CHRONICLES OF MYSTERY – Il rituale dello scorpione

  • Genere: Archeologico
  • Editore: City Interactive
  • Sviluppatore: City Interactive
  • Distributore: Leader
  • Rilascio: 2009
  • Tipo: 2D P & C in terza persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 15 ore ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Windows XP/Vista – Pentium IV 1,5MHz – 512 MB RAM – Scheda grafica Nvidia GeForce o Ati 64 MB compatibile DirectX 9.0 – Scheda audio compatibile DirectX 9.0 – DVDROM – Tastiera – Mouse –

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Silvie Leroux è una giovane archeologa di 23 anni, riceve una lettera di suo zio, anch’egli archeologo, che vive a Malta e sta lavorando ad un sito archeologico di Gozo, un’isola dell’arcipelago Maltese, con la richiesta di raggiungerlo al più presto.
Giunta a casa dello zio, Sylvie non lo trova, sembra scomparso nel nulla. Intuisce che questa sparizione, è legata a qualche scoperta da lui fatta nel sito in cui stava lavorando e così ripercorre le sue tracce cercando di ricostruire la natura delle sue scoperte.
Questa volta non si tratta di Cavalieri Templari bensì di Cavalieri Ospitalieri, gli attuali Cavalieri del Sovrano Ordine di Malta che anticamente avevano il compito di proteggere i pellegrini che si recavano in Terra Santa. Il mistero è legato ad alcune tavolette antichissime e alla loro decifrazione che rivelerebbe una scomoda verità sulla fine di Sodoma e Gomorra, una verità diversa da quella descritta nei Testi Sacri.
A quelle tavolette, e a proteggerne il contenuto, mirano diverse potenze: il Vaticano, il Mossad (servizi segreti israeliani) e i Cavalieri Ospitalieri, perciò Sylvie dovrà vedersela con gli emissari di queste tre potenze.

IL GIOCO

Un “Codice da Vinci” in tono minore, basato su presunti o fantasiosi misteri storici in grado di sconvolgere, se rivelati, l’ordine costituito.
Peccato che il gioco dimostri tutti i suoi limiti sia nel contenuto narrativo, che si limita ad enunciare più o meno la questione di cui trattasi senza elaborarla più che tanto, e nella sua brevità che dà l’impressione di una fine repentina senza altre spiegazioni.

Grafica – La grafica 3d con sfondi renderdizzati 2D è bella e suggestiva, carica di atmosfera, ma non sempre la qualità della definizione è eccelsa.
C’è anzi da sottolineare come i toni troppo scuri o poco nitidi di certi particolari rendano a volte difficoltosa la lettura di taluni enigmi ma si sa, bisogna pagare uno scotto alle “atmosfere”.
La protagonista ci porta nella cittadina maltese, nel sito archeologico, in Vaticano, locazioni realizzate con cura e abbondanza di particolari, ma non numerose anche perché il gioco non vanta una notevole durata.
I personaggi, salvo la protagonista che per altro si muove bene, sono perlopiù statici e inquadrati da lontano: i primi piani di Sylvie e di altri allorché ad esempio parlano al telefono, ci mostrano un viso inespressivo e un’assenza totale di movimento labiale.
La caratterizzazione della stessa protagonista è approssimativa: fa commenti quando deve risolvere un enigma, appare una ragazza sveglia e disinvolta ma non ha “anima” nel senso che oltre ad essere giovane e carina, ad andare in motorino come una scheggia, non ci è dato entrare più a fondo nella sua personalità, contrariamente ad altre ben note eroine delle a.g.
Ho inoltre notato delle chicche che mi piace sottolineare: un uomo dorme dentro una roulotte, russa come un orso morsicano ma sul letto non c’è. Dov’è l’uomo che russa?
In Vaticano (chi ci è stato almeno una volta lo sa) anche i sassi sono lucidati e i fili d’erba pettinati, eppure nel bel mezzo della città racchiusa tra le Mura Leonine ci viene presentato un palazzo fatiscente, sgarrupato, cadente, del tutto irreale in quel contesto.
Un pacchetto postale inviato da Roma a Malta arriva in giornata!
Un tassista romano porta una turista all’aeroporto in cambio di un mazzo di fiori!
Insomma, non per fare i pignoli ma queste ultime due chicche superano ogni fantasia…

Sonoro – La musica è buona, crea atmosfera e non disturba.

Enigmi – Il gioco è un puntaeclicca puro, basato in gran parte sull’interazione, con alcuni enigmi non difficoltosi.
E’ difficile restare bloccati perché quasi tutti gli oggetti che servono sono a portata di mano e la protagonista ogni tanto riflette ad alta voce sul da farsi. Un paio di enigmi possono risultare più complicati, ad esempio quello dei pilastri e quello delle pietre mobili, ma non tanto da non poterli superare con un poco di pazienza.
Come accennavo sopra, personalmente ho trovato più difficoltà nel vedere chiaramente le pietre annerite del camino in cui non riuscivo a distinguere assolutamente nulla, tanto erano scure. Sono ricorsa ad uno screenshot che poi ho schiarito per distinguere meglio i simboli.
Il gioco è lineare, una volta conclusa la missione in un posto non si può tornare indietro e Silvie non se ne va finché non ha terminato quello che deve fare.
Non ci sono enigmi a tempo, non si muore, non ci sono giochi arcade.

Interfaccia – Il gioco si gestisce interamente da mouse. Con il tasto sinistro si agisce sugli oggetti.
L’inventario è posto in basso e gli oggetti si possono esaminare in primo piano.
Spostando il cursore in alto si apre il menu con tutte le opzioni. I salvataggi sono infiniti.

Conclusioni – Un Giudizio positivo con qualche riserva sulla durata; atmosfere giuste, enigmi interessanti ma non stressanti (nessun minigame!) ambientazione coinvolgente quanto basta.

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