NANCY DREW N. 17 – Legend of the crystal skull

  • Genere: Giallo investigativo
  • Editore: Her Interactive
  • Sviluppatore: Her Interactive
  • Rilascio: 2007
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 12 +
  • Durata: 20 – 25 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
XP/Vista – Pentium 1 GHz o superiore o tipo equivalente della CPU – 128 MB RAM – 1 GB + su HD – Scheda grafica 32 MB compatibile DirectX 9.0 – Scheda video 16 bit compatibile DirectX – CD-ROM 24X – mouse – altoparlanti.

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Nancy è in viaggio di piacere a New Orleans e Ned le chiede di fare visita ad un giovane amico che ha da poco perso lo zio e appare depresso.
Nancy va dunque nella casa del defunto Bruno Bonet per fare visita a suo nipote Henry, ma nel soggiorno viene assalita da qualcuno mascherato da scheletro.
Viene fatta rinvenire dalla governante di casa, signora Renée, e fa la conoscenza di Henry.
Vale la pena di soffermarsi sulla figura di Henry che pare il gemello monovulare del giovane dracula, con un viso quasi femmineo e tratti un poco sulfurei. Una raffigurazione singolare per questa serie dove i personaggi sono quanto di più normale e popolarmente sano si possa immaginare.
Ma proseguiamo con la storia. Nancy chiede ad Henry, ormai padrone di casa, di indagare sulla misteriosa aggressione dando qualche occhiata in giro.
Altro che occhiata! Ficcherà il naso da cima a fondo con un andirivieni che avrebbe scosso i nervi anche di un paguro! Ma tant’è, nei giochi succede che nessuno fa caso ad un’ospite che apre porte, sposta mobili, viola tombe ecc ecc.
Nancy scopre che il defunto proprietario della casa era un tipo assai singolare: teneva in giro animaletti addestrati, una gran quantità di occhi di vetro, congegni strani, passaggi segreti e soprattutto possedeva un teschio di cristallo capace di dare l’immortalità, salvo il fatto che chiunque lo possedeva finiva male.
Quale sarà il compito di Nancy Drew se non quello di trovare questo famoso teschio?

IL GIOCO

Chi gioca con un’avventura di Nancy Drew assomiglia a quelle coppie non più giovanissime che vanno in villeggiatura da trent’anni nello stesso alberghetto di montagna dove sanno esattamente quello che li aspetta.
Voglio dire che la lunga serie di Nancy Drew (un record nel mondo delle a.g.) deve il suo successo (negli USA) oltre che alla popolarità dei romanzi che hanno per protagonista l’investigatrice adolescente, anche al fatto che il giocatore sa esattamente cosa aspettarsi.
Certamente nel corso degli anni qualcosa è cambiato: la grafica, l’interfaccia, un migliore doppiaggio, il motore del gioco, persino la tipica musica che familiarmente accoglieva all’inizio.
Le caratteristiche generali sono tuttavia rimaste inalterate.
Perciò il giocatore sa a priori che si troverà ad affrontare una grande quantità di enigmi, più o meno difficili ma tutti logici, sa che dovrà affrontare dei giochi di abilità a volte veramente stressanti, sa che dovrà camminare molto, parlare molto, telefonare molto, fare attenzione agli orari (alcune avventure si svolgono in tempo reale), consultare molti documenti e cercare indizi a volte molto esili per sbloccare il gioco.
Forse sono proprio queste certezze che favoriscono lo “zoccolo duro” degli aficionados e inducono la Her Interactive a proseguire con la serie.

Grafica – Una grafica 3D con sfondi 2D ad avanzamento direzionale salvo alcune zone in cui è possibile avere una visuale a 360°.
In questi casi però l’avanzamento circolare procede a scatti, privo di qualunque fluidità.
Il gioco si svolge in notturna, in una casa dove il temporale ha interrotto la corrente, quindi si vive al lume di candela.
Di conseguenza gli ambienti sono ombrosi, tenebrosi ma non oscuri al punto da non poter distinguere oggetti e cose. Il cursore aiuta a trovare indizi, ma stranamente, una volta preso ed usato l’oggetto, a volte il segnale attivo scompare a volte no, confondendo alquanto le idee del giocatore.
La definizione è buona e altrettanto si può dire della descrizione ambientale che nella serie è sempre stata ben curata.
Le locazioni da visitare sono poche: della magione signorile ci è consentito visitare solo 4 ambienti: la biblioteca, con libri ed altri oggetti, un soggiorno con una quantità di oggetti strani, tra i quali il plastico di un cimitero, una camera da letto squallidamente in disuso e una camera da letto squallidamente in uso.
Gli esterni sono invece più interessanti ma anche qui il numero delle locazioni è scarso e i percorsi obbligati non consentono grande esplorazione; un giardino dove troviamo accesso al mausoleo del defunto padrone di casa e ad un cimitero sotto una pioggia costante nella notte rischiarata da qualche lampo.
Non si pensi tuttavia che questo sia un gioco horror: non c’è assolutamente niente di macabro, a parte qualche osso, né colpi di scena che fanno sussultare.
In quanto ai personaggi si nota un progresso grafico reale: sono ben descritti, con un buon sincrono verbale, movimenti ed espressioni visuali naturali, ma il numero è davvero esiguo.
I due più frequentati nella casa, Henry e Renée e altri due che conosciamo di sfuggita, il dottor Budford e Lamont. Gli enigmi sono chiari anche se non certo luminosi, ma tutto ciò che va visto, si vede bene.

Sonoro – La tipica musica della serie è pressoché scomparsa. La musica di fondo, un misto tra jazz e percussioni, interviene di tanto in tanto poi scompare.
Sono invece costanti i rumori d’ambiente: la pioggia, i passi, cigolii di porte, meccanismi e un gufo che ogni tanto gufa nella notte.
Il doppiaggio sembra più curato e naturale che nei giochi precedenti.
Purtroppo i dialoghi sono sempre terribilmente lunghi e noiosi e non c’è possibilità di evitarli.

Enigmi – Gli enigmi sono tanti e alcuni piuttosto difficili. Ci sono enigmi in cui è indispensabile consultare la documentazione, enigmi che si possono risolvere per ragionamento e giochi di abilità che non mancano mai, purtroppo, in questa serie.
Dico purtroppo perché a volte sono davvero stressanti e si rischia di rimanere bloccati perché non si acchiappa al volo una pallina o non si riesce a mandarla nel buco giusto.
Chissà per quale motivo i giochi di Nancy drew sono sempre infarciti da questi giochini di abilità che non tutti sono in grado di affrontare. Io credo che invece di fare una scelta tra modalità “Senior” e modalità “Junior” all’inizio del gioco, dovrebbero fare un’opzione per chi vuole fare il gioco senza lo stress di queste prove a volte snervanti. Anche in questo gioco si può morire ma c’è sempre una seconda opportunità.
Comunque, per tornare agli enigmi, uno in particolare è risultato molto ripetitivo e noioso: la ricerca delle tombe.
In pratica bisogna cercare alcune tombe nel cimitero e ogni volta tornare indietro nella casa per fare una certa operazione, se non ricordo male, per 9 volte.
Visto che c’è un plastico del cimitero, mi chiedo perché mai gli sviluppatori non hanno pensato di creare dei links che evitassero questi camminamenti. Sono sempre più convinta che quando si incontrano tali lungaggini, si tratti solo di éscamotages per allungare il brodo e i tempi di gioco.
Si tratta in buona sostanza, di scovare nella casa 24 bulbi oculari nascosti nei luoghi più impensabili e rintracciabili solo grazie ad una lunga serie di enigmi da risolvere, spesso divertenti e originali.
In questo episodio Nancy è coadiuvata nelle indagini dalla sua amica Bess che sta in un albergo del quartiere francese di New Orleans e in due o tre occasioni le passa l’azione.
Ah, dimenticavo una cosa importante: questa volta Nancy non deve fare i lavori domestici, non ci sono orari, non deve andare a dormire nelle ore più improbabili per svegliarsi la mattina dopo, non deve preparare pasti né fare dolci né accudire chicchessia. Evviva!

Interfaccia – L’interfaccia non presenta cambiamenti; alla base dello schermo tuitte le icone che servono.
Un appunto va fatto all’inventario. Gli oggetti inseriti in quadratini dal fondo nero sono pressoché invisibili ed è molto difficile distinguerli e sapere di cosa si tratta; non sono contraddistinti da un nome, quindi a volte bisogna andare a casaccio. Inoltre anche gli oggetti che non servono più restano nell’inventario aumentando la confusione.
Solo i documenti hanno il logo dell’occhio che li ingrandisce.
I salvataggi sono infiniti e si possono individualizzare.

Conclusioni – Si tratta di uno dei migliori giochi della serie soprattutto per il numero e la difficoltà degli enigmi, nonché per un’atmosfera che è diversa dal solito, più misteriosa e coinvolgente.

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