MYST III – EXILE

  • Genere: Puzzle game
  • Editore: UBI soft
  • Sviluppatore: Presto Studios
  • Rilascio: 2001
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 13+
  • Durata: 30-35 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Windows 95/98/2000/ME/XP – Pentium II 233 MHz – 64 MB Ram – Scheda video 8 MB – Scheda audio comp. DirectX7 – 250 Mb su HD – CD Rom 4X – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Con Myst e Riven eravamo giunti all’epilogo della storia di Atrus che aveva imprigionato per sempre i suoi due figli malvagi, Sirrus e Achenar, nei libri.
Ora i mondi sono minacciati da un altro cattivo, Saavedro, che vuole distruggerli.
Atrus si è riunito con Catherine e ha costruito una casa per lei e per il figlioletto nel mezzo del deserto, in un luogo chiamato Tomaha.
Nel frattempo ha cercato di aiutare i superstiti dei suoi mondi, e non potendoli riparare dai danni fatti dai figli, ne ha creato uno nuovo, chiamato Releeshahn, dove quella gente può ricominciare a costruirsi una vita.
Mentre Atrus ti sta parlando, irrompe Saavaedro che ruba il libro per entrare in Releshahn. Tu lo insegui e ti ritrovi improvvisamente proiettato nel mondo alternativo da cui puoi uscire solo recuperando il libro rubato da Saavaedro.
Per farlo, dovrai visitare tutti i mondi abbandonati: J’nanin, Voltaic, Amateria, Edanna, Narayan e risolvere gli enigmi che ti proporranno.

IL GIOCO

Eccoci al terzo episodio di Myst, indubbiamente il più riuscito della trilogia. La magia evocativa di Myst e Riven si ripete a livelli graficamente superiori e con una dimensione di gioco molto impegnativa che rivela l’impegno degli sviluppatori per eguagliare e superare il successo acquisito dagli episodi precedenti.
In realtà questo terzo episodio si distingue per alcuni aspetti, dagli altri due: ne riprendende l’ambientazione storica, la dinamica dei libri trasportatori, il mondo D’ni, Atrus, ma la tecnica e la grafica sono più evolute (ovviamente) rispetto ai predecessori.
Un rinnovamento necessario per un’ avventura che si, alla sua uscita (Myst è stato pubblicato nel 1993) è stata grandemente innovativa e pluri imitata, ma che, ripetutasi nello stile con Riven, rischiava al terzo episodio di cadere nella monotonia e nella ripetitività.

Grafica – In Exile recitano attori in carne ed ossa, perfettamente integrati con l’ambiente, vi sono più animazioni e più spettacolarità. La peculiarità del gioco resta sempre quella dell’immagine fissa, ma la visuale ora non procede per inquadrature bensì è a 360° anche per valorizzare le preziosità grafiche che sono molte e di eccellente fattura.
La grafica è curatissima, anche nei minimi particolari, splendente e splendida in taluni scorci, una grafica a tutto tondo che dà come pochi altri giochi l’effetto 3D e par quasi di poter toccare gli oggetti, tanto sono realistici.
L’inserimento di una vegetazione aliena, lussureggiante e colorata, è sempre perfettamente inserito nel contesto architettonico e naturale, senza esagerare.
Gli interni sono curati come gli esterni in ogni dettaglio. E’ necessario regolare lo schermo alla massima luminosità in certe locazioni particolarmente scure, per trovere gli indizi.
Grazie alla visuale a 360° si possono esplorare tutti i luoghi, un piacere “turistico” regalato al giocatore che va curiosando in giro per scoprire dove si trova e francamente ogni nuova inquadratura è una bella sorpresa.

Sonoro – Le musiche sono evocative, eccellenti e anche localizzate: quando ci si avvicina ad un oggetto o ad un luogo, la musica si “adatta” alla situazione per aumentarme la suggestione.
Belli e suggestivi gli effetti sonori che accompagnano per tutto il gioco, i rumori, essenziali in un mondo pieno di meccanismi, nonché il doppiaggio, puntuale e con i timbri adatti.

Enigmi – Exile può essere giocato anche senza aver giocato i due episodi precedenti, ma certo l’esperienza di Myst e di Riven aiuta.
Gli enigmi sono di vario tipo, mediamente piuttosto complicati e non di immediata comprensione. Con questo non si vuol dire che non rispondono ad una logica o che sono astrusi. Richiedono un bel po’ di tempo per essere compresi, per entrare nella loro logica, anche perché spesso sono interdipendenti da altri luoghi e bisogna ripercorrere lunghi tragitti per azionare altri meccanismi.

Interfaccia – Con avanzamento punta e clicca, è semplicissima ed intuitiva, come sempre.

Conclusioni – E’ un gioco che richiede impegno e la disponibilità a spenderci parecchi e parecchi giorni per arrivare alla soluzione ma ne vale assolutamente la pena.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...