CYBERIA 2 – Resurrection

  • Genere: Fantascienza
  • Azione: Si
  • Editore: Virgin Interactive
  • Sviluppatore: Xatrix Entertainment
  • Rilascio: 1996
  • Tipo: 2D/3D in terza persona -Tastiera-mouse
  • Lingua: Inglese
  • Difficoltà: Medio-alta
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 16-18 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Dos/Windows 95/98

 

Recensione

LA STORIA

Dopo la distruzione della stazione spaziale del FWA, Zak Kingston precipita con il suo Cyberion nelle Montagne Rocciose. Tradito dal FWA, è catturato dal Dr John Corbin che si impossessa dei resti dell’arma di Cyberia trovata tra i rottami del velivolo.
Il dr Corbin ha creato anche una bio-arma per la distruzione di massa chiamata “nano-tossina” che inietta nel sangue di Zak. Nel frattempo, Zak è messo in sospensione criogena per tre anni, quando finalmente è liberato da una donna della resistenza.
Zak e la donna collaborano per sconfiggere il nemico e infiltrarsi nel covo del Dr Corbin. Là Zak deve creare l’antidoto della nano-tossina per salvare se stesso e il mondo.

IL GIOCO

Grafica – Come nel primo episodio, gli sfondi sono pre-renderdizzati con scene di movimento 3D ad alta risoluzione, fluide e con una grande quantità di ubicazioni.
Le scene filmate servono solo a trasportare il giocatore da un posto all’altro, non c’è nulla di più.
Indubbiamente la grafica del gioco è migliorata pur mantenendo uno stile ed un carattere molto simili all’episodio precedente.

Sonoro – I dialoghi sono pieni banalità, improprie nel contesto della storia. Per esempio, mentre stanno scappando dai soldati di FWA per salvare la pelle, i personaggi non trovano di meglio che disputare sulla vita e sulla morte; le conversazioni tra Maggiore Cobain (la figlia del Dr Corbin) e Zak offrono poi brevi momenti di sollievo comico.
La qualità dei dialoghi è peggiorata da un doppiaggio terribile con errori di sincronizzazione labiale.
La musica è invece di buona qualità, con effetti sonori che aggiungono atmosfera al gioco.

Enigmi – Il gioco prevede una grande quantità di combattimenti con scene in movimento guidate dal computer.
I combattimenti risultano meno difficili che nel primo episodio anche perché l’obiettivo viene puntato automaticamente e il giocatore deve avere solo la prontezza di riflessi per sparare.
Zack viaggerà e combatterà con vari tipi di veicoli, guidato dal computer o a piedi guidato dal giocatore. Questo fatto è abbastanza frustrante perché impedisce gran parte del controllo sul gioco e l’interazione con l’ambiente è ridotta al minimo.
Una volta uccisi, bisogna ricominciare dall’inizio del livello e non da dove si è uccisi, il che spazientisce anche i giocatori più tenaci.
Oltre i combattimenti bisogna tenere conto dei tranelli mortali. E non si può salvare ovunque ma solo in punti predefiniti.
Per quanto riguarda la parte avventura, come nell’episodio precedente, è del tutto complementare e subordinata alle funzioni della parte arcade.
Gli enigmi sono astrusi e spesso astratti, avulsi dal contesto e non hanno legami con l’ambiente o sono del tutto improbabili.

Conclusioni – Questo ibrido avventura/azione alla fine non soddisfa (come spesso avviene) né gli appassionati dell’uno né gli appassionati dell’altro genere.
Dopo la mediocre riuscita del primo episodio, gli sviluppatori non sono riusciti a fare di meglio nel secondo. A parte i miglioramenti grafici, il gioco può divertire solo gli appassionati di sparatutto di bocca buona.

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