FENIMORE FILLMORE’S REVENGE

  • Genere: Avventura/arcade
  • Editore: Nobilis
  • Sviluppatore: Revistronic
  • Rilascio: 2008
  • Tipo: 3D P & C in terza persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 8-10 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Pc pentium 166 (cons. 200) – Win 95 e superiori – 16 MB Ram (32 con Win 98) – Scheda video 56.000 colori – Scheda audio 16 bit – CD ROM 16X – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Fenimore e Rhiannon galoppano tranquilli per le praterie del west quando incappano in un uomo ferito.
Cercano di soccorrerlo ma l’arrivo di uomini armati complica la faccenda. Il moribondo fa in tempo a confidare a Rhiannon il nome di una tomba dove sarebbe nascosto un tesoro e i banditi vogliono quel nome.
Da questo momento in poi i due protagonisti si alterneranno nel combattere la banda per cercare di arrivare primi al tesoro con l’aiuto di un vecchio ex bandito.
Il gioco è molto breve, così breve che si ha l’impressione che sia stato pubblicato a metà. E’ infatti difficile credere che la storia termini in modo così brusco.
Questo è il terzo episodio della serie di Fenimore Fillmore; il primo “3 skull of toltecs” del 1996 era un gioco molto divertente, pieno di umorismo e fatto in maniera egregia; il secondo, “The Westerner”, un gioco discreto con una piacevole grafica 3D; quest’ultimo episodio è sicuramente inferiore ai precedenti.

IL GIOCO

Grafica – Grafica completamente 3D con sfondi 2D e rotazione limitata.
Gli sfondi sono piuttosto convenzionali, piacevoli senza troppa originalità; d’altronde le locazioni sono davvero poche, vista la brevità del gioco, per cercare varietà creativa.
L’animazione dei personaggi è buona, vi sono parecchie scene di movimento che intervallano i vari momenti della storia e sono sembrate fluide e ben fatte, ciò che difetta invece, è la gestione 3D dei movimenti.
Come ho già detto la rotazione è limitata ad un arco molto breve, per cui per arrivare in certi punti è necessario cliccare più e più volte perché la prospettiva cambia in modo illogico.
C’è poi il noto difetto dei personaggi che vanno dove vogliono, nel senso che si clicca da una parte e dopo un balletto sulle gambe se ne vanno dall’altra oppure continuano a camminare allegramente contro un muro.
Non essendoci frecce direzionali, bisogna trovare da soli i punti in cui indirizzarli e talvolta è davvero problematico riuscirvi. Ad esempio, girare intorno alla casa del minatore è un rebus perché solo cliccando nello spazio di pochi pixel si scova il modo di proseguire, ma non è il solo caso.
A volte gli oggetti sono del tutto invisibili e vengono segnalati solo dal cursore, ma bisogna fare anche qui attenzione perché il cursore in certi casi segnala gli oggetti con un ampio raggio attorno ad essi, a volte li segnala solo se ci si capita sopra nello spazio di un pixel sfuggente e “afferrare” quel pixel non è proprio facile. Inoltre ho notato che i personaggi fanno ombra non solo al sole, ma anche quando sono in ombra…
Quando i giochi 3D non sono fatti in modo perfetto diventa difficile gestirli e allora molto meglio un buon 2D.

Sonoro – Nulla di notevole per quanto riguarda la musica. Buoni i rumori (anche se sembra che i personaggi camminino sul vetro anche quando camminano sulla sabbia…)
Buono il doppiaggio italiano.

Enigmi – Il gioco è un puntaeclicca lineare della serie trova-e-usa. Direi anche piuttosto facile.
Alcune combinazioni sono del tutto cervellotiche (ad esempio il modo di fare il sapone o gli occhiali da sole).
Certe caratteristiche di gioco demenziale potevano essere del tutto accettabili nel primo e nel secondo episofio della serie che avevano intenti umoristici, ma questo di umoristico non ha proprio nulla: è fatto con personaggi realistici e con tratti anche inutilmente violenti come il vilipendio di un cadavere e lo squartamento di uno spaventapasseri, cose sgradevoli, semplicemente.
Gli oggetti che si possono prendere si trovano facilmente e si sa subito come usarli perché si usano nel luogo stesso dove si trovano.
Nel gioco si può morire ma di riavvia dal punto precedente.
Verso la fine ci sono dei combattimenti alla pistola: un epilogo del tutto inutile e fastidioso per quelli che, come la sottoscritta, detestano questi giochini infilati nelle avventure a beneficio di giovanissimi che alle avventure ormai non giocano quasi più.

Interfaccia – Il gioco si governa interamente da mouse.
Con la lente si guardano gli oggetti e se si possono prendere, con il tasto destro la lente si cambia in mano.
Non si possono osservare gli oggetti in inventario.
Con la barra spazio si richiama il menu. Il gioco è così breve che i salvataggi bastano e avanzano.

Conclusioni – Uno gioco raffazzonato, con tanti limiti sia di sviluppo che di enigmi e troppo breve.

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