MIDNIGHT NOWHERE

  • Genere: Horror
  • Editore: Buka Entertainement
  • Sviluppatore: Saturn Plus
  • Rilascio: 2004
  • Tipo: 3D P & C in terza persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 16+
  • Durata: 20-25 ore
  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Windows 98/Me/2000/XP, Pentium III 733 MHz, 128 MB RAM., Scheda video compatibile DirectX 8.0 con acceleratore grafico 3D, 1.3 GB su HD, Scheda audio compatibile DirectX 8.0 CD ROM 8X, tastiera, mouse.

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Buio soffocante. Annaspo con le mani, trovo una zip, emergo da un sacco mortuario, un odore nauseabondo… dove sono? In un obitorio. Uno squallido obitorio d’ospedale, in compagnia di cadaveri in decomposizione…
Questo è l’inizio del gioco.
Diciamo subito che non è una storia per bambini. Non solo per i cadaveri, il sangue, le scene di violenza che si intuiscono dal modo in cui i corpi sono conciati, ma anche per allusioni sessuali più o meno esplicite che si incontrano in tutto il gioco.
Siamo nel 2019 in una città chiamata Black Lake, dove un serial killer, chiamato “The Executioner” si diletta a massacrare chi incontra sulla sua strada.
La polizia mantiene l’ordine pubblico con pari ferocia sentendosi impotente a frenare l’esecutore e sembra che ovunque regni il disordine e l’anarchia. Il personale dell’ospedale che non è riuscito a scappare in tempo giace trucidato per ogni dove e il protagonista, che si risveglia come abbiamo detto, ha perso la memoria: non sa chi è né per quale motivo è finito in quella situazione. Il suo primo obiettivo è di uscire dall’ospedale, ma da qui finirà in prigione e scoprirà che lui stesso è sospettato di essere l’assassino.
Man mano, attraverso colloqui, documenti, indizi, conoscerà la sua identità e il suo passato e l’epilogo della storia di cui, in verità, non si capisce molto il senso.

IL GIOCO

Grafica – La grafica del gioco è impostata su fondali preresi in 2D e personaggi in 3D. Le locazioni da visitare sono molte e, fatte poche eccezioni, non hanno un impatto notevole ma sono ambienti foschi, arricchiti da molteplici cadaveri combinati nei modi più svariati, con generosi effluvi di sangue.
C’è in effetti una compiaciuta esagerazione nel propinare cadaveri ad ogni piè sospinto: cadaveri sui quali il protagonista dovrà sempre frugare più e più volte per trovare oggetti facendo commenti di un umorismo macabro con gusto assai dubbio. In particolare, non mancherà di fare apprezzamenti sessuali sui corpi femminili e sulle loro doti anatomiche, cosa che, sebbene si tratti di un gioco, è pur sempre disgustosa.
Gli ambienti sono costellati di oggetti da osservare: manifesti, scritte, graffiti, annunci, poster, carte da gioco ecc… che riportano immagini grottesche, flash satirici e donne nude. Non hanno nessuna attinenza con il gioco, diciamo che sono un singolare diversivo all’atmosfera putrida che si respira in giro. A proposito di putrido, diamo un’occhiata ai gabinetti dell’ospedale: beh ci vuole del tempo per ridurli in uno stato simile… un tempo secolare. Insomma, giocando giocando, uno si chiede: ma che razza di ospedale era questo, anche prima che il serial killer lo riempisse di cadaveri? L’infermiera ha in tasca il preservativo e nell’armadietto un aggeggio inequivocabilmente hard core, ai muri manifesti di maggiorate nude… Soprassediamo.
Il protagonista è un ragazzo dall’aspetto anonimo che si muove in modo meccanico e lento, come tutti i personaggi che intervengono nel gioco; non suscita particolare simpatia, il suo carattere appare cinico e indifferente a quanto lo circonda. Fruga nelle tasche dei morti, fa commenti sarcastici sui cadaveri, prosegue per la sua strada senza mostrare il minimo rammarico per l’ecatombe che va scoprendo.
Le animazioni sono molto poche e brevi, eccezion fatta per il filmato finale e quello iniziale, non hanno meriti particolari, sono lente e poco definite. In certi punti (in particolare nei bagni) il protagonista “scivola” lungo il pavimento invece di camminare, la sua testa si stacca letteralmente dal collo e se ne va per conto suo…in sintonia con il contesto, si direbbe.
Nell’insieme una grafica che sotto certi aspetti ha centrato il bersaglio nel creare atmosfere horror con una ambientazione ad effetto che esalta la violenza e il puzzo della morte, ma che per altri versi denuncia carenze nel motore e nel caricamento delle immagini, lentezze e ritardi nei dialoghi e nella precisione del cursore.

Sonoro – La musica di fondo è davvero molto buona, aderente al genere, non invasiva ma incisiva. I rumori d’ambiente invece, lasciano molto a desiderare, sono imprecisi e approssimativi; tanto per fare un esempio, quando il protagonista cammina, sembra strusciare sulla carta vetrata.
Quando i protagonisti parlano non sono mai inquadrati in primo piano, quindi non è possibile giudicarne la sincronia labiale.

Enigmi – Il gioco è del tipo punta e clicca in terza persona. Che dire degli enigmi? Per il 90% dei casi si tratta di procurarsi il modo di aprire porte: porte con chiavi, porte con codici, porte con impronte digitali (in questo caso basta tagliare il pollice di un cadavere con l’accetta, cosa volete che sia?) porte con tessere, porte con lacci, porte con lucchetti… Non manca niente. Quindi armarsi di carta e matita (sull’agenda elettronica dell’inventario si può contare poco, anche perché almeno un paio di volte riporta dati sbagliati) e raccogliere numeri, nomi, indizi nei posti più disparati. Specialmente addosso ai cadaveri.
Qui bisogna dire che la ricerca degli oggetti è tutt’altro che facilitata dalla grafica. Il cursore è impreciso e bisogna cliccare più e più volte in punti diversi per ottenere qualcosa usando l’icona giusta. Gli oggetti sono scarsamente visibili per l’oscurità e certe volte non si vedono affatto ma ci si capita sopra per puro caso o disperazione. Per giunta ci sono un paio di bugs che rischiano di bloccare il giocatore, in particolare quello nella sala di rianimazione (vedi soluzione).
Ci sono due o tre punti più difficoltosi ed interessanti nel gioco, il resto è piuttosto ripetitivo e si esaurisce nel cercare indizi per aprire le porte. Non ci sono prove di abilità, puzzle, prove a tempo e non si muore. Tutto avviene con molta calma e lentezza.

Interfaccia – L’interfaccia è antiquata e scomoda: in alto a sinistra appaiono 4 icone: “osserva”, “parla”, “prendi”, “agisci” e più tardi appare l’icona dell’agenda elettronica.
Bisogna selezionare l’icona per agire sugli oggetti ma spesso l’icona che noi riteniamo giusta non lo è: infatti talvolta per prendere gli oggetti si usa l’icona mano (prendi), altre volte l’icona dito (agisci) senza alcun motivo valido.
Se non si usa l’icona giusta, il cursore non reagisce, perciò è necessario rastrellare la schermata con le diverse icone prima di darsi per vinti.
Con il tasto “esc” si accede all’inventario che ha l’aspetto di un orologio, dove si possono regolare i settaggi, i sottotit, effettuare i salvataggi (illimitati), i caricamenti e l’uscita.

Conclusioni – In conclusione un gioco per adulti con aspetti contrastanti che può piacere soggettivamente o non piacere ma che sicuramente riesce a centrare l’obiettivo di “impressionare” il giocatore.

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