DARK FALL 1 – Il diario dei misteri

  • Genere: Avventura Mistery
  • Editore: XXV
  • Sviluppatore: Macromedia
  • Rilascio: 2002
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 20-25 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Windows 95/98/2000/ME/XP – Pentium II 333 MHz – 32 MB RAM – CD-ROM 8X – Audio compatibile Direct Sound – 400 Mb su HD Raccomandati: PII 450 Mhz – 64 Mb RAM

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Il protagonista, rispondendo ad un appello del fratello, cercatore di fantasmi, si trova immerso in questa avventura in un luogo da film horror, dove trova attrezzature lasciate da “acchiappafantasmi” che sono stati lì prima di lui. Questo spiega la presenza di oggetti tecnologici in un posto del genere.
L’ambientazione è notturna, sia all’esterno che all’interno dell’ hotel; il silenzio è interrotto solo da sospiri, misteriosi cigolii, porte che si aprono e si chiudono, sussurri che sfiorano l’orecchio e proseguiremo il gioco in compagnia di fruscii, presenze evanescenti, crepitii, ombre sfuggenti e qualche suono di violino che ritma il cambio di scenario.
Insomma un’ atmosfera “sospesa” fra il reale e l’irreale dove il reale è testimoniato dagli oggetti lasciati dalle persone che hanno abitato quell’ hotel ormai in abbandono ma ancora “vivo” della loro presenza e nel quale noi siamo gli “intrusi” a caccia di indizi per dare pace alle anime inquiete.
La missione da portare a termine è, in buona sostanza, quella di liberare un hotel infestato dai fantasmi. O, per essere più esatti, di liberare gli spiriti dal vincolo che li lega e li tratterà ancora in quel luogo finché noi non saremo così abili da trovare i 12 simboli che li evocano.

IL GIOCO

Dark fall è un gioco per chi ama il genere “Myst”, fatto di atmosfere e di enigmi, un gioco punta-e-clicca in prima persona da giocare in perfetta solitudine, con cui mettere alla prova la propria perspicacia e l’abilità nel collegare gli indizi per trarne indicazioni utili.
Il gioco è in inglese ma in realtà i punti critici in cui bisogna tradurre dei messaggi per la soluzione degli enigmi sono solo un paio.
Abbiamo citato ” Myst” tanto per far capire il genere ma la similitudine finisce lì. L’inizio, una corsa in treno nella notte e l’arrivo in una oscura galleria ferroviaria, ci fa subito capire che siamo nel bel mezzo di un gioco “di paura”, dove il mistero e il brivido la fanno da padroni.

Grafica – La grafica è tipica di questi giochi: ambientazione d’epoca (anni’40) realistica nella rappresentazione di un luogo fatiscente e desolato in abbandono da lungo tempo; buona la definizione e la cura dei particolari, significativi per far comprendere la personalità di chi aveva abitato quelle stanze, oggetti ben visibili anche in penombra.
Gli ambienti da visitare sono numerosi, l’arredo non è sorprendente, trattandosi di una casa posizionata in una stazione ferroviaria.
Il senso di desolazione, di solitudine, di abbandono è reso bene, specie all’interno della stazione.
Non si sono riscontrati problemi di sorta nel motore che scorre senza alcuna difficoltà, si possono esplorare agevolmente tutte le parti interessanti senza visuale a 360° ma con direzioni obbligate e indicate da frecce.

Sonoro – E’ costituito prevalentemente da rumori d’ambiente, puntuali e realistici: dalle “voci” che di tanto in tanto fanno la loro comparsa o da una stridula nota di violino che si alterna allo scricchiolio delle assi di legno sul plancito, con un sottofondo costante tipo ” interferenza radio”, tutto nell’ atmosfera da brivido che permea spirito del gioco.

Enigmi – Il gioco è, per così dire, in “soluzione unica” nel senso che non vi sono episodi “chiusi” e conclusi una volta risolto un enigma, ma si può sempre tornare indietro in tutte le locazioni già visitate e per giungere a termine è necessario scovare elementi che gradualmente daranno accesso ad altre locazioni ed attiveranno altre parti del gioco.
Gli enigmi da risolvere sono di varia difficoltà e sta al giocatore esaminare attentamente ogni indizio per dedurne con l’intuito, l’utilità.
L’hotel offre molti ambienti da esplorare, in ognuno dei quali sono attivabili molti oggetti, specialmente fogli scritti; alcuni sono indispensabili per ricavarne indicazioni, altri inutili ma finché non si risolve il gioco non si capisce quali siano utili e quali no, quindi è consigliabile esplorarli tutti.
Per alcuni enigmi l’abilità del solutore è messa a dura prova perché i collegamenti fra gli indizi richiedono una buona dose di pazienza e di spirito di osservazione. Ma tutto avviene nello stretto ambito della razionalità, nulla di improbabile o di astruso che non rientri nei “trucchi” leciti di un gioco di questo genere. Insomma, il gioco è “leale”, richiede impegno ma non azzardi temerari della fantasia.
Ne è esempio l’enigma della password del pc; cercarla fra tante carte? Impossibile. Allora bisogna osservare attentamente e dedurre, dagli oggetti presenti, i gusti culinari della proprietaria del computer. Per farne poi cosa? Si trova una indizio in bacheca fra i menù. Si scopre un telefono sul tavolo, funziona. Cosa fare? Provare, riprovare, ascoltare attentamente e la soluzione arriva.
C’è una caldaia in soffitta, l’accendo. Per farne cosa? Apparentemente non succede nulla, ma ci sono dei bagni nei piani sottostanti….sicuramente l’acqua calda serve a qualcosa ma non certo per farmi un bagno. E quello specchio perché si muove?
All’inizio si può essere disorientati dal numero degli ambienti a disposizione e non si capisce bene che cosa dover fare e che cosa cercare, però man mano che si procede nel gioco le cose diventano più chiare e si comprende che lo scopo è quello di trovare 12 simboli e collegare loro i rispettivi nomi degli “spiriti” che rappresentano.
Il bello è che in mezzo a tanti oggetti “significativi” ce ne sono altrettanti inutili: una “slot machine”, un “tavolino parlante” per le sedute spiritiche: giochini supplementari che offrono uno svago tra un enigma e l’altro, ma questo lo si capisce solo a gioco concluso.

Interfaccia – E’ quanto di più semplice si possa chiedere: il cursore con le posizioni di movimento, cambia sugli oggetti attivi. Il gioco non richiede installazione e il salvataggio avviene con files.txt nella cartella dei documenti.
L’unico difetto che si può attribuire a questo gioco è la scarsa capienza dell’inventario. Come detto, vi sono annotazioni importanti da esaminare che però non vengono acquisite dall’inventario e perciò, a meno di scriversi tutto (cosa abbastanza noiosa) bisogna ritornare ogni volta a leggerle per rinfrescarsi la memoria, con un certo dispendio di tempo.

Conclusioni – Un bel gioco d’atmosfera che non disperde energie in puzzles estenuanti o in labirinti interminabili ma entra subito nel cuore del problema: cerca, trova, collega, deduci; quindi più che un’avventura nel vero senso della parola, può definirsi un gioco horror- enigmistico che mette alla prova “le cellule grigie” del giocatore.

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