KING’S QUEST V – Absence Makes the Heart go Yonder!

  • Genere: Favola
  • Editore: Sierra
  • Sviluppatore: Sierra
  • Rilascio: 1992
  • Tipo: 2D P & C in terza persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 8+
  • Durata: 15-20

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
S.O. Dos/Win3.1 – Pc Proc.386/486 o superiore – 4MB RAM -Scheda video VGA 256 colori – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Il principe Graham torna spensierato al suo castello, impaziente di riabbracciare la sua famiglia, ma ecco che il perfido mago Mordack fa sparire il castello con tutti i suoi abitanti.
Quando Graham si accorge della sparizione non sa darsene una ragione, ma interviene il saggio gufo Cedric a raccontargli come sono andate le cose.
Il povero Graham non sa che pesci pigliare ed è ancora Cedric a consigliarlo di rivolgersi al suo padrone, il mago buono Crispin. Un tantino arteriosclerotico, ma sempre funzionante.
Graham segue il consiglio e qui comincia la sua avventura, un lungo percorso che lo vedrà partecipe di magie e di sortilegi ma che alla fine lo condurrà alla sconfitta del malvagio mago e ad un finale da favola.

IL GIOCO

Grafica – Per il tempo in cui fu pubblicato (1993) il gioco poteva dirsi fra i più riusciti, segnando un netto progresso rispetto ai precedenti episodi con lo stesso titolo editi dalla Sierra.
Realizzato con grafica 2D, è molto curato nell’ambientazione che richiama il classico mondo delle favole, nei colori, nei particolari. Lo schermo è pieno, interamente e piacevolmente disegnato.
Buona l’idea di affiancare al giovane principe il saggio gufo parlante che lo consiglia ed interviene nei momenti di pericolo.
Le animazioni sono naturalmente quelle che ci si può attendere da un gioco di quell’annata e tuttavia sono fluide ben realizzate nella loro ingenuità.

Sonoro – Il gioco è sottotitolato in italiano e ai dialoghi si aggiunge il fumetto scritto quando intrvengono i vari personaggi.
L’audio è costituito da un’allegra musichetta Midi, molto caratteristica ed originale che entra nell’orecchio e diventa quasi una carta di identità del gioco stesso.

Enigmi – Questa volta gli autori hanno usato un maggiore equilibrio nella la difficoltà degli emigmi che si integrano perfettamente al gioco. Non per questo possiamo definirlo un gioco facile, tutt’altro.
Anche qui è facile morire e vi sono molti tranelli da evitare ma essendo la definizione grafica molto migliore dei giochi precedenti, anche trovare gli oggetti e i punti sensibili della schermata ne risulta agevolato.
Non manca neanche in questo gioco una locazione per così dire “tosta” dove si ha bisogno di una mapèpa; si tratta del deserto che se sbagli non perdona, per cui il consiglio è sempre il solito: salvare, salvare, salvare.

Interfaccia – L’avanzamento è del tipo punta e clicca con passaggio da una schermata all’altra in modo continuativo.
L’interfaccia, molto innovativa rispetto ai giochi precedenti, caratterizzarà d’ora in poi per un bel pezzo, tutti i giochi della Sierra e che mi pare in assoluto la più pratica e funzionale.
Con il tasto destro del mouse si cambia l’icona dell’azione da compiere, con il tasto “Esc” si accede all’inventario ed alle opzioni del menu.

Conclusioni – Un gioco divertente per piccoli e grandi, abbastanza lungo e complicato da tenere impegnati per un bel numero di ore ma non stressante.

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