INDIANA JONES – The Fate of Atlantis

  • Genere: Avventura classica
  • Editore: Lucasarts Games
  • Sviluppatore: Lucasarts Games
  • Rilascio: 1992
  • Tipo: 2D P & C in terza persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 10 +
  • Durata: 25 – 30 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
PC: 386 IBM o 100% Compatibile – DOS 5.0 o sup – CD ROM 4X – Scheda video VGA 256 Colori – Scheda audio SB compatibile – 50 MB su HD – Mouse.

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Questo terzo episodio della serie, pubblicato nel 1992, si ispira ai “Predatori dell’Arca perduta”.
La musica d’apertura è quella del film e l’animazione iniziale è tipicamente movimentata come Indy ci ha abituato anche nel precedente episodio.
Dopo l’animazione introduttiva, Indy si sitrova ancora una volta a combattere contro i nazizti che questa volta vogliono impadronirsi di una potentissima fonte energetica forse di natura aliena, che gli extraterrestri hanno portato sulla Terra quando hanno colonizzato Atlantide .
In questa avventura potrai scegliere se essere da solo o affiancato dalla tua pestifera amica Sophie, se fare il percorso intelligenza o il percorso pugni.
La tua scelta sarà determinata dalle azioni che farai nella prima fase del gioco (che è comune) e dalle risposte che darai.
Le diverse scelte comporteranno delle differenze “tattiche” nel corso del gioco, ma l’ultima parte sarà comune.
Siamo dunque alla vigilia della II guerra mondiale. Indy ha notizia di una teoria secondo la quale nel “Dialogo perduto di Platone” si parlava della favolosa Atlantide che sarebbe dunque stata collocata non nell’Atlantico ma in mezzo al Mediterraneo: l’isola di Thera.
Indy è scettico, ma pian piano viene a conoscenza di un manufatto appartenuto ad Atlantide, l’Orichalcum, capace di produrre un’energia potentissima e che i nazisti stanno per venirne in possesso.
Per impedire che ciò avvenga, vola da una parte all’altra del mondo, anche in mongolfiera, affronterà innumerevoli pericoli e, manco a dirlo, infiniti rompicapo.

IL GIOCO

Grafica – Il ritmo del gioco è veloce, la grafica deliziosa, l’umorismo sempre in agguato.
Indy da solo, ma meglio con la sua compagna, ne combina davvero di tutti i colori, deve inventarsi mille espedienti, anche imbrogliare se necessario, per raggiungere il suo scopo.
Ogni episodio è ricco di quadri, di trovate, di enigmi, di sorprese divertenti. La grafica 2D, scorre via veloce (si fa per dire, vista la quantità di enigmi da risolvere); le animazioni, se appaiono troppo lunghe, si possono saltare ma è meglio gustarsele (la scena dell’imbroglio di Sophie a teatro è davvero divertente).
Indubbiamente questo episodio segna un progresso dal punto di vista grafico, rispetto all’episodio precedente. Le figure e gli ambienti sono più dettagliati, un maggior numero di pixel evita le sgranature e le eccessive spigolosità, le animazioni sono più nitide e veloci.

Sonoro – La musica midi è ispirata al film che ormai si identifica col personaggio di Indy, accompagna tutto il percorso, allegra ed orecchiabile.
Buono il doppiaggio in italiano.

Enigmi – Il piatto succulento di questo gioco sono gli enigmi. Veramente tanti, variati, intelligenti, divertenti ma anche, in alcuni casi, esasperanti.
Mi riferisco al volo della mongolfiera sul deserto e al sottomarino che deve imbroccare un ingresso minuscolo, quasi invisibile, guidato con una serie di comandi che sembrano fatti apposta per causare una crisi di nervi al giocatore.
Un pizzico di cattiveria in un gioco che non guasta per dare un po’ di adrenalina al giocatore e per gratificarlo della propria abilità
Per il resto si tratta di enigmi del tutto logici, basati sull’uso degli oggetti nell’inventario e sul funzionamento di meccanismi che si può dedurre dai “Dialoghi perduti di Platone”.

Interfaccia – Il gioco è il classico punta e clicca, con interfaccia SXCUMM della Lucas già conosciuta in giochi come Zak, Monkey ecc. Alla base dello schermo le azioni che si possono compiere richiamabili anche con i tasti per maggiore praticità, e gli oggetti dell’inventario elencati per nome.
Con il tasto F5 si richiama il menu per il salvataggio o l’uscita dal gioco e si può salvare illimitatamente.

Conclusioni – un gioco di serie A che si può rigiocare anche dopo molti anni provando lo stesso diveertimento della prima volta perché i classici non invecchiano mai.

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