NORMALITY

  • Genere: Avventura classica
  • Editore: Interplay
  • Sviluppatore: Gremlin Interactive
  • Rilascio: 1996
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 12 +
  • Durata: 15 – 20 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
486 DX 66 MHz – 8 MB RAM – MS-DOS 5.0 – 15 MB csu HD – CD ROM 2X – Scheda grafica SVGA – Scheda audio – Mouse – Tastiera

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

A Neutropolis il sole non sorge da più di 30 anni. In questa città vive Kent, un ragazzo appena rilasciato dalla prigione per aver fischiettato un motivetto proibito nella strada e costretto dalla polizia (Norm) a guardare la televisione 24 ore al giorno nel suo appartamento.
Neutropolis è infatti governata ad un despota che impone la “normalità”, è cioè bandita l’allegria, la creatività, la fantasia.
Kent è confinato nel suo appartamento e il primo problema è uscirne senza farsi prendere dai Norm. In seguito entrerà in contatto con la “resistenza” che gli affiderà delle missioni per sconfiggere la tirannia dei Norm.
La storia è una metafora che inneggia alla “diversità”, impersonata dallo stesso protagonista che appare fin dall’inizio alquanto “schizzato” sia nel modo di parlare, sia esaminando appartamento in cui vive.
E’ comunque una storiella divertente che riesce a tener desta l’attenzione del giocatore.

IL GIOCO

Grafica – La grafica è in 3D con visuale a 360°. Il movimento, in prima persona, avviene tramite trascinamento del mouse, una tecnica abbastanza inusuale per il periodo in cui il gioco è stato pubblicato. Questo metodo, pur consentendo una visuale a tutto tondo, risulta però poco pratico nelle situazioni in cui è necessario posizionarsi con una certa precisione.
La risoluzione indicata dal gioco è di 800×600 con scheda VGA o SVGA. La definizione del gioco, a tutto schermo, non è delle migliori; mentre la visuale in prospettiva risulta ben definita, la cosa cambia quando, anche a causa del metodo di trascinamento, ci si trova vicini ad un oggetto. In questo caso appaiono gli immancabili “pixelloni” che sgranano l’immagine fino a renderla illeggibile.
I personaggi sono di tipo fumettistico, enfatizzati nella loro caratterizzazione: non troppo simpatici esteticamente né ben definiti graficamente. Per quanto riguarda l’ambientazione, ho notato una strana discrasia tra ambienti esterni ed ambienti interni.
Gli ambienti esterni sono del tutto realistici: strade, edifici, fabbriche, tutto rappresentato come un qualunque quartiere suburbano di una città americana, Una grafica squadrata, netta, quasi fotografica. Gli interni, al contrario, hanno sempre una caratteristica da cartoon, a cominciare dall’improbabile appartamento del protagonista: disegno accattivante colori pastello, oggetti impensabili e stravaganti, insomma un palese richiamo al fumetto.
Le scene animate sono numerose.
Il gioco, indicato per il DOS, può girare anche con Windows 95, ma in questo caso le scene animate corrono ad una velocità supersonica e se ne perde gran parte della godibilità.

Sonoro – Il gioco è interamente accompagnato da una musica midi che varia a seconda delle locazioni che si incontrano.
Motivetti a volte allegri, a volte più tensivi, che inizialmente possono essere piacevoli ma dopo poco si sente il bisogno di eliminarli perché troppo invasivi.
Buoni i rumori, dettagliati, a volte divertenti, acusticamente molto sonori.
Nessun giudizio sul doppiaggio.

Enigmi – La soluzione non è difficilissima ma sicuramente non mancano le difficoltà.
Qualche enigma è piuttosto demenziale, ma questo è tipico dei giochi del genere, tutti comunque basati sul classico “raccogli ed usa”. Alcuni enigmi, come quando si tratta di uscire dalla prigione, richiedono un bel po’ di tempo per essere compresi perché bisogna attendere che si verifichino degli eventi, ma infine la dinamica diventa chiara. Non mancano un paio di labirinti che tuttavia sono piuttosto semplici.
Gli spostamenti avvengono tramite una mappa nella quale compaiono nuove locazioni man mano che si risolvono parti del gioco (6 in tutto) dopodichè ci si può spostare liberamente finché non si è terminato di compiere una missione. In questo caso il luogo scompare dalla mappa.
Durante il gioco non si muore e non ci sono enigmi veri e propri ma piuttosto situazioni da risolvere, anche con un po’ di fantasia e di umorismo.

Interfaccia – Questo gioco ha un’interfaccia alquanto singolare.
Usando il tasto destro sullo schermo, appare una specie di zombie (che dovrebbe essere il protagonista) e si può scegliere l’azione da fare (guarda, parla, usa, apri, prendi) cliccando su una parte del suo corpo.
Passando con il mouse sugli oggetti ne appare il nome. Si clicca con il sinistro sull’oggetto e con il destro si sceglie l’azione. Trovata simpatica ma non praticissima.
Si accede al menu principale con il tasto “esc”, al salvataggio e al caricamento con i tasti “F9 e F10”.
Ci sono 10 spazi per i salvataggi, del tutto sufficienti.
Il gioco si può gestire anche da tastiera.

Conclusioni – Un gioco simpatico, divertente apparentemente adatto ai ragazzi ma forze troppo difficile per loro e quindi consigliabile ad una fascia più esperta, amante delle classiche avventure animate.

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