GADGET

  • Genere: Fantascienza
  • Editore: Cryo
  • Sviluppatore: Sinergy
  • Rilascio: 1998
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 3-4 ore

 

  • Difficoltà:    
  • Voto di P& C:    

Requisiti minimi richiesti:
Wiundows 95 – Pentium 133 MhZ – 16 MB RAM – Scheda grafica SVGA (2 MB) – CDROM 4X – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Ti trovi nella tua camera d’albergo alquanto confuso.
La radio parla di un’invasione aliena.
Esci dalla tua camera e qualcuno ti dice che devi cercare un agente col nome in codice “Horselover”.
Un gruppo di scienziati sta mettendo a punto esperimenti per dominare la mente e poi scappare con la nave aliena.
Corri a salvare il mondo. Punto.
Questo è quanto.

IL GIOCO

In tanti anni di pratica con i videogiochi, raramente mi è capitato di aver a che fare con un gioco più brutto e noioso. In realtà non si tratta di un gioco perché l’interattività quasi inesistente. Non è neanche un film perché non ha una trama. E’ un ibrido riuscito male, né gioco, né film.

Grafica – Il gioco esige 256 colori e risoluzione minima di 640×480. Ho giocato molte avventure con questa risoluzione, che avevano una grafica buona o almeno dignitosa. In questo caso invece la bassa risoluzione emerge evidente nei frequentissimi filmati in bianco e nero e in quelle inquadrature che comportino anche un movimento minimo. La definizione si salva solo nelle inquadrature statiche che sono per lo più interni d’ambiente.
I filmati, dovrebbero dare un senso dinamico al gioco ma siccome sono quasi tutti di treni in movimento, alla fine diventano solo un noioso e ripetitivo intermezzo.
Bisogna considerare che l’interattività consiste in questo: clicca su una persona, su un oggetto, ancora su una persona, filmato, clicca su una persona, filmato, clicca su un oggetto, filmato. Il treno si sposta di stazione in stazione mentre il giocatore deve solo trovare persone su cui cliccare.
In quanto ai personaggi, penso che gli sviluppatori abbiano fatto uno studio ad hoc per renderli quanto più brutti e sgradevoli possibile. Con i baffi o senza baffi, si assomigliano tutti, con vestiti che sembrano fagotti abbozzati sulla persona e il movimento più scomposto che fanno è di muovere le pupille quando si interpellano.
Un bambino con la faccia gialla e antipatica levita in aria, appare e scompare non si sa bene perché. Se i bambini alieni sono così, lasciamoli dove stanno.

Sonoro – Un confuso ed assordante rumore di ferraglia e di macchinari in movimento.

Enigmi – Arduo parlare di enigmi perché non ce ne sono. In questo gioco c’è una valigetta che bisogna riempire con 5 congegni. Una volta trovati (ed è praticamente impossibile non trovarli) vanno automaticamente al loro posto. Quando poi si debbono collocare in qualche macchinario, zac, ecco apparire la valigetta che fa tutto da sola.
Il gioco trascorre cercando persone su cui cliccare: il controllore del treno, i passeggeri, ancora il controllore e via, parte il filmato che ci porta altrove e così di seguito.
Solo verso la fine del gioco c’è un labirinto di gallerie dove indirizzare la locomotiva, ma è talmente semplice che provando due o tre volte ci si azzecca.
Il gioco finisce dove è cominciato, cioè nella stanza d’albergo ma di tutto quello che succede si capisce assai poco.

Interfaccia – Il gioco è un punta e clicca in prima persona. Il cursore, una normale freccia, non cambia mai. Per prendere un oggetto, ad esempio una chiave sul tavolo, bisogna cliccarci spora 4 o 5 volte. La stessa cosa per prendere o collocare qualcosa nella valigetta che funge da inventario e che appare da sola quando serve.
Le frecce direzionali permettono un’esplorazione limitatissima, obbligata.
Il menu è di tipo Windows, con salvataggi .txt nelle cartelle.

Conclusioni – Piuttosto, dedicatevi al bonsai.

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