NANCY DREW N.11 – The curse of Blackmoor Manor

  • Genere: Giallo investigativo
  • Editore: Atari
  • Sviluppatore: Her Interactive
  • Rilascio: 2004
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 10-15 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Pentium 400 mhz, Ram 64 MB, 300 MB su Hd, Scheda video 16 bit con 16 MB Vram, Scheda audio stereo Win compatibile, mouse, tastiera, speakers.

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Episodio n. 11.
Nancy è chiamata questa volta in un antico maniero della vecchia Inghilterra per indagare sulle cause di un misterioso malore che ha colpito Linda, figlia di una sua vicina di casa, andata sposa ad Hugh Penvellyn.
Fin dal suo arrivo Nancy si trova davanti inquietanti fenomeni: qualcosa di torbido si nasconda tra quelle mura. Figure spettrali si aggirano nel cuore della notte, occhi fiammeggianti nel buio, licantropi, fantasmi, passaggi segreti.
Linda si nasconde agli occhi di tutti, è sofferente, perché? Cosa nasconde Ethel, la tutor della piccola Jane con cui compie misteriosi rituali notturni? E Mrs Drake è proprio quella rispettabile zitella inglese che vuol sembrare? Molti sono i misteri da svelare e come sempre non mancherà il colpo di scena finale.

IL GIOCO

Grafica – La grafica, probabilmente la migliore dei giochi della serie, si presenta sontuosa e particolareggiata, ricorda assai poco l’ambiente di un castello inglese medievale; per dirla tutta, non si avvicina ad alcuno stile ma ha uno stile tutto suo e si intuisce presto che quegli arazzi, quei soprammobili, quelle sculture, quei quadri, hanno tutti qualcosa da rivelarci.
I segreti di una strana famiglia dedita all’alchimia e al “gioco” inteso come enigma disvelatore in cui l’ignaro visitatore si imbatte d’improvviso.
L’avanzamento punta-e-clicca è direzionale con tratti di visuale a 360°. Nessuna difficoltà nella gestione del gioco che pur non essendo velocissimo, si comporta bene. L’unico neo è nella visuale a 360° che risulta lenta e scattosa.
Le animazioni avvengono soprattutto durante i dialoghi con i vari personaggi, per il resto sono poche ma d’ effetto.
I personaggi sono pochi ma ben caratterizzati, i movimenti naturali la sincronia labiale ben curata. Anche gli ambienti non sono numerosi, ma tutti estremamente dettagliati e godibili.

Sonoro -Il sonoro del gioco non tradisce, infatti il tipico motivetto, fin dal primo episodio, accompagna tutte le puntate della serie. Effetti sonori puntuali e realistici anche se non dettagliati.

Enigmi – Questa volta gli enigmi sono veramente sopra la media. Ogni angolo della casa ne nasconde uno. In sintesi, per risolvere il gioco bisogna trovare sei pezzi da inserire nelle colonne dell’atrio della casa. Gli indizi per arrivare questi oggetti si trovano sparsi per la casa, nei documenti, nei quadri, nella tappezzeria… Pian piano si realizza che “La casa” stessa è un enigma, proprio questo è il motivo della sua stranezza e singolarità: un gran numero di scomparti, di passaggi segreti e l’immancabile labirinto, croce e delizia degli avventurieri.
Ma attenzione, non un semplice, caro, vecchio labirinto, no. Dopo un’ora di andirivieni si comincia ad intuire che qualcosa non va e allora… calma e sangue freddo, cerchiamo di capire come funziona. E così scopriamo uno strano meccanismo di porte che si aprono e si chiudono senza alcuna logica apparente, ma che in realtà una logica la nascondono.
Nel corso della storia, per ottenere oggetti vari da Jane, dovremo ripetutamente giocare giochini (si perdoni la ripetizione) da tavolo non sempre divertenti ed effettuare interminabili andirivieni per ottenere delle parole chiave da un ottantacinquenne pappagallo latinista. Lungaggini superflue che potevano esserci risparmiate senza alcun detrimento.
Gli enigmi non sono esasperanti, nel complesso sono divertenti, logici ed originali, c’è gusto a risolverli anche se per alcuni la soluzione è più complessa, come ad esempio quello dell’alchimia in cui bisogna trovare la composizione chimica di alcune sostanze.
Vi sono prove a tempo, si muore un po’ meno che in altri episodi ma si muore. Però c’è sempre la seconda opportunità.

Interfaccia – L’interfaccia è quella di sempre, solida e sperimentata. Questa volta i salvataggi sono illimitati, una novità davvero opportuna vista la difficoltà del gioco.

Conclusioni – In conclusione, nella ludoteca di un giocatore di avventure grafiche non possono mancare i giochi di Nancy Drew e questo è l’episodio più completo in ogni senso della serie.

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