CALLAHAN’S CROSSTIME SALOON

  • Genere: Avventura classica
  • Editore: Take-Two Interactive
  • Sviluppatore: Legend Ent.
  • Rilascio: 1997
  • Tipo: 2D P & C in prima persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 25 + ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Processore 486/66 MHz – MS-DOS 5.0 o superiore / Windows 95- RAM 8 MB – CDROM 2X (4X Raccomandato) – Scheda video SVGA (640 X 480 a 256 Colori) – Scheda audio – 24 MB su HD – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Il protagonista del gioco è Jack Stonebender, un barbuto menestrello giramondo che somiglia al Nazareno e che gira il mondo per risolvere i problemi della gente.
Il gioco si divide in sette episodi, ciascuno a sé stante, che prendono tutti il via dal Saloon di Callahan, frequentato da una varia umanità terrestre e intergalattica.
Il gioco si bilancia tra un recente passato e il futuro, con salti temporali e con storie e mondi che escono dalla fantasia dello scrittore Spider Robinson.
Il senso di solidarietà, di amicizia, di collaborazione tra i frequentatori del saloon è messo molto in risalto dando al gioco una nota quasi moraleggiante ed evidenziando anche le sue origini letterarie che trovano tuttavia un risvolto non proprio positivo nei numerosi e lunghi dialoghi che intercorrono tra i protagonisti. Gli episodi hanno una sequenza prestabilita ed iniziano tutti dentro il Saloon di Callahan, parlando con i personaggi giusti.

IL GIOCO

Grafica – Il gioco è disegnato stupendamente da Josh Mandel, un veterano della Sierra.
La visuale a scorrimento è a 360° in orizzontale e a volte anche in verticale, il che permette una completa e gratificante esplorazione degli ambienti.
Ogni oggetto è cliccabile, descritto e oggetto di commenti.
Le ambientazioni sono estremamente dettagliate, ricchissime di particolari (anche troppi…) e ottimamente adeguate al genere della storia che raccontano.
Per esempio in Transilvania, terra dei vampiri, troviamo l’atmosfera cupa e mortifera che si conviene, rallegrata tuttavia dalle figure un po’ parodistiche dei vari Dracula e mostri letterari che conosciamo bene.
L’episodio graficamente meno appetibile, a mio avviso, è quello che si svolge sull’astronave dove troviamo solo pannelli piatti e portelloni tutti simili.
I personaggi sono moltissimi, tutti ottimamente caratterizzati sia graficamente, sia con i dialoghi che avvengono in una schermata fissa con le immagini dei dialoganti.
Non c’è animazione se non delle brevissime sequenze interlocutorie come ad esempio nei viaggi spaziali, ma a dire la verità non se ne sente neppure la necessità.

Sonoro – Ottimo. Nel saloon di Callahan c’è un pianista da far west. Cliccando su di lui si può scegliere il genere di musica preferito che accompagnerà per tutto il gioco. Io ho scelto il classico e ho potuto deliziarmi con Chopin, di Bach ecc, fino a scegliere di ammutolire la musica che, data la natura del gioco, ad un certo punto diventa di troppo.
I dialoghi, eseguiti da belle voci, sono professionali.
Buoni i rumori d’ambiente.
Il neo di questo gioco sono sicuramente i dialoghi: davvero troppi, annidati, spesso inutili, che fanno perdere una quantità di tempo ma che bisogna per forza esaurire perché altrimenti non si aprono alcune opportunità di azione.

Enigmi – Il gioco è molto difficile. Premetto questo perché mi ha dato veramente filo da torcere, fino all’ultimo.
Di solito, nel corso di una soluzione, si incappa in quei due, tre enigmi ostici che costituiscono la vera sfida del gioco. Qui tutto è difficile e di aiuti non se ne parla.
Innanzi tutto nel saloon bisogna individuare il personaggio giusto, parlarci e capire come fare per dare il via all’episodio. Per esempio, parlando con un tipo, per quanto ripetessi il dialogo, non riuscivo ad attivare la storia finché ad una sua domanda non ho scelto di rispondere “Yeah” che sarebbe come dire un sì strascicato…
Ma questa è un’inezia. Con una visuale a 360° e un’interattività estremamente dettagliata, è davvero arduo trovare quello che serve: si clicca su ogni cosa ma è facile che sfugga quella utile.
Gli enigmi sono del tutto logici e coerenti, ma anche difficili da risolvere.
Non ci sono quasi mai indizi e bisogna cercare la soluzione deducendola dal funzionamento del macchinario o con prove ripetute.
I dialoghi sono molto importanti. Non facendoli nel modo giusto o dimenticando qualche frase annidata al loro interno, si può diventare matti cercando di andare avanti.
Più volte ho dovuto riprendere dei salvataggi e rifare interi dialoghi per far comparire qualcosa che prima non c’era.
Per risolvere questo gioco bisogna per forza ricorrere ad una guida o ad una soluzione che chiarisca certi passaggi, ma pure in questo modo si trovano ugualmente molte difficoltà perché le guide disponibili sono spesso molto lacunose e avare di spiegazioni (esclusa quella del presente sito, naturalmente….).

Interfaccia – Il gioco si gestisce interamente da mouse. Spostando il cursore in alto si accede alla riga del menu dove si possono trovare tutte le opzioni necessarie. I salvataggi sono (per fortuna) illimitati.
Cliccando con il tasto sinistro su un oggetto o un personaggio, si apre un piccolo menu con le voci praticabili. Gli spostamenti avvengono tramite frecce laterali che fanno ruotare la schermata a 360°.

Conclusioni – Un gioco molto ben fatto, interessante e intrigante che però bisogna affrontare con la consapevolezza che per arrivare alla fine ci vorrà molta pazienza.

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