HARVESTER

  • Genere: Horror
  • Editore: Merit Studios
  • Sviluppatore: DigiFX Interactive Inc.
  • Rilascio: 1996
  • Tipo: 2D/3D P&C in terza persona
  • Lingua: Inglese/francese
  • Età consigliata: 18+
  • Durata: 7-10 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
DOS/ Windows 3.1/95 – Proc. 486/33 – RAM: 8 MB – CD-ROM 2X – Video SVGA – Scheda audio SB compatibile – 20 MB su HD – Mouse – tastiera

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Steve è un ragazzo degli anni 50 che vive come tanti ragazzi della sua età, in una tranquilla cittadina americana, Harvester.
Un giorno si sveglia nella più completa amnesia, non sa nulla di sé e di ciò che lo circonda.
Facendo domande a tutti, viene a sapere che di lì a pochi giorni dovrà sposarsi in un matrimonio combinato, con Stephanie, una ragazza per lui del tutto sconosciuta.
La gente del villaggio si comporta in modo strano e ancora più strana è, al centro del villaggio, la presenza di un edificio con una setta chiamata “Ordine” intorno alla quale sembra gravitare la vita di tutti gli abitanti.
E’ evidente che il mistero è proprio lì e Steve dovrà svelarlo.
Iscrivendosi alla setta, gli vengono date delle prove da superare: atti di vandalismo, furti, incendi anche con vittime. Lo scopo della setta è dunque di trasformare tutti in assassini?
Questa è la trama della storia, ma credo necessaria qualche considerazione a margine.
Esistono tanti tipi di horror e questo è probabilmente il più trucido e schifoso che abbia trovato nel genere delle A.G.
Non si tratta tanto delle scene sanguinolente e ributtanti che in fondo, con una grafica del genere lasciano abbastanza indifferenti anche se fanno di tutto per scioccare; sono piuttosto le situazioni presentate, in cui vengono riportate una quantità di perversioni che, sebbene buttate un po’ sul ridere, non sono sicuramente adatte ad un pubblico giovanile. Per questo il gioco è consigliato solo ad adulti.

IL GIOCO

Grafica – Il gioco è interpretato da personaggi veri, si tratta cioè di riprese filmiche sovrapposte a sfondi computerizzati.
La grafica di livello mediocre in quanto a definizione e sebbene il gioco sia stato pubblicato nel 1996 appare ancora più retrò. I personaggi si muovono in modo meccanico su sfondi dove i pixel abbondano. Le animazioni, poche e brevissime, non migliorano la situazione.
Le cose più interessanti, se tali si possono definire, sono alcuni sfondi e le invenzioni trash di certi ambienti che dovrebbero “impressionare” il giocatore.
Le stesse immagini filmate sono rielaborate al computer per dare ai volti espressioni stravolte come ad esempio il volto dello scolaro punito dalla maestra con una mazza da baseball in testa…
Gli esempi di fantasia perversa degli autori si sprecano: c’è la donna nella casa misteriosa cui il buon ragazzo Steve stacca la testa con abbondante effluvio ematico e che solo allora scopriamo essere metà donna metà vespa, il vice sceriffo che si masturba con giornaletti porno, il bambino in culla con vermi che escono dalla bocca, il papà rinchiuso in camera da mammà, afflitto da una misteriosa malattia e circondato da oggetti sadomaso, il vigili del fuoco che dipingono il ritratto di un uomo nudo, e altre chicche consimili che deliziano tutto il gioco con abbondanza di effetti grafici e brevissime animazioni-lampo che ne dovrebbero accentuare gli aspetti macabri. O almeno tale è l’intenzione.
Non so se alla sua uscita questo gioco abbia realmente spaventato qualcuno, so che a me ha provocato solo un leggero disgusto.

Sonoro – Il sonoro è abbastanza buono, il doppiaggio sembra piuttosto dilettantesco.

Enigmi – L’avventura è assolutamente non lineare.
La prima parte si svolge in 6 giorni e notti, la seconda in tre livelli del tempio dell’Ordine.
Durante le giornate si può andare in tutti gli edifici del paese, parlare con le persone, prendere gli oggetti che servono, senza una precisa sequenza. L’importante è raggiungere lo scopo prefisso, l’incarico da svolgere e arrivare alla fine della giornata.
La soluzione è davvero molto semplice e non si può neppure parlare realmente di enigmi, ma si può ugualmente restare bloccati perché i dialoghi hanno una certa importanza e se si conducono in modo sbagliato possono condurre in un vicolo cieco.
Inoltre va detto che nella seconda parte bisogna uccidere praticamente tutti quelli che si incontrano, persone o mostri, usando le armi che si trovano in giro.
I combattimenti non sono difficili ma si può morire facilmente. Esistono tuttavia trucchi per ottenere l’invincibilità.
Si può morire anche quando si agisce in città, per esempio se si sbaglia il dialogo con il colonnello senza gambe che fa la guardia al centro missilistico o se si uccide qualcuno senza ragione e si viene condannati a morte.
Per questo il consiglio è di salvare spesso.
Il gioco non è lungo e una volta capita la tecnica si arriva alla fine in breve tempo.

Interfaccia – Il gioco si gestisce interamente da mouse ma si può gestire anche da tastiera.
Tutte le azioni si compiono con il tasto sinistro del mouse mentre con il destro si lotta.
Per aprire l’inventario si preme il tasto I oppure si clicca sul protagonista.
Il menu si apre con il tasto “esc”, i salvataggi sono più che sufficienti.

Conclusioni – Un gioco che ha puntato al successo per i suoi contenuti trucidi e truculenti venati di humour, sui contenuti estremi e su una storia non del tutto banale.
Gli appassionati di questo tipo di fantascienza splatter ne sono stati entusiasti, ma come gioco in sé e per sé, al di là del fastidio che possono suscitare certe scene e situazioni, vale poco.
In definitiva, chi avesse la possibilità e la curiosità di giocarlo, non si aspetti un’avventura coinvolgente come Shivers o Dark Seed.

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