LOST IN TIME

  • Genere: Fantasy
  • Editore: Sierra
  • Sviluppatore: Coktel Vision
  • Rilascio: 1993
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 20-25 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
PC: 386DX 33 Mhz o superiore – S.O. DOS 5.0 o superiore – 2 MB memoria RAM – CDROM 2X – Scheda grafica VGA 256 colori – Scheda audio SB compatibile – Mouse – Oltre 610 Kb memoria libera

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

La protagonista di questa avventura è una donna e si chiama Doralice (remember Fascination?).
La ragazza ha ereditato una proprietà da un parente ignoto e si reca a visitarla. Si tratta del grande maniero de Prunellière con il giardino, la spiaggia, un grande faro ed un rottame di antico vascello naufragato sulla spiaggia.
Dopo un po’ che si aggira nei dintorni, vede un’ombra, cerca di seguirla e si ritrova sbalzata indietro, nel 1840, nella stiva di quello stesso vascello in navigazione, la nave “La Briscarde” in navigazione nel Mar dei Caraibi.
Durante il soggiorno nella nave, cercando di uscire dalla stiva, Doralice incontra altre due persone: uno schiavo e un altro viaggiatore del tempo imprigionato, un poliziotto del 2092 e, dopo averlo liberato, parlando con lui, qualcosa comincia a chiarirsi.
Un malfattore ha rubato un campione del prezioso minerale radioattivo “Americium” nascondendolo nel 1492 e il poliziotto spazio temporale è stato inviato a ritroso nel tempo per recuperare il minerale ed evitare un pericoloso mutamento storico – temporale che metterebbe a rischio l’umanità.
Lo schiavo, da parte sua, si rivelerà essere un antenato della stessa Doralice.
Doralice si trova di nuovo sbalzata al presente (1992)e deve proseguire la sua visita alla tenuta ereditata.
Qui dovrà risolvere un’altra serie di enigmi e viaggerà ancora indietro nel tempo finendo anche nell’Isola di San Cristobal.

IL GIOCO

N.B.
Il gioco gira in DOS e richiede un bagaglio di memoria libera di almeno 610 kb.
Può girare anche in Windows 95/98 ma solo installando una patch e seguendo alcuni accorgomenti suggeriti dal manuale.
In realtà seguendo solo i suggerimenti del manuale non sono riuscita a giocare in Windows perché il sistema denunciava sempre una mancanza di memoria.
Va inoltre settata la scelta della scheda audio. Buona fortuna.

Grafica – Il gioco è un punta e clicca classico, con visione a quadri fissi e grafica 2D.
L’azione è in prima persona e non non vediamo la protagonista se non attraverso alcuni filmati che intervallano il gioco e in cui vengono spiegata alcune circostanze.
La recitazione dei filmati è affidata ad attori veri, pe il resto gli ambienti sono disegnati o ricavati da immagini fotografiche, per cui il gioco è un misto di finzione e di realtà.
La definizione non è il massimo, anzi i contorni delle immagini e degli oggetti risultano sempre un po’ sfocati come quelle di una macchina fotografica usata da un miope che ha dimenticato gli occhiali a casa: diciamo che è ad un livello accettabile e nulla più.
La mistura fra realtà e finzione scenica (foto reali e disegno) non manca di creare una certa atmosfera che è forse la migliore peculiarità del gioco e di marcare la caratteristica dell’avventura tra presente e passato.

Sonoro – Il gioco non ha parlato ed è fornito solo di sottotitoli nelle scene in cui la protagonista parla con qualcuno. Per il resto, silenzio.

Enigmi – Gli enigmi rientrano nel genere del classico gioco d’avventura; sono per la maggioranza costituiti dal consueto “cerca ed usa”, ma per alcuni bisogna mettere in campo anche una certa capacità di intuizione ed un poco di fantasia creativa e non risultano poi tanto semplici. Ad esempio il puzzle per aprire la porta del maniero richiede una sequenza di azioni legate tra di loro che non è immediatamente intuibile.
In particolare, proprio l’ultima sequenza sull’isola di San Cristobal, risulta piuttosto irritante: si tratta di un enigma a tempo in cui, per riuscire, bisogna cliccare in un punto abbastanza diverso da quello che il buon senso e la logica vorrebbero e si è costretti a ripeterlo più volte prima della buona riuscita.
La conclusione, a dire il vero, è piuttosto deludente e non riserva le consuete sorprese o i filmati che chiudono di solito il gioco.

Interfaccia – E’ nel bordo alto dello schermo. L’inventario si richiama con il tasto destro e con lo stesso tasto, una volta preso l’oggetto, lo si ripone o lo si usa su altri oggetti.
Il cursore si attiva sugli oggetti sensibili e ne indica il nome, perciò non è molto complicato trovarli.

Conclusioni – Un bel gioco, anche piuttosto innovativo per il suo tempo pur con i limiti descritti, considerato fra i “classici” antesignani del genere, capace di coinvolgere.

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