BAD MOJO

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
S.O. Win 3.1 – Win 95 – 486/66 MhZ – 8 MB Ram – 20 MB su HD – CDROM 2X – Scheda video VGA 256 colori – Il gioco è eseguibile con WinXP

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Il protagonista, Roger Samms, nella sua camera miseranda è in preda ad un attacco di libidine violenta nei confronti della valigetta che contiene un milione di dollari, denaro legato alla scoperta della formula di un insetticida capace di sterminare gli scarafaggi. Roger, entomologo, ha inventato la formula che però è stata rifiutata dal suo capo e allora si è impadronito dei soldi destinati alla ricerca con i quali sogna di scappare in Messico e darsi alla pazza gioia. Il suo padrone di casa bussa alla porta ed ha con lui un alterco. Quando Grant rientra, prende un medaglione di sua madre da un cassetto, lo guarda, lo contempla e il medaglione, che ha in sé una magia nera, un “Bad mojo” appunto, tac, trasforma il giovinotto in una blatta vulgaris, altrimenti detta bacarozzo domestico.
Ora il suo obiettivo è di cercare il modo per ritornare umano, navigando da una tubatura all’altra, per le stanze della casa. Questo non è, malgrado tutto, un gioco horror. E’ piuttosto la rappresentazione di un mondo quotidiano, normale, sordido, “cattivo” in tutti i sensi: cattiva la sorte del protagonista, la cui madre muore nel darlo alla luce e il cui padre lo abbandona; cattiva la badessa del brefotrofio che, lui bambino, lo deride sadicamente, cattivi i suoi amici e il mondo del lavoro che lo emargina. Un mondo brutto, sporco e cattivo rappresentato con inquietante realismo attraverso lo squallore dell’ambiente umano circostante.
Eppure in tutto ciò non manca un sottile senso dell’umorismo, a saperlo cogliere; il protagonista, inventore di un portentoso insetticida, prova lui stesso cosa significa vivere da scarafaggio e come tale si accorge probabilmente che non è la sua specie ad inquinare il mondo ma proprio quella razza umana che vorrebbe sterminarla.

IL GIOCO

Se cercate originalità in un gioco, siete serviti: infatti Bad Mojo si discosta completamente per contenuti e per impostazione dalle avventure classiche.
La prima edizione fu pubblicata nel 1996, la seconda nel 2003; il gioco è segnalato per S.O. antichi come Win 3.1 e Win 95 ma gira ottimamente anche in WinXP.
Preparatevi ad impersonare uno scarafaggio (!) che, come tutti i suoi simili, sguazza felicemente nella lordura di una casa che assomiglia più ad una discarica pubblica che ad un’abitazione umana.
Infatti il nostro amico dovrà districarsi tra liquami, topi in trappola sanguinolenti, avanzi di cibarie, liquidi indefinibili, carne verminosa, carcasse di animali putrefatti e simili delicatessen che fanno trasudare dal monitor un olezzo puteolente, seppur virtualmente.
Detto questo, non spaventatevi, ci si fa subito l’abitudine; anzi, schermata dopo schermata, interviene il gusto perverso di scoprire fino a che punto arriva la fantasia coprofila degli autori.

Grafica- La storia è supportata da una grafica iperrealistica, Gli oggetti in 2D sono resi in maniera sorprendente se si pensa che il gioco vuole una risoluzione di 640×480 e 256 colori, così efficace che par quasi di toccarli e di “sentirli”. Il “protagonista”, per così dire, è invece rappresentato in 3D: con le sue antennine e le zampe che si muovono freneticamente sullo schermo, verrebbe quasi voglia di prendere un giornale e schiacciarlo.
I filmati, frequenti e recitati da attori reali, sono piuttosto sgranati e di qualità mediocre rispetto alla grafica computerizzata. Incontriamo l’Oracolo che ci fornirà degli indizi oppure vedremo in play back spezzoni della vita passata di Roger; la recitazione è volutamente esagerata, sdrammatizzando il contesto della storia.
Il motore del gioco è ben oliato, si viaggia con le frecce direzionali e i movimenti sono fluidi e precisi. Anche se non sono un’amante dei giochi da tastiera, debbo dire che in questo caso la gestione del gioco è veramente semplice.
Il cursore del gioco è praticamente lo stesso scarafaggio che con i tasti possiamo condurre dove vogliamo camminando da una schermata all’altra. Solo nei filmati c’è una visuale d’ambiente ma normalmente la visuale è ristretta al campo d’azione dell’insetto, quindi a pieno schermo si agisce in uno spazio reale di qualche decina di centimetri. Il rendimento grafico di questa scelta risulta perciò di forte impatto visivo: ogni particolare è descritto con efficacia veristica minuziosa aumentando, presumo volutamente, l’effetto-nausea delle immagini.

Sonoro – L’accompagnamento musicale è buono, teso e intervallato da percussioni incalzanti, si presenta a tratti, risultando un po’ ripetitivo. I rumori d’ambiente sono pochi ma molto efficaci: sentiamo le zampette frusciare, incespicare negli ostacoli, impantanarsi nei liquidi vischiosi, sentiamo i vermi sgranocchiare la carne guasta…. insomma, una full immersion audiovisiva nella pattumiera.

Enigmi – Il gioco è praticamente tutto un enigma: trovare le strade giuste, trovare gli oggetti sui quali si può agire, evitare i numerosi pericoli, ingegnarsi per creare situazioni favorevoli come il far cadere una pillola in un barattolo, provocare un corto circuito, usare come barca un guscio di nocciolina… Un grande labirinto a cielo aperto dove il pericolo sotto forma di un gatto, di un topo solo in apparenza morto, un liquido appiccicoso può essere mortale.
Enigmi logici, originali e creativi come raramente si incontrano nei giochi d’avventura.

Interfaccia – L’interfaccia è semplicissima: con la barra spaziatrice si richiama il menu dove si può accedere a tutte le opzioni di salvataggio (illimitate) di ripristino ecc.

Conclusioni: – Il gioco intriga fin dall’inizio e si lascia giocare con grande divertimento fino in fondo. Sconsigliato a stomaci delicati. L’unico punto debole è la durata che, malgrado le difficoltà, non supera le 10-15 ore di gioco.

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