L’ENIGMA DI MASTER LU

  • Genere: Avventura classica
  • Editore: Sanctuary Woods
  • Sviluppatore: Woodworks Studios
  • Rilascio: 1995
  • Tipo: 2D P & C in terza persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 14+
  • Durata: 25 – 30 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
S.O. Dos/Win95 – 486/33 – 8 MB RAM – Scheda video SVGA 640×480 256 colors – 8 MB su HD – CD-ROM 2X – Scheda audio SB compatibile – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Siamo verso la metà degli anni ’30. Il gioco inizia in Egitto, dove due loschi beduini inseguono Robert Ripley ( novello Indy) con intenzioni tutt’altro che benevole e solo una fortunata coincidenza riesce a salvarlo.
Robert è un avventuriero che gira il mondo alla ricerca di reperti strani e meravigliosi per arricchire il suo originale museo, l’ “Odditorium”. Un giorno, rientrando al museo con la sua assistente Mei Chen. trova il fido Feng Li in balia del cobra più lungo del mondo.
Dopo aver liberato Feng li, viene a sapere che due cinesi hanno rubato i documenti sul primo imperatore della Cina Qin Shi Huang Di.
Pare che la tomba di questo imperatore nasconda un sigillo in grado di dare l’immortalità a chi lo possiede. Questo potente talismano, nelle mani sbagliate, potrebbe essere un grave pericolo per il mondo.
Da qui parte l’avventura di Robert che dovrà visitare le più remote località della terra per impedire una tale catastrofe.
La storia è molto elaborata, ricca di sviluppi e coinvolgente.

IL GIOCO

Grafica – Il gioco è un punta e clicca in terza persona. Su sfondi 2D disegnati, si muovono personaggi filmati dal vero, dando l’impressione di una profondità 3D.
Va detto che la grafica è veramente notevole.
Come ho già detto, il gioco ci porta a visitare diverse parti del mondo: partendo da New York, andremo in Cina, in Perù, nell’Isola di Pasqua, a Danzica… Ogni inquadratura è una bella sorpresa, con scenari di una chiarezza e di una luminosità incredibili, una ricchezza di particolari e di caratterizzazioni che fanno godere l’occhio e la fantasia.
Questa pienezza grafica, ricca di colori brillanti e al contempo armoniosa, costituisce senza dubbio un incentivo al coinvolgimento del giocatore, un valore aggiunto ad un gioco già di suo intrigante.
I personaggi filmati, applicati allo sfondo, sono piuttosto piccoli, quindi è pressoché impossibile vederne il volto ma nei momenti topici una piccola inquadratura ci offre il primo piano degli attori regalandoci per qualche istante le loro espressioni facciali. I caratteri sono ben delineati soprattutto dai dialoghi, frequenti e a volte un tantino prolissi; Robert è l’anti-eroe, un po’ ironico, più fortunato che eroico che, anche grazie a noi, riesce a cavarsela in tutte le situazioni.
Il gioco è concepito per Dos ma può essere installato anche in Win 95, seguendo le istruzioni apposite.
Voglio precisare, per correttezza, che qualche problemino di funzionamento c’è stato. Non so se si tratti di bugs, ma in certi punti il gioco si impallava impietosamente restando fisso sulla clessidra. E’ successo quando ho tentato di parlare con il giardiniere Wolf nella prima schermata della villa dell’ “Asso di picche” e in un altro paio di punti. Ho però potuto constatare che, facendo le stesse azioni in tempi diversi, l’empasse non avviene.
Pur avendo portato a termine il gioco, ho ritenuto opportuno segnalare questi inconvenienti.

Sonoro – Musiche molto belle, originali e un doppiaggio di ottima qualità in italiano.

Enigmi -Nella migliore tradizione dei giochi classici d’avventura, la maggior parte degli enigmi sono legati all’uso degli oggetti in inventario. Gli enigmi sono tutti logici e hanno una loro ragion d’essere. Quando si arriva al laboratorio del barone, bisogna assemblare una quantità di oggetti per uscirne: difficile ma non stressante. Stressante è invece il labirinto del convento (poteva mancare un labirinto?) C’è poi una relazione di dati da comporre, che porta ad una semplice equazione, un esempio di enigmistica classica.
Insomma, enigmi di vario tipo e difficoltà in un mix interessante che impegna senza esasperare.
Si possono osservare molti oggetti ma non si prendono tutti.
Il gioco non è lineare; si può andare e venire nelle diverse locazioni e completare gli enigmi in ordine diverso.
In alcuni casi gli oggetti da individuare sono davvero di un pixel, ma viene in aiuto la lente d’ingrandimento che si attiva sulle zone sensibili e ne segnala la presenza con il nome.

Interfaccia – Nella fascia bassa dello schermo una fascia con gli oggetti dell’inventario. Le azioni si possono scegliere in tre icone: prendi, usa e guarda. Ogni volta che si fa un’azione bisogna cliccare sull’apposita icona e questo non è molto comodo.
Il cursore si trasforma in lente sopra gli oggetti sensibili e li descrive, questo è comodo specie quando gli oggetti sono pressoché invisibili ad occhio nudo.
Una mano con dito alzato porta al menu principale dei salvataggi ( molti) e del settaggio volume.

Conclusioni – Un bel gioco, con una grafica sorprendente, enigmi interessanti e una storia di tutto rispetto.

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