IL SEGRETO DEL NAUTILUS

  • Genere: Avventura classica
  • Editore: Cryo/ Dreamcatcher Interactive
  • Sviluppatore: T – Bot
  • Rilascio: 2002
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 20-25 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
P III 350 (cons. 450) – Win 95 e superiori – 32 MB Ram (cons.64) – Scheda video 3D 16 bit (cons 24 bit)Scheda audio 16 bit – CD ROM 8X -Scheda audio Sound Blaster compatibile – DirectX 8.0 – mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Avventura grafica in prima persona nella quale il racconto di Verne fa da sfondo, da movente per l’esplorazione degli ambienti e lo snodarsi degli enigmi, ma in realtà una storia vera e propria non c’è.
Durante la navigazione sottomarina nell’ Atlantico, il sonar di un sommergibile militare con a bordo un scienziato oceanografo, rivela la presenza di un grande natante di origine sconosciuta; malgrado il divieto del comandante, il giovane scienziato non resiste alla tentazione di andare a curiosare e con un batiscafo riesce a salire a bordo del grande sottomarino incagliato.
Appena a bordo, intuisce l’atmosfera di tragedia, quasi che l’imbarcazione sia stata abbandonata all’improvviso; la struttura sembra avere molti anni: quale mistero si nasconde in quel sottomarino? Il desiderio di scoprirne i segreti lo induce ad inoltrarsi sempre più al suo interno e man mano le difficoltà (per lui ma soprattutto per il giocatore) aumentano.
Molte locazioni, molti ambienti da esaminare, molti enigmi da risolvere. Ricordate Al, il computer di “2001 odissea nello spazio”? Bene, qui la situazione è molto simile: il nostro deve vedersela con un computer ostile, “impazzito” che ha preso possesso del Nautilus e probabilmente è responsabile della scomparsa improvvisa dell’equipaggio. Di tanto in tanto il Capitano Nemo interviene sotto forma di ologramma, per raccontarci la storia, ma non ci aiuta molto, in verità, a venir fuori dalla situazione del presente.

IL GIOCO

Grafica – La grafica è bella, evocativa, in linea con l’ambiente della trama. Non vi sono scenari mozzafiato ma la media della grafica si mantiene alta nelle diverse fasi della storia.
Il gioco è stato testato con una configurazione nettamente superiore a quella minima e si è notato che accelerando al massimo la velocità di movimento, la visione a 360° risulta eccessivamente rapida, quasi incontrollabile, ma non così l’avanzamento delle schermate che resta piuttosto lento.
La descrizione degli ambienti è curata anche nei particolari, realizzata in uno stile che, con una contraddizione in termini, potremmo definire “vetero-futurista”. Arredi tardo ottocenteschi, strutture ferrigne, rugginose (come si conviene ad un sottomarino di due secoli or sono), macchinari da catena di montaggio ma il tutto dotato di una tecnologia avveniristica.

Sonoro – Non suscita particolari emozioni ma in alcuni tratti evoca bene il senso di claustrofobia che suscita il sottomarino e l’ansia di uscirne. La musica di sottofondo è varia e sempre aderente all’atmosfera, accompagna sottolineando i momenti cruciali pur senza infastidire o distrarre.
La umoristica è puntuale e realistica, accentuata opportunamente in alcune circostanze e curata anche nei rumori di sottofondo.
Dei dialoghi si può dire molto poco perché, fatta eccezione per la sequenza iniziale, il resto è sottotitolato in italiano.

Enigmi – Il protagonista deve uscire dalla trappola del sottomarino, perciò la prima meta è di riattivare l’energia, poi scoprire tutti i vari marchingegni che governano il sottomarino e riuscire a trovare gli oggetti e le informazioni necessarie per arrivare a questo.
Si tratta di enigmi che comportano molto l’uso dell’inventario, la ricerca ma anche la comprensione dei diversi meccanismi. Quindi enigmi di natura varia, non monotoni, non troppo difficili ma neppure ovvi.
In alcuni casi si può morire, quindi il consiglio è di salvare spesso, specie prima di compiere un’azione di cui non si conoscono le conseguenze.

Interfaccia – Poco funzionale e in certi casi fastidiosa e spieghiamo il perché; gli sviluppatori hanno collocato l’inventario e il pannello comandi del menù sullo schermo di gioco, togliendo parte della visuale in particolare quando si apre l’inventario stesso. Ogni volta che vi si accede per depositare o per prendere un oggetto, la visuale si sposta in basso insieme al cursore con il fastidio di dover poi tornare alla schermata originale.
Gli oggetti nell’inventario appaiono minuscoli e si possono individuare solo grazie ad un’altrettanto minuscola scritta che compare passandoci il muose. C’è da chiedersi perché mai non sia stata adottata la classica apertura in alto con tutti gli oggetti in fila e ben visibili, tramite il tasto destro del mouse e il blocco della schermata.
I “pensieri” del protagonista appaiono in un box eccessivo che disturba chiudere ogni volta e che rallenta l’azione di gioco senza avere alcuna utilità se non quella di farci sapere che il protagonista ha il gusto dell’ovvio.
Si sono inoltre rilevati dei bugs in una parte del gioco in cui, pur depositando degli oggetti nell’inventario, questi non vi compaiono. E’ stato necessario uscire dal gioco e riavviarlo dall’ultimo salvataggio per un paio di volte perché tutto tornasse alla normalità.
Altro difettuccio (che in certi casi può non essere tanto “uccio”) riguarda il salvataggio del gioco nelle sequenze di morte prematura. Ci sono infatti delle azioni che vanno compiute entro determinati tempi, rischio la morte. Bene, muori, sei morto ma è solo un gioco! Vuoi riprovare? Ok fammi riprovare. Ma da dove riprende l’azione? Da 5 secondi prima di morire, per cui non fai in tempo a dire “amen” che sei di nuovo defunto! Riprovo: idem. O caspita e adesso che faccio? Riprendo dall’ultimo gioco salvato un secolo fa.

Conclusioni – Un gioco che si fa apprezzare per l’ambientazione originale e per gli enigmi ma che purtroppo perde di qualità per alcuni aspetti negativi dell’interfaccia e qualche bug che si è riscontrato in alcuni passaggi.

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