NOIR

  • Genere: Giallo investigativo
  • Editore: Cyberdreams
  • Sviluppatore: Cyberdreams
  • Rilascio: 1996
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 12 +
  • Durata: 10-15 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
WIN 3.1 o sup. – 486/66 MHz DX -8 MB RAM – 10MB su HD – CD-ROM 2X drive – Video SVGA – Scheda audio win compatibile

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

I lettori più “agés” ricorderanno quegli indimenticabili film in banco e nero, i “noir” americani tratti dai maestri del giallo del calibro di Raymond Chandler, interpretati da “mostri” del cinema quali Humprey Bogart, Robert Mitchum, Edward G. Robinson …
Uomini duri, disincantati, rotti a tutte le esperienze, senza un dollaro in tasca, con la perenne Lucky stryke penzolante tra le labbra che però conservavano una loro etica peofessionale ferrea, erano sempre pronti a correre in aiuto di chi aveva bisogno di loro… e a sciogliersi come sofficini allo sguardo di una bella rossa alla Rita Hayworth.
Bene, questa avventura vuole riprendere quel clima e lo fa in modo dignitoso.
Il socio dell’investigatore Jack Slayton è scomparso e il protagonista, per ritrovarlo, riprende i casi sui quali il socio stava indagando. Si tratta di 5 casi apparentemente diversi, in realtà interdipendenti.
A dire la verità a gioco fatto non tutto appare chiaro. alcuni collegamenti restano oscuri e si risolvono senza capirne il nesso, ma tant’è.

IL GIOCO

Grafica – Il gioco è tutto in bianco e nero, con schermate a diapositiva e spezzoni di film reali. Quando il protagonista si sposta da un punto all’altro con il tram, si vede velocemente il mezzo che percorre le strade di San Francisco.
Le immagini a pieno schermo hanno una risoluzione a 640×480 a 256 colori sono tutt’altro che nitide così come i filmati che appaiono troppo mossi e veloci.
Al contrario, quando la schermata va sui particolari, l’oggetto appare nitido e ben particolareggiato.
Gli esterni sono ancora più nebulosi degli interni. Tuttavia il tutto non manca di una certa suggestione, specie nella riproduzione d’epoca della città, dei particolari degli arredi, delle automobili ecc.

Sonoro – Un suono forte eimprovviso fa sussultare ogni volta che si evidenzia un particolare utile, mentre la musica interviene solo nei filmati, assordante, fastidiosa e stridula.

Enigmi – Piuttosto semplici. Si tratta di girare ovunque, di parlare, di cercare oggetti e usarli. Il gioco ha una linearità che rende intuitive le azioni da fare per raggiungere uno scopo. Non ci sono limiti temporali e non si muore. Gli oggetti presi vengono usati automaticamente quando si clicca nel posto giusto: ad esepio se prendi una chiave e apri una porta, la porta si apre perché hai preso la chiave. In questo modo il gioco risulta davvero semplice e non presenta alcuna difficoltà né di percorsi, né di enigmi.

Interfaccia – Il gioco si guida con il mouse, avanzamento progressivo con frecce direzionali. Quando si può agire su un oggetto per prendere od usare, compare una manina.
L’inventario non c’è perché una volta acquisito l’oggetto, lo si usa automaticamente dove serve.
L’interfaccia è di tipo windows, con finestrw a tendina e salvataggio dei files.txt.

Conclusioni – Il gioco ha un suo fascino, dato forse dal bianco e nero e dalla ricostruzione d’epoca. La storia, o per meglio dire, le storie, sono ben strutturate ma l’intreccio fra di esse appare poco chiaro.

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