GABRIEL KNIGHT 3 – Il Mistero bagnato di sangue

  • Genere: Giallo teologico
  • Editore: Sierra On line
  • Sviluppatore: Sierra Studios
  • Rilascio: 1999
  • Tipo: 3D P & C in terza persona
  • Lingua: Italiano
  • Difficoltà: Medio alta
  • Età consigliata: 13+
  • Durata: 30 ore+D
  • Difficoltà:    
  • Voto di P& C:      
    • Salvataggi     Download
    • Requisiti minimi richiesti:
      Windows® 95/98 – Pentium 166 – RAM 32 MB _Scheda video 3D 4MB Scheda audio Win compatibile CD ROM 4X – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Se Gabriel ha dovuto vedersela la prima volta con i riti vodoo, la seconda con i lupi mannari, adesso deve combattere contro i misteriosi “Visitatori notturni”.
Gabriel è uno Schattenjager, un “cacciatore di ombre” che ha la capacità, ereditata dalla sua famiglia, di combattere le forze del male.
Viene invitato, insieme alla sua fida collaboratrice Grace, a Parigi per un fine settimana presso il principe e la principessa Patricia James. In realtà il principe vuole sollecitare l’aiuto di Gabriel perché suo figlio, come tutti i componenti della sua famiglia da generazioni, è minacciato dai “Visitatori notturni” e il sospetto è divenuto certezza da quando il bambino, sofferente di anemia, ha mostrato segni di un morso sul collo.
Il bambino viene rapito e Gabriel si tuffa all’inseguimento.
Giunto a Rennes le Chateau, si trova coinvolto con un gruppo di ospiti dell’albergo, in una caccia al tesoro, quello dell’Abbé Saunière, appunto. Ma a lui non interessa il tesoro, al quale non crede, bensì ritrovare le tracce del bambino rapito e scoprire gli assassini di alcuni ospiti dell’albergo che man mano vengono orribilmente dilaniati.
Ben presto scoprirà che i due fatti sono strettamente collegati e con l’aiuto di Grace e di Mosley, un ambiguo agente della CIA, verrà a capo del mistero.
Dire che è un gioco che prende alla gola è dire poco; nel gioco si respira un’atmosfera sospesa, tragicamente misteriosa, la presenza di forze del bene e del male che si combattono. Nulla è ciò che sembra, neppure lo sfuggente abate della chiesa di Rennes, che nasconde antichi segreti.
Tutto questo, grazie ad una forte caratterizzazione dei personaggi, non solo dal punto di vista grafico ma della sceneggiatura che ne fa emergere abilmente la personalità.
Un clima di tensione non molla mai, sospeso sulla relatività del bene e del male passando da un colpo di scena all’altro.

IL GIOCO

Premessa

Per comprendere bene questo gioco, bisogna rifarsi ad eventi realmente accaduti all’inizio del secolo scorso e che ancora oggi sono oggetto di interesse e di dibattito da parte di molti studiosi.

Nella Francia del 1892, la piccola chiesa di Rennes-le-Chateau necessitava ormai da decenni di riparazioni, ed il parroco, François Berenger Saunière, era riuscito a raccogliere faticosamente il denaro necessario.
Per prima cosa il sacerdote si occupò dell’altare: la lastra di marmo che ne costituiva il piano venne staccata dal muro cui era cementata, e sollevata dalla colonna che la sosteneva. In una cavità al suo interno, Saunière ritrovò alcuni manoscritti del XIII secolo, dando inizio a un affaire ormai centenario.
Fino al 1892 infatti, il parroco aveva dovuto arrabattarsi per far quadrare i conti della parrocchia; dopo il ritrovamento delle pergamene, qualcosa cambiò d’improvviso.
Saunière le mostrò al vescovo di Carcassonne, poi chiese e ottenne il permesso ed il denaro per recarsi a Parigi e fare esaminare i manoscritti da uno specialista.
Nella capitale rimase per tre settimane, dove trascorse gran parte del tempo al Louvre, ed acquistò le riproduzioni di vari quadri, tra cui un dipinto di Nicholas Poussin intitolato Pastori d’Arcadia. Questa tela, realizzata intorno al 1640, rappresentava un sarcofago con l’iscrizione “Et in Arcadia Ego”.
Il sarcofago esisteva veramente a poca distanza da Rennes-le-Chateau, e sebbene, in teoria, Poussin non si fosse mai recato da quelle parti, anche il paesaggio dello sfondo del quadro sembrava coincidere con quello reale.
Intanto i lavori alla parrocchia proseguivano; sotto l’impiantito fu rinvenuta una lapide di pietra; essa venne rimossa, ma solo Saunière ebbe modo di vedere cosa celasse. Da quel momento il parroco cominciò a compiere lunghe esplorazioni nei luoghi circostanti finché, qualche tempo dopo, i lavori di restauro ripresero.
Ma, questa volta, con grande spiegamento di mezzi: d’improvviso il denaro cominciò a scorrere a fiumi: il sacerdote sembrava ora possederne in quantità illimitata. Saunière acquistò molti terreni circostanti, costruì una passeggiata a semicerchio, e fece edificare una torre che chiamò Tour Magdala in onore di Maria Maddalena.
Saunière pagò tutti i lavori di tasca sua, e continuò a disporre di grandi quantità di denaro fino alla sua morte (1917).
Da dove veniva quell’improvvisa ricchezza? E perché il sacerdote aveva voluto che sul portale della sua chiesa comparisse la dicitura Terribilis est locus iste, ovvero “Questo è un luogo terrificante”?
Per quasi settant’anni l’enigma dell’improvvisa ricchezza del parroco rimase relegato tra i misteri locali; poi, nel 1968 Gerard De Sède, esoterista e scrittore specializzato in saggi sui tesori nascosti, raccontò la storia di Saunière nell’intrigante volume Le Tresor Maudit (il tesoro maledetto ).
Secondo De Sède, il sacerdote aveva risolto un complicato codice che coinvolgeva, oltre alle pergamene, il quadro di Poussin, giungendo così al nascondiglio di un tesoro maledetto (le ragioni del sinistro attributo non sono perfettamente chiare, ma giustificano la frase “Terribilis est locus iste”) forse proveniente, tramite i Templari dal Tempio di Gerusalemme.
Grazie al successo di Le Tresor Maudit, il nome di Rennes balzò d’improvviso alla ribalta. Nel 1970, il giornalista inglese Henry Lincoln, dopo essersi ulteriormente documentato sull’argomento, realizzò tre documentari per la BBC: The Lost Treasure of Jerusalem, The Priest, the Painter, and the Devil, The Shadow of the Templars, che alimentarono l’interesse attorno al caso.
Nel corso di alcune interviste con Gerard De Sède, Lincoln si convinse che questi faceva parte di una misteriosa consorteria, il Priorato di Sion, e che nel suo Tresor Maudit aveva volutamente disseminato una serie di indizi, affinché qualcun altro portasse avanti la ricerca.
Partendo da questo presupposto, insieme ai colleghi Michael Baigent e Richard Leigh, Lincoln scrisse nel 1982 The Holy Blood and the Holy Grail (Il mistero del Graal).
L’enorme successo del volume generò una Parte seconda, The Messianic Legacy (L’eredità messianica, 1986), e una Parte terza, The Holy Place(1991), scritta dal solo Lincoln, che introduce una nuova, affascinante ipotesi.
Oltre ai segreti rivelati dai volumi precedenti, i documenti ritrovati a Rennes le Chateau ne avrebbero nascosto un altro ancora più inquietante, che neppure il parroco Saunière aveva scoperto. Partendo dalle pergamene e dal quadro di Poussin, decrittando codici segreti dapprima elementari e poi sempre più complessi, Lincoln avrebbe scoperto, sempre intorno a Rennes, le coordinate di una vasta serie di luoghi sacri collegati tra loro da lunghi “leys” (correnti di energia magnetica).
Con la logica rigorosa con cui si porta avanti un teorema di analisi matematica, Lincoln riesce a dimostrare come questi primi luoghi siano allineati ad altri, e questi ad altri ancora, fino a formare un decagono perfetto, un’immensa stella a dieci punte perfettamente regolari con al centro il sito di Coustlaussa.
Questo vasto territorio costituirebbe un immenso luogo sacro, un incredibile tempio alla Grande Madre elevato dagli stessi misteriosi costruttori del Neolitico che, in scala di gran lunga minore, avevano edificato Stonehenge, Avebury ed altri siti megalitici d’Europa.
Le ipotesi sul Mistero di Rennes continuano a moltiplicarsi: agli inizi degli anni Novanta i saggi sull’argomento (tra cui “Rennes Capitale Secrète de la France”) superavano abbondantemente la cinquantina, e il loro numero continua ad aumentare.”

Questa, in breve la storia e chi ha giocato a G. Knight 3 vi riconoscerà quasi interamente riferimenti a luoghi e personaggi.

Grafica

– Un’ambientazione che riproduce alla perfezione i luoghi in cui la storia si svolge: il paesino di Rennes e i paesi intorno, la Tour Magdala, la Chiesa della Maddalena ecc, tutto è perfettamente documentato ed aderente alla realtà toponomastica.
Gabriel è un misto di ironia, di dubbi, di incertezze interiori. Molto bella la rappresentazione del rapporto sentimentale non manifesto che lo lega a Grace, tipico del ragazzo che, pur amando, non vuole legarsi e non vuole illudere la ragazza.
Il motore 3D scorre alla grande, senza farci mancare nessun dettaglio, comprese le espressioni del volto dei personaggi e adattando la renderizzazione dalle scene di fermo a quelle di movimento. Nel sistema 3D si è tuttavia notato qualche bug quando, in fase molto ravvicinata, i personaggi svaniscono o sembrano camminare sospesi. Capita poche volte, ma capita.
Le animazioni sono fluide e di grande suggestione, in particolare nei sogni (anzi incubi) di Gabriel.
Il movimento è misto: in prima persona quando i protagonisti agiscono e in terza persona quando ci sono le scene di gruppo e i dialoghi.

Sonoro

– Un ottimo doppiaggio italiano, con la voce di Gabriel ironica e suadente .
Musica calibrata per rendere l’atmosfera giusta nei momenti in cui l’azione va sottolineata. Rumori adeguati e realistici in ogni sequenza.

Enigmi

– Il gioco è diviso in blocchi temporali della durata di tre giorni. Sono 17 blocchi, ciascuno costituito da un numero variabile di ore e finché non si è risolto tutto in un blocco, non si va avanti.
Il tempo non è reale, nel senso che il giocatore non è obbligato a compiere le azioni in un tot di tempo, però è importante per avere accesso a certe locazioni o al colloquio con i personaggi che sono disponibili in certi orari e non in altri.
Gli enigmi sono lineari e logici, consistono nello scoprire indizi dai dialoghi, raccogliere oggetti, girare nei vari luoghi per incontrre persone o scoprire nuove realtà.
Gabriel e Grace avranno a disposizione il computer per avere molte informazioni sugli ospiti dell’albergo e l’uso del programma non è del tutto semplice da capire di primo acchito.

Interfaccia

– Il cursore del mouse è attivo e indica gli oggetti sensibili. L’avanzamento è di tipo punta e clicca con frecce direzionali.
Linventario e il menu opzioni si richiamano con il tasto destro.
Dopo che Gabriel sarà riuscito a prendere la moto, potrà spostarsi da una locazione all’altra grazie ad una mappa sulla quale man mano che procede il gioco, verranno scritte nuove locazioni.

Conclusioni

– Un gioco estremamente valido per la storia, le implicazioni psicologiche e, perché no? spirituali per le quali porta a riflettere e suscita la curiosità di saperne di più su certi argomenti. Un gioco da non perdere assolutamente.

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