MATA HARI

  • Genere: Spionaggio
  • Editore:Anaconda
  • Sviluppatore: 4Head studio
  • Distributore:Anaconda
  • Rilascio: 2008
  • Tipo: 3D/2D Punta e clicca in terza persona
  • Lingua: Inglese – Sottotitoli italiano
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 15-20 ore
  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Proc. Intel Pentium IV o simile- 1,6Gh – Windows XP (Ram 512 MB)/Vista (Ram 1 Gb)- Scheda video compatibile DirectX 9.0c 128Mb Ram – Scheda audio Nvidia o ATI GPU (compatibile con Shader 2.0) e con DirectX 9.0c – 2 GB su HD – DVDROM – Tastiera – mouse.

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Chi non conosce la storia di Margaretha Geertruida Zelle, nome d’arte Mata Hari, leggendaria spia della prima guerra mondiale?
Ad inizio gioco sappiamo che la storia è narrata ad un giornalista da Elsebeth Schragmuller che rievoca le vicende della giovane Mata giunta a Parigi senza un soldo, con un matrimonio fallito alle spalle ma, ricca di determinazione e consapevole delle sue doti naturali, non tarderà a farsi notare. E queste doti le mette subito a frutto: le sue “armi” sono la seduzione e il ballo esotico, “scandaloso” per i benpensanti ma molto attraente per i frequentatori di teatri e cabaret.
Grazie alle sue frequentazioni passa da un amante all’altro, tutti con pingui sostanze alle spalle; però a Mata il denaro non basta mai, vive nel lusso ma è piena di debiti.
Per tornare alla trama del gioco, Mata viene avvicinata da un ambiguo faccendiere svizzero, certo Samsonet, che le propone di fare la spia: siamo alle soglie della Prima Guerra Mondiale e i Paesi europei cominciano a scaldarsi i muscoli, c’è bisogno di informazioni.
Attirata dal miraggio di grossi guadagni facili, la ballerina inizia a fare la spia per i tedeschi quasi come fosse un gioco redditizio, sfruttando le sue numerose amicizie nelle alte sfere militari di ogni paese, istruita nientemeno che dalla famosa Fraulein Doktor alias Elsebeth Schragmuller, la cui vera identità non è mai stata scoperta.
Acquisita sicurezza di sé, Mata pensa bene di prendere due piccioni con una fava e comincia a fare il doppio gioco diventando spia anche per i francesi.
Nella realtà tedeschi subodorarono il tradimento e la “bruciarono” con un messaggio cifrato in un codice già noto ai francesi consegnandola nelle loro mani e lasciandola al suo destino; dopo un breve processo, fu fucilata nel castello di Vincennes il 15 ottobre 1917, a soli 41 anni. Nel gioco le cose vanno diversamente ma questo sta a voi scoprirlo.

IL GIOCO

Questa intrigante storia, interessante, avventurosa, a suo modo misteriosa, con risvolti oscuri e mai ben chiariti e per giunta vera, poteva essere un boccone prelibato per i cultori di a.g e chiedeva solo di essere sviluppata in modo idoneo.
Il gioco invece ne fa un pallido schema riducendo la bella Mata ad una specie di galoppino che saltabecca in continuazione tra Parigi, Berlino, Madrid, Principato di Monaco come un piccione viaggiatore, senza la minima suspence.
Sull’ambigua personalità di Mata Hari è stato scritto molto: era una furba spia o una donna troppo sicura del proprio fascino, cinicamente usata e stritolata dal meccanismo implacabile delle convenienze politiche? Una donna lei stessa cinica e calcolatrice, ambiziosa, avida di guadagno facile, o una donna ingenua, una sentimentale seduttrice che inseguiva un sogno?
Il gioco non si cura affatto di questi risvolti psicologici preferendo offrirci una sorta di donna-contabile che pensa solo a tradire chiunque e comunque per fare quattrini (e punti). Insomma, un personaggio senza anima e carattere, un pupazzetto animato che “acchiappa” dove può.
Non nascondo la delusione sul modo in cui è stata affrontata questa storia dalla quale, lo confesso, mi aspettavo delle emozioni o quanto meno la rievocazione di una vicenda piena di pathos, di tensione, di intrighi, di suspence.
Niente di tutto questo: ho trovato un gioco tecnicamente ben fatto, elegante, con una bella grafica ma sostanzialmente banale.

Grafica – Grafica 3d con sfondi 2D ad effetto, ricca, colorata, molto nitida, luminosa e definita, ornata di particolari che descrivono in modo edulcorato lo stile “Deco” di inizio ‘900.
Frequenti animazioni vivacizzano gli sfondi che non sono mai statici, ma sono relativamente poco numerosi perché sempre gli stessi nelle varie località che si visitano.
Le figure sono inquadrate in primo piano durante i dialoghi e a dire la verità non colpiscono per la bellezza dei tratti; anche la protagonista, ignorando le immagini di copertina che ce la presentano come unafemme fatale, più che di una fascinosa spia, ha l’aspetto di un’adolescente ben sviluppata.
Mata va a letto con chi le conviene, sempre con la sua sexy-castigata guepière indosso (ormai nei giochi per avere un nudo o una scena osée bisogna indietreggiare agli anni 80-90!. Politically correct per minori che tuttavia di nudi ne vedono ovunque e dovunque e non sempre artistici…)
Ma torniamo a bomba: Mata pensa solo al “lavoro” anche in camera da letto ma in situazioni piuttosto improbabili. Apre casseforti, ruba segreti, traffica nella stanza mentre il suo amante se la dorme bellamente o se si sveglia e la reclama, Mata gli passa un cuscino per… consolarsi. Credibile? Giudicate voi.
I personaggi di contorno sono poco caratterizzati ed esistono solo in funzione delle azioni che Mata deve compiere, non per virtù propria.
L’unica figura che colpisce è forse quella della scienziata Marie Curie, ma messa in una situazione così ridicola che pare quasi una macchietta.
Bella grafica, in definitiva, ma a mio avviso assolutamente non adatta al tema trattato che avrebbe richiesto una grafica realistica, un po’ dark, di atmosfera e non da cartone animato, per intenderci.

Sonoro – Musica molto bella: un valzer lento orecchiabile, un po’ malinconico ma efficace che si lascia volentieri in sottofondo per tutto il gioco.
I rumori intervenfgono quando occorre. Il doppiaggio è in inglese con sottotitoli in italiano. La sceneggiatura lascia il tempo che trova.

Enigmi – Come ho accennato sopra, il gioco si risolve quasi interamente facendo viaggiare Mata da un posto all’altro per parlare con le varie persone, per ricevere o svolgere incarichi. L’interattività è davvero ridotta all’osso e nel suo insieme il gioco è di una facilità sconcertante, dirò poi perché.
Ci sono alcuni enigmi da risolvere ma sono davvero molto facili; gli oggetti so trovano facilmente anche con l’ausilio della barra spazio che segnala tutti gli hotspots: basta prenderli e usarli.
Ci sono due tipi di minigames: per andare in treno da un posto all’altro e guadagnare punti, Mata deve superare l’ostacolo di spie che cercano di impedirle il raggiungimento della meta. Man mano che si procede nel gioco, si avrà però anche la possibilità di evitare il minigame prendendo il treno espresso, ma non si guadagneranno punti.
Ci sono poi i balletti da fare per guadagnare denaro e punti e questi sono giochi arcade che definire rognosi e indisponenti, è già dar loro un merito.
L’impresario farà ballare Mata solo se trova un’ispirazione, perciò bisognerà andare in giro nei vari luoghi a cercare un punto in cui il cursore diventa lente poi tornare dall’impresario e proporre il balletto.
Mata balla sul palco con quattro cerchi intorno: appena inizia la musica le note scorrono verso questi cerchi e bisogna colpirle con il cursore quando sono al centro per realizzare una certa somma di punti. Se non si riesce bisogna ricominciare.
A cosa servono i punti? A variare il finale.
Niente paura: se (come me) avete in feroce antipatia i minigames inseriti nella a.g., questa volta si possono evitare andando sulle opzioni di gioco e scegliendo di visualizzare il pulsante con cui evitarli.
Il guaio è che questo pulsante serve anche ad evitare i pochi enigmi che si trovano in giro: si tratta di aggiustare i contatti in alcune scatole elettriche e di decrittare alcuni messaggi con una macchina e poco altro. Niente di che, roba abbastanza semplice che si risolve con qualche prova e riprova, ma il pulsante tentatore è lì a dirti: risolvimi! togliendo al giocatore anche la piccola soddisfazione di contribuire attivamente alla soluzione.
In tal modo il gioco procede sul velluto ed è praticamente impossibile restare bloccati. Se questo accade, basta riprendere a viaggiare e verificare di aver esaurito tutti gli argomenti con i vari personaggi.
Escluso il tempo che eventualmente si perde con questi malefici minigames, la sostanziale durata del gioco è davvero breve.

Interfaccia – Elegante. Il gioco si gestisce interamente da mouse.
Il cursore appare come una lente dove si può osservare e come una mano dove si può agire.
Spostandolo in basso si apre l’inventario a scomparsa.
Per parlare con i personaggi bisogna trascinarvi sopra l’icona dell’argomento: se l’icona si illumina è giusta.
Parlando con qualcuno si incamerano degli argomenti che poi vengono proposti quando si parla con la persona giusta, quindi basta trascinare l’icomna-argomento sulla persona ed è fatta.
A destra tre icone per il menu, per il salvataggio e il caricamento giochi, per il diario. Nel diario, oltre alle azioni fatte, vengono anche annotati gli obbiettivi da raggiungere.
Il menu di gestione è molto ricco di opzioni per settare il gioco anche con le schede grafiche poco performanti.
I salvataggi sono infiniti.

Conclusioni – Se un gioco si giudica per quel che è, non per quel che ci si aspetta che sia, questa è un’avventura graficamente elegante priva di reali difficoltà, divertente nella misura in cui la si accetta come un qualunque gioco con una bella grafica, tecnicamente ed esteticamente ben fatto .
Se però vi aspettate qualcosa di più, delle emozioni, del coinvolgimento o semplicemente degli enigmi solidi da affrontare, questo gioco vi deluderà e di sicuro non spenderete 45 euro per acquistarlo.

 

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