LARGO WINCH

  • Genere: Giallo
  • Editore: Ubi Soft
  • Sviluppatore: Dupuis
  • Rilascio: 2002
  • Tipo: 2D P & C in terza persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 20-25 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
S.O. Win 95/98/ME/XP – PII – 300 – Sound card – Ram 64 Mb – HD 350 Mb – Video 3D – CD 4X -Directx 8 – 350 MB su HD

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Il personaggio di Largo, creatura di Jean van Hamme, appartiene al mondo dei fumetti. Il successo ottenuto e il genere avventuroso ne hanno fatto un soggetto ideale per avventure grafiche, adatto ad un pubblico senza particolari esigenze dal punto di vista spettacolare o dell’azione di gioco.
Si tratta di un’avventura grafica in prima persona, ricca di locazioni, di colpi di scena, che si “racconta” bene; la struttura narrativa, dalle connotazioni giallo – spionistiche, è leggera ed incuriosisce quanto basta per voler arrivare fino in fondo e scoprire insieme al protagonista i numerosi misteri che si snodano tra passaggi segreti, voli intercontinentali, interessi di multinazionali, falsi monaci, spionaggio industriale e belle ragazze.
Largo è stato adottato da un plurimiliardario (in dollari) che lo ha lasciato erede, oltre che dell’immensa fortuna, anche della Winch Corporation, una multinazionale che ramifica i suoi interessi in ogni parte del mondo.
Il giovanotto, oltre ad essere bello, aitante e coraggioso, è un giovane dabbene, quindi pensa sia giusto aiutare le popolazioni del Terzo mondo e l’avventura inizia proprio dall'”evento” che celebra l’invio di aiuti umanitari a due fantomatici Paesi africani in guerra tra di loro.
Da questo momento la storia si complica e si tinge di giallo, per cui il nostro eroe sarà costretto a recarsi di persona in varie parti del mondo (con il jet personale, ovvio) per risolvere alcuni problemi legati al furto di semi di colza transgenica creati abusivamente nei laboratori Winch di Veracruz, affrontando pericoli e tranelli che saprà abilmente superare fino all’epilogo.

IL GIOCO

Grafica – La grafica in 3D è risultata “pesante” in termini di gestione della memoria, pur se si usufruisce di una Geforce 3 e non eccelle nella qualità delle immagini. Le figure sono rigide, spigolose e i punti di vista non sempre efficaci ma nel complesso il gioco scorre in modo fluido e senza intoppi.
Le ambientazioni sono varie ma, a parte poche eccezioni, non molto originali sia nelle architetture che negli arredi degli interni; diciamo piuttosto standard. Forse risentono dell’essenzialità del fumetto da cui derivano.
Un difetto lo si può riscontrare nel fatto che alcuni movimenti del protagonista (salire le scale, spostarsi da un ambiente all’altro) sono proposti in forma di filmato e questo rallenta il ritmo del gioco.

Sonoro – Il sonoro è costituito da un sottofondo ritmico che lascia il tempo che trova. La qualità del parlato è buona ma del tutto indipendente dalle espressioni e dai movimenti labiali dei protagonisti.
I dialoghi sono in inglese sottotitolati in italiano: troppi, non sempre necessari e non sempre evitabili con la barra spaziatrice.

Enigmi – L’avanzamento del gioco è piuttosto semplice e facilitato dal fatto che quando il protagonista deve compiere un’azione, l’oggetto o la persona si illuminano.
Altro discorso per i vari rompicapo che si incontrano: quello del “virus informatico” è ripetuto più volte e in modo progressivamente più difficile; sarebbe stato meglio variare.
I combattimenti sono facilmente superabili anche da un non esperto nel genere e in definitiva siamo di fronte ad un’avventura “tranquilla” che si può giocare in modo rilassato.

Interfaccia – E’ semplice e si può usufruire nelle prime fasi di un aiuto automatico che spiega come gestire le diverse opzioni tra le quali joystick o tastiera. L’uso degli oggetti in archivio risulta un poco macchinoso ma ciò è dovuto essenzialmente al fatto che, se si gioca con la tastiera, bisogna premere più tasti.
Quando il protagonista muore, o se si desidera tornare ad un gioco salvato, non si può accedervi immediatamente ma bisogna uscire e ricominciare. Scomodo.

Conclusioni – Un gioco coinvolgente, variato, con enigmi non troppo difficili se si esclude quello dello stressante “Virus informatico” ripetitivo e progressivamente più difficile, che poteva anche essere risparmiato senza che il gioco ne risentisse.

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