GHOST IN THE SHEET

  • Genere: Horror /humour
  • Sito giioco: The Adventure CompanyCBE
  • Sviluppatore: CBE
  • Distributore: Adventure Production
  • Rilascio: 2007
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Inglese con sottotitoli italiano
  • Età consigliata: 16+
  • Durata: 15-20 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Wiundows 95 – Pentium 133 MhZ – 16 MB RAM – Scheda grafica SVGA (2 MB) – CDROM 4X – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Conosciamo molti racconti di persone che “sono tornate” dall’aldilà dopo aver subito un arresto cardiaco di breve durata. Raccontano di un tunnel in fondo al quale si vede una luce bianca molto luminosa.
Ed è proprio quello che vede il protagonista di questa storia, investito da un camion e diventato un ectoplasma con tanto di lenzuolo svolazzante, solo che, per sua disgrazia, invece di andare ad infoltire la schiera dei beati, si ritrova davanti ad un mostruoso “Capo” dal pessimo carattere.
Costui gli ordina di andare in una fabbrica e scoprire quello che vi accade e cioè per quale motivo le anime dei defunti invece di seguire la solita strada , vengono deviate in questo luogo e non si sa che fine fanno.
La buon’anima esegue gli ordini, anche perché non ha scelta, e si trova subito faccia a faccia (si fa per dire) con il Mistero: cosa si produceva nel Settore Omega? Che fine hanno fatto coloro che hanno cercato di scoprirlo? Una storia indubbiamente originale, un genere horror condito con un pizzico di humor nero autoironico che ne sdrammatizza i toni .

IL GIOCO

Grafica – Punta e clicca 3D in prima persona. La grafica ha una buona definizione con tonalità brune e spente che ben riflettono il clima di fatiscenza e di mistero dei luoghi.
Gli ambienti sono quelli di una fabbrica abbandonata: reparti con macchinari rugginosi, uffici con fogli sparsi ovunque, magazzini ecc; grafica curata nei particolari con inquadrature che permettono uno sguardo d’insieme grazie a schermate di ampia visibilità, anche perché non c’è possibilità di esplorare i luoghi se non nei sensi obbligati.
Non moltissime locazioni, in verità, ma abbastanza per assicurare una discreta durata di gioco.
Una particolarità di questa avventura sono le parti fumettistiche che sostituiscono le transizioni animate per consentire dei flash back o per descrivere eventi che si verificano durante il percorso narrativo. Fumetti molto originali in bianco e nero, estremamente stilizzati, realizzati con pochi tratti di matita e tuttavia suggestivi e aderenti al clima di mistero che suggerisce il gioco. Peccato siano tanto lenti e non ci sia modo di velocizzarli.
I personaggi, se così li possiamo definire, sono ectoplasmi con cui il protagonista dialoga: l’ombra sinuosa di una ragazza sotto la doccia, un pompiere dentro un armadio, un portiere, un mostriciattolo tentacolare… ma appunto, o sono immobili o sono invisibili, dunque non ci curiam di lor ma proseguiamo.

Sonoro – La musica di fondo non lascia traccia con i suoi motivetti midi. Qualche cenno alla Toccata e fuga in re minore di Bach, rumori d’ambiente costanti e tutto sommato un sonoro adeguato. Il doppiaggio è in inglese con sottotitoli in italiano.

Enigmi – Il gioco non è lineare, nel senso che alcune azioni si possono compiere in tempi diversi e gli ambienti sono sempre aperti e attivi, quindi si può tornare continuamente dove si è già stati.
Le locazioni sono ricche di interazione, ci sono molte cose da osservare e tra tante inutili si nasconde a volte l’oggetto, il foglio indispensabile per un indizio che è facile lasciarsi sfuggire. Perciò è bene non trascurare nulla, anche quello che in apparenza sembra inutile.
I dialoghi con i colleghi d’oltretomba sono molto importanti, sia perché forniscono indizi, sia perché se si tralascia qualche dialogo non si attivano poi alcuni enigmi.
Gli enigmi non sono molti ma alcuni sono piuttosto difficili.
Personalmente ho avuto qualche difficoltà a capire l’enigma del flauto, nonché il funzionamento del quadro interruttori nella cantina di cui non c’è una spiegazione o uno schema (almeno io non l’ho trovata). Gli altri enigmi si basano soprattutto sulla logica e sull’interpretazione degli indizi raccolti in giro.

Interfaccia – Anche l’interfaccia è del tutto originale.
Il nostro fantasma non può, per sua natura, prendere gli oggetti o usarli, quindi viene dotato di “abilità”. Inizialmente ha solo l’abilità della “telecinesi” cioè di spostare oggetti, poi, man mano che progredisce nelle indagini acquisirà altre abilità, quali “premere” “soffiare”, “illuminare” ecc, ecc.
Per agire bisogna prima scegliere l’icona di una abilità poi cliccarla sull’oggetto. La cosa è un po’ fastidiosa ma alla fine non più di tanto.
Non c’è inventario, gli oggetti si usano nell’ambito della stessa schermata.
Per accedere al menu, si usa il tasto “esc”. Io avevo solo 6 salvataggi ma non so se sarà lo stesso nella versione in commercio.

Conclusioni – Questa avventura ha una storia originale, ironicamente orrida, enigmi di buona fattura e grafica adeguata. Potete passare qualche ora divertente.

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