C.S.I. – Crime scene investigation

  • Genere: Giallo scientifico
  • Editore:Ubi Soft
  • Sviluppatore: 369 Interactive
  • Rilascio: 2003
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 16+
  • Durata: 12 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Windows 95/98/2000/ME/XP – Pentium II 333 MHz – 32 MB RAM – CD-ROM 8X – Scheda Audio comp. Direct Sound – 400 Mb su HD
Raccomandati: PII 450 Mhz – 64 Mb RAM

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Si tratta di risolvere 5 casi delittuosi impersonando il detective di turno.
Le storie? Non esiste storia se non nella ricostruzione dei singoli delitti.
Si dispone di una cartella con la ricostruzione del caso e il profilo degli indiziati, ma il tutto si può tranquillamente ignorare perché, ripetiamo, non è di alcuna utilità al fine della soluzione.
I casi sono indipendenti l’uno dall’altro e pare quanto mai forzosa l’idea di contaminarli tra loro nell’ultimo episodio, nel tentativo di un colpo di scena assolutamente improponibile.

IL GIOCO

Grafica – Filmato di introduzione iniziale, una panoramica sulla città: sgranato e dai colori irreali: sembra preso da un vecchio super-8. Forse è voluto ma è ugualmente brutto.
Le schermate del gioco ci propongono ambienti anonimi, senza un briciolo di cura; i filmati che ogni tanto intervallano la monotonia ricreano flash del momento delittuoso e si nota un certo compiacimento del macabro come il far vedere la pallottola che penetra all’interno del corpo “vista da dentro” e frantuma gli organi. Sono rapidi e sfumati, potevano essere omessi senza alcun ulteriore danno al gioco.
Qualche volta (assai raramente e solo se indispensabile) si ha la possibilità di una panoramica a 360° fissa in orizzontale. Va notata una certa cura nella fisionomica dei personaggi e in alcune (solo alcune) schermate in esterno che evidenziano una maggiore nitidezza e che danno l’impressione di appartenere ad un altro gioco.
Il gioco è stato installato con l’opzione completa che occupa ben 1,5 GB nella cartella “Program files”, in un computer di ultima generazione. Malgrado questo, il caricamento è lento; dopo un certo periodo va avanti a scatti e non si è vista una rispondenza pronta al comando del mouse. In alcune scene il clic del mouse ha provocato una sequenza “attorcigliata” portando direttamente alla visione zoomata dell’oggetto: insomma un motore che avrebbe avuto bisogno di una buona oliata o quanto meno di una messa a punto.
Schermate fisse, personaggi immobili che al massimo, per dare un segnale di vita, ciondolano la testa come avessero il morbo di Parkinson.
Una grafica anonima, pesante e monotona.

Sonoro – L’audio consiste solo nel doppiaggio e in una musichetta anonima che ogni tanto si ode in sottofondo. Dialoghi sottotitolati su cui il giocatore non può intervenire se non esaurendoli meccanicamente. Niente rumori.

Enigmi – Gli indizi sono in bella vista e basta allungare la mano per raccoglierli, aiutati da una freccia blu che diventa verde quando li sfiora….
Raccolti gli gli indizi, si va in laboratorio e lì è il momento cruciale perché bisogna fare tutto quello che il gioco si aspetta da noi e se si salta qualcosa, che so, ci si dimentica di rilevare le impronte su un reperto, non è consentito tornare indietro, ormai il danno è fatto e si deve ricominciare dall’inizio dell’episodio.
Il tutto dunque si riduce ad una manipolazione ripetitiva degli indizi trovati, alla visitazione delle varie locazioni (che si contano sulle dita) e ad un dialogo obbligato con i vari personaggi.
Non è di facile soluzione ma non per le difficoltà intrinseche agli enigmi bensì per la sua discutibile costruzione che pretende dal giocatore una serie di mosse la cui logica risiede solo nella testa di chi lo ha ideato.
Il giocatore non si sente protagonista delle indagini poiché non gli è consentita la minima libertà di azione; è piuttosto uno “strumento” che agisce in modo meccanico esattamente come i personaggi che sono presenti solo in alcune schermate, immobili e fissi come robot andati in tilt.
Nessun guizzo di fantasia, il gioco prosegue schematico, monocorde e sempre uguale a se stesso.

Interfaccia – Il gioco “è” sostanzialmente, la sua interfaccia.
Malgrado il tutor che avvia al gioco nei primi dieci minuti, si fatica non poco ad orientarsi e a capire come funziona la faccenda. Parliamo ora dell’interfaccia di caricamento e di salvataggio.
Questo gioco ha un tipo di salvataggio molto “originale”, anzi non ce l’ ha proprio in quanto l’opzione “salva” manca del tutto! Si inserisce il proprio nome all’inizio e si salva sempre sullo stesso file a meno che non si cambi nome; per giunta salva a modo suo, decide lui da dove ricaricare il gioco costringendo a compiere azioni già fatte, per cui non si è mai sicuri di salvare realmente dove si vuole.
Alla base dello schermo un archivio con dei segnalibri: uno porta alle locazioni, uno agli strumenti di lavoro che si dividono in due sottocartelle, uno agli indizi che si dividono in tre sottocartelle.

Conclusioni – In conclusione il gioco appare sciatto, dà l’impressione di essere stato realizzato in fretta e “in economia” forse con l’idea di sfruttare l’ondata di successo del serial televisivo.
Da evitare.

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