’altezza degli altri.
I 14 personaggi sono ben caratterizzati, ciascuno con le proprie particolarità, ma la ripresa in primo piano non è delle migliori: parlano a labbra quasi chiuse e gesticolano eccessivamente, si muovono con una certa rigidità camminando, mentre i movimenti plastici sono più naturali.
Da notare che il viso dell’albergatore è la copia esatta di Sean Connery nella sua maturità pelata.
I filmati si limitano alle sequenze iniziali e finali del gioco, nulla di significativo.
Per dovere di cronaca debbo segnalare alcuni bugs: in certi casi il cursore non segnala i punti attivi dove vanno usati certi oggetti . Quando il quadro dell’inventario è pieno, è inutile cliccare sulla barra di scorrimento perché non funziona ( ci ho perso un bel po’ di tempo) bisogna usare la rotella del mouse per accedere agli altri oggetti.

Sonoro – Buona musica, evocativa e d’atmosfera, aderente al genere del gioco. I rumori sono netti e frequenti. Il doppiaggio (in francese) è professionale.
I dialoghi si attivano con i sottotitoli, a volte scompaiono una volta terminati, a volte no e si ripetono.

Enigmi – In tutto il gioco si trova un solo vero enigma, per altro molto facile. Si tratta quindi di un gioco d’inventario non lineare, si possono fare le azioni in tempi diversi con una notevole libertà , la qual cosa comporta un continuo percorrere l’albergo in lungo e in largo per cercare oggetti o per sbloccare l’empasse.
Faccio un esempio: in questo albergo c’è una sola doccia ed è occupata; l’occupante non si decide ad uscire e dobbiamo scoprire chi è questo grandissimo maleducato. Ci tocca perciò girare l’albergo in tutti gli anfratti per andare a cercare gli altri ospiti e vedere chi manca all’appello. Dopo un’ora e passa, scopriamo che tutti sono presenti, allora il protagonista entra nella doccia (adesso può) e la trova vuota.
Chi c’era prima? Boh! Non sarà mica un espediente per allungare la durata del gioco? Il sospetto c’è perché scoprire chi occupava la doccia non toglie e non aggiunge nulla al senso della trama.
La stessa cosa avviene in altre occasioni: verificare il colore dei campanelli delle camere, le calligrafie degli ospiti… insomma, gran parte della durata (già breve) del gioco, la si passa a camminare nei corridoi, salire e scendere scale (non si può neanche correre…), esplorare le camere, parlare con i vari personaggi.
Ci sono poi enigmi inutili come quello della sala da pranzo dove bisogna scegliere pietanze che non abbiano gli stessi ingredienti altrimenti non ci si può sedere a tavola ( e proseguire il gioco).
Anche qui, purtroppo, ci sono i soliti minigames che stanno diventando una iattura nelle avventure grafiche. Sembra quasi che siano una scialuppa di salvataggio per sviluppatori a corto di fantasia.
Minigames che non c’entrano assolutamente nulla con il contesto della storia; una partita a Black jack, una gara di sci, una gara di biliardo.
A parte il Black Jack, mi è stato impossibile superare le altre due gare. La gara di sci ha una sequenza talmente veloce che in tre secondi finisce (male) non si fa in tempo neppure a spostare il mouse per capire cosa succede. La gara di biliardo ha una stecca che non è proprio il massimo della precisione. Dopo parecchie prove ho deciso che non valeva la pena di perderci tanto tempo e ho rinunciato.
A dire il vero non so se questa rinuncia abbia avuto qualche conseguenza sui finali, ma sono riuscita ugualmente a terminare l’avventura.
Il gioco è piuttosto breve, si conclude quasi in modo inatteso come se ad un certo punto i realizzatori si fossero trovati a corto di risorse.

Interfaccia – Si governa interamente da mouse.
Il cursore attivo segnala gli oggetti che si possono osservare trasformandosi in lente e in mano sugli oggetti.
L’inventario si richiama con il tasto destro che apre anche il menu con le opzioni.
I salvataggi sono illimitati e si può salvare in qualunque momento del gioco.

Conclusioni – Bella grafica, immersiva e coinvolgente. Il resto è da dimenticare.

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