NANCY DREW N. 20 – Ransom of the Seven Ships

  • Genere: Giallo investigativo
  • Editore: Her Interactive
  • Sviluppatore: Her Interactive
  • Rilascio: 2009
  • Tipo: 2D/3D P & C in prima persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 12 +
  • Durata: 20 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Windows® XP/Vista – Pentium 1 GHz o suoeriore I equivalente – RAM 128 MB – 1 GB su HD – Scheda video 32 MB DirectX 9.0 compatibile – Scheda audio 16 bit DirectX compatibile – CD-ROM 24X . tastiera-mouse-altoparlanti.

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Nancy Gorge e Bess hanno vinto una vacanza in un villaggio-vacanze di un’isola tropicale ad est delle Bahamas. Nancy arriva un giorno dopo i suoi amici ed ha la scioccante notizia che Bess è stata rapita.
I proprietari del villaggio-vacanze non possono essere trovati, Nancy e George sono tagliate fuori dalle comunicazioni con il mondo esterno.
Dai rapitori viene fatta una richiesta: per riavere Bess, Nancy deve trovare il tesoro di El Toro, un capitano della marina spagnola che 300 anni fa è scomparso con la sua flotta nei pressi dell’isola.
Ora, io capisco che si tratta di fantasia, ma visto che in tutta l’isola, oltre a Nancy e la sua amica Gorge, si vede solo un tizio, un hippy in tenda di nome Jhonny, ci vuole un genio per capire chi è il rapitore?

IL GIOCO

Non mi stancherò mai di ripetere che tante avventure grafiche, che sarebbero di buon livello, vengono sciupate dal vezzo degli sviluppatori di inserirvi una serie di minigames, di giochini arcade o di destrezza, giochini a tempo e via dicendo, che con le a.g. non hanno nulla a che fare.
Le avventure di Nancy Drew sono esemplari, a questo proposito; dotate di storie più o meno interessanti ma sempre varie, con una grafica più che dignitosa, con enigmi a volte anche molto difficili ma sempre logici, costringono tuttavia il giocatore a piegarsi al minigame, se vuole andare avanti.
E non che siano di semplice esecuzione. Richiedono a volte un’infinità di ripetizioni per riuscire a spuntarla, con una perdita di tempo notevole.
Perdita di tempo? E’ un gioco! E’ vero, sempre di gioco si tratta, ma secondo il mio criterio, si gioca per divertirsi. Se il gioco diventa una estenuante battaglia con un minigame che non si riesce a superare, si trasforma in uno stress e finisce il divertimento.
Quelli della Her Interactive non leggeranno mai questa recensione, ma se così fosse , rivolgerei loro la preghiera di dare almeno una chance al giocatore inesperto per glissare i minigames.

Grafica – Grafica 3D con sfondi 2D, di buona fattura. L’ambiente esotico ci mostra spiagge rosa e jungla rigogliosa, qualche interno e delle scene subacquee, il tutto abbastanza dettagliato e piacevole a vedersi.
I personaggi questa volta sono ridotti al minimo, infatti se ne vedono solo 2 e sempre in modo statico. Gli enigmi sono sempre molto chiari e ben visualizzati.

Sonoro – La musica cambia a seconda delle circostanze, è gradevole e mai invasiva.
I rumori si limitano qualche sottofondo d’ambiente, qualche scalpiccio e all’uso di meccanismi.
Come al solito si parla tanto, forse troppo e i dialoghi non si possono bypassare.

Enigmi – Dico subito che non è un gioco per principianti. Gli enigmi sono abbastanza difficili e richiedono tutti tempo e riflessione per essere risolti. Il guaio è che molto spesso il tempo non c’è; infatti alcuni enigmi si svolgono sott’acqua con un tempo limitato. Bisogna prima trovare il luogo, poi l’enigma, poi capire di cosa si tratta, poi risolverlo.
Inevitabilmente si muore molte volte, e anche se il gioco si ripristina evitando di dover caricare una partita precedente, la ripetitività stucchevole di certe azioni diventa obbligatoria ed estremamente noiosa. Ad esempio, negli enigmi subacquei il gioco si ripristina sulla barca e bisogna ogni volta rifare tutto il percorso sottomarino per raggiungere il luogo che interessa e questo magari decine di volte.
La cosa più noiosa di questo gioco sono indubbiamente le giravolte che bisogna fare per tutta l’isola alla ricerca di indizi.
Nancy guida un trabiccolo (che prima deve far funzionare aggiustando la batteria), nei vari parcheggi. Ci sono anche luoghi “fuori strada” che bisogna trovare con una esplorazione attenta.
Bisognerà anche navigare (e anche qui si muore facilmente), immergersi, scavare, più volte nel corso del gioco. Le locazioni non sono molte perciò alcuni enigmi finiscono per ripetersi, con qualche variante, negli stessi posti.

Interfaccia – Sempre la stessa. Alla base della schermata tutte le icone necessarie

Conclusioni – Sinceramente l’ho trovato un gioco inutilmente stressante, sotto più punti di vista.
Sfrondando il gioco da tutte le chiacchiere, i minigames, i giri inutili, le ripetizioni, sostanzialmente si può risolvere in una decina di ore. Il voto basso è dovuto a questi éscamotage che gli sviluppatori si inventano per allungare il brodo e far durare il gioco più a lungo di quel che meriti.

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