PENUMBRA OVERTURE

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Windows 2000/XP /Vista – Processore 1550 GHz – 512 MB RAM – 800 MB su HD – Scheda video ATI Radon 8500 / Nvidia GeForce3 Ti (GeForce 4MX non supportata) – Scheda audio compatibile DirectX

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Il giorno dei funerali della madre, Philip riceve un plico proveniente da suo padre, dato per morto o per disperso da 30 anni in Groenlandia e che lui non ha mai conosciuto perché era partito prima della sua nascita.
Dopo aver fatto tradurre il manoscritto, decide di imbarcarsi in un’avventura che lo porterà tra i ghiacci di quell’isola alla scoperta di non si sa bene cosa, forse di una verità sulla scomparsa di suo padre.
Si trova così in un sotterraneo costituito da diversi livelli e popolato da bestie aggressive e sanguinarie; troverà qui altri documenti ed istruzioni che lo aiuteranno a proseguire nell’esplorazione.
Non c’è molto più da dire, si tratta di uno di quei giochi dove la storia è solo un espediente per avviare il gioco in un certo contesto.

IL GIOCO

Grafica – Il gioco, in prima persona, ha un motore grafico completamente 3D del tutto innovativo. Infatti il motore grafico è concepito per dare una tridimensionalità reale al giocatore e mi spiego.
Gli oggetti si possono afferrare con la mano e usare, lanciare, spostare, trasportare, sollevare (se non pesano troppo); possono incontrare ostacoli, rotolare, cadere se messe male una sull’altra, possono essere prese e portate in giro, insomma il motore grafico è fatto per rendere al massimo il realismo immersivo del giocatore nella schermata.
Certo inizialmente per chi non è pratico (come me) di questo genere di grafica che si governa con mouse e tastiera, non è facile gestire il gioco, bisogna farci un poco l’abitudine specie quando si tratta di manipolare oggetti sulla schermata (come attaccare una scala ad un gancio).
La grafica del gioco non è entusiasmante: i sotterranei sono tutti più o meno simili, con una dominante di grigi e con una definizione non proprio eccellente. Tuttavia va detto che, al di là di un apprezzamento estetico, la grafica va valutata anche per il tipo di atmosfera e di suggestione che riesce a creare in un gioco come questo, a buona ragione definito “horror”, e che in buona sostanza essa riesce a raggiungere lo scopo.
Sono assenti filmati significativi

Sonoro – Molto buono il sonoro: gli effetti ambientali, costanti e allarmanti, contribuiscono a rendere alta la tensione. Notevole lo “slurp slurp” dei cani che dopo averci sbranato rosicchiano le nostre povere ossa nel buio oltre lo schermo….
Anche la musica è notevole, veramente bella e azzeccata per il genere.
Il doppiaggio (in inglese) è insignificante perché in questo gioco si parla davvero poco.

Enigmi – Mi riesce difficile parlare di enigmi in questo gioco.
Gran parte della difficoltà in effetti non consiste nel risolvere gli enigmi ma nello sfuggire a bestie di vario genere che vogliono le nostre ossa.
Lupi, vermi, ragni, tutti ferocissimi e assatanati a cui si può sfuggire nascondendosi (ma non sempre è possibile), tirando picconate o martellate (poco efficaci) tirando oggetti, facendo esplodere bombole di gas, candelotti di dinamite ecc ecc.
Quasi ogni spostamento dunque, richiederà di combattere.
Di veri enigmi in realtà non ce ne sono: si tratta di arrivare nelle varie locazioni, raccogliere gli oggetti utili (medicinali, candelotti, carne secca ecc) poi capire come e dove utilizzarli, di solito nel luogo stesso per trovare una via di fuga.
Ci sono documenti sparsi che danno dei suggerimenti su codici per aprire porte, ma questo accade non più di un paio di volte.
Sono sempre enigmi aderenti alla storia, che non esulano in alcun modo da una necessità contingente per il proseguimento del gioco: niente fronzoli.

Interfaccia – Il menu iniziale offre una quantità di opzioni per il settaggio grafico.
Si può scegliere anche il livello di difficoltà facile – normale – difficile (io naturalmente ho scelto “facile”).
I comandi sono misti tastiera/mouse. Con il mouse si gestisce la rotazione e con i tasti WASD la direzione. Nel menu si possono configurare i tasti per abbassarsi, sollevarsi o saltare.
Il cursore sullo schermo appare solo quando si passa su un oggetto attivo, allora si trasforma in occhio per guardare, in mano per prendere, in mano per interagire.
L’inventario si richiama con il tasto “Tab”. Qui si può vedere il livello delle batterie, il livello di energia (che so può ripristinare con le medicine o restando fermi per un po’) e gli oggetti di inventario. Se si vuole tenere disponibile un oggetto durante il gioco basta spostarlo in una delle caselle numerate e richiamarlo con il numero stesso.
I salvataggi sono illimitati ma purtroppo si può salvare solo in determinati punti del gioco dove troviamo una lampada. Consiglio di salvare sempre quando si può perché il caricamento automatico avviene dall’ultimo salvataggio.

Conclusioni – E’ un gioco che sicuramente piacerà agli appassionati dell’horror che amano anche i giochi di azione.

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