NIKOPOL

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Windows XP /Vista – Processore 1700 MHz – Ram 512 MB – Scheda video compatibile DirectX9 – 3 GB su HD – DVD ROM

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Parigi, anno 2023 (neanche troppo lontano).
Alcide Nikopol (e mi chiedo: con tanti nomi dovevano chiamarlo proprio Alcide?) si trova nel suo appartamento, si fa per dire; un tugurio crollante, lurido e rabberciato dove non dormirebbe neanche un randagio. Di mestiere fa il pittore per pagare l’affitto… si, perché paga pure per abitarci. Ci affacciamo alla finestra e vediamo una grande piramide galleggiare sui tetti della città: non è più la città di “Un americano a Parigi” con i bistrot e le fioraie, i pittori di strada a Montparnasse, Gene Kelly che zompetta nei boulevards e i tetti baciati dal sole. No, è una Parigi cupa e plumbea, dominata da una dittatura teocratica che indottrina la popolazione con continui messaggi e controlla il territorio con la milizia. La piramide è nient’altro che una nave aliena, governata, udite udite, da divinità egizie che si vogliono intromettere negli affari di stato.
Alcide fa parte di una confraternita legata alla resistenza complottarda come ne faceva parte suo padre, Nikopol sr., esiliato in un altro mondo ma tornato sulla terra su una navicella che si è schiantata e che ora è prigioniero dei governativi.
Tutto il gioco si basa sulle peripezie di jr per liberare suo padre e se possibile, far crollare il regime dittatoriale.
Se posso esprimere il mio parere sulla trama, direi che una trama non c’è: ci sono delle premesse che illustrano la situazione all’inizio, dopodiché si perde ogni contatto con la storia per arrivare all’epilogo. Un éscamotage che ormai pare di moda tra gli sviluppatori.

IL GIOCO

Consentitemi qualche digressione personale. La fantascienza può essere un genere affascinante (vedi Blade Runner) quando ha in sé una logica, una prospettiva, sebbene distante dalla realtà del presente; quando invece diventa ricettacolo di qualunque fantasia astrusa e cervellotica, suscita solo ilarità. Ecco, a me gli alieni sotto le vesti di Anubis e Horus hanno fatto ridere come se dall’astronave fossero scesi Paperino e Topolino e questo sminuisce qualunque tentativo di coinvolgimento nel gioco.
Questa avventura è tratta da un fumetto di qualche anno or sono, ma ciò che nei fumetti è plausibile, non lo è in un’avventura grafica: i fumetti hanno la loro continuità nel tempo, il gioco, no; il gioco, anche se di fantasia, deve avere una certa credibilità di verosimiglianza che presenti situazioni, per quanto futuribili, almeno accettabili dalla logica.
Anche in questo caso, come ormai in tutte le avventure di fantascienza, ci viene presentato un futuro disastroso sotto tutti i punti di vista, alla faccia degli innumerevoli progressi tecnologico-scientifici che dovrebbero, al contrario, agevolare il cammino dell’umanità verso un futuro migliore.
Sembra quasi che “l’elemento angoscia” sia diventato un ingrediente indispensabile per rendere un gioco “interessante”. Contraddizione in termini: il gioco è passatempo ludico dal quale non bisogna imparare nulla e da cui non si pretende altro che divertirsi e mettersi alla prova per qualche ora.

Grafica – Il gioco in prima persona interamente 3D, ha una gran bella grafica a schermo pieno. Almeno nella prima parte.
Come ho già detto, l’appartamento in cui abita il protagonista è indegno di tale nome, tuttavia descritto in modo dettagliato nel suo degrado e può risultare interessante capire come un essere umano possa sopravvivere in tale lerciume. Diciamo che suscita la curiosità stupita del borghese benpensante. Stessa cosa vale per l’ambientazione del cimitero: un cimitero tutto sui generis, con un distributore di bevande che non contiene Coca Cola ma i barattoli con le ceneri del caro estinto.
Descritto comunque in modo tale da suscitare la curiosità morbosa del necrofilo.
Per il resto del gioco entriamo in un grattacielo chiamato “Eliseo” dove, a parte qualche salotto demodé, tutti gli ambienti si assomigliano.
Medusa a parte.
Si, perché sulla sommità del grattacielo è appollaiata una enorme medusa flaccida di color carne, infestata da zecche grosse come foche, che sta lì e cresce, cresce… mentre le zecche si nutrono della sua linfa. Ma che c’azzecca la medusa con le zecche, come direbbe un noto personaggio? Serve solo a fare colore e stupore? Insomma, dal punto di vista degli sfondi possiamo definire la grafica di ottima qualità, ma vista anche la brevità del gioco, di mediocre varietà.
I capitoli del gioco sono inframezzati da sequenze miste tra tavole di fumetto e animazioni, per altro ottime, fluide e abbastanza spettacolari.
Il gioco è in prima persona, ma proprio in queste sequenze abbiamo modo di vedere in faccia Alcide e, oltre lui, altri due o tre personaggi. Davvero pochi e presenti per brevi spezzoni.
Per inciso, quando vedremo Nikopol senior, sarà come vedere Nikopol junior, voglio dire che è pressoché identico, senza una ruga: più fratello che padre.
Il gioco non presenta bugs, sebbene, rifacendo in modo diverso alcune sequenze da salvataggi, ho notato che raggiungevo lo stesso risultato pur non facendo alcune azioni fatte in precedenza.

Sonoro – Un brusio di fondo costante, a tratti intervallato da una musica ritmica di percussioni: nulla di notevole. I rumori d’ambiente sono ben integrati nel gioco, in numero essenziale.
Il doppiaggio italiano del protagonista è buono, senza sbavature e lo sentiamo più o meno solo nei vari commenti che fa durante le fasi del gioco perché non essendoci altri personaggi, i dialoghi sono ridotti all’osso.
Le voci di Horus e di Anubis, come si conviene alle divinità egizie, sono profonde e cavernose, registrate al rallentatore.

Enigmi – Gli enigmi sono semplici, ci si può bloccare giusto se non si è cercato bene.
Ci sono soltanto due o tre enigmi veri e propri, due dei quali sono solo la variazione dello stesso enigma e sono basati sulla logica e un pizzico di fortuna, mentre il terzo, nella metro, è per così dire “volatile”: bisogna indirizzare dei flussi di energia per dare corrente alla stazione, ma questi flussi fluttuanti variano continuamente e catturarli è solo questione di fortuna. Entrambi alla fine risultano piuttosto frustranti.
Per il resto c’è solo da usare quello che si trova in giro, solitamente nel posto stesso in cui si trova, e per giunta sentire le dritte che lo stesso Nikopol dà al giocatore.
Nel gioco si può morire in più occasioni e qui apro una parentesi.
Continuo a chiedermi perché gli sviluppatori sentano il bisogno di inserire nelle avventure grafiche sequenze a tempo o giochini di abilità che c’entrano come i cavoli a merenda. Forse per prolungare la durata del gioco quando è troppo corto come in questo caso? Forse per renderlo più stressante? Forse per renderlo più appetibile a chi ama i giochi d’azione?
Quale che sia il motivo, anche se non leggeranno mai questa recensione, dico loro che i giocatori di avventure grafiche, nella stragrande maggioranza, detestano questi inserimenti.
Nel caso di Nikopol si tratta più che altro di eseguire delle azioni a tempo per non essere scoperti. Siccome all’inizio non si sa mai cosa fare, almeno un paio di volte si muore, ma per fortuna si riprende proprio dal punto cruciale e non bisogna ripetere azioni inutili. Va detto inoltre che il tempo concesso è più che sufficiente per fare quello che va fatto.
Ultima notazione: l’enigma della chiave. Credo che ormai anche il più sprovveduto degli avventurieri abbia imparato a prendere una chiave dall’altra parte della toppa con un foglio e un punteruolo (anche se spesso questa operazione è stata concepita con serrature tipo Yale….) perché è l’enigma più abusato della storia delle avventure grafiche. Un po’ di fantasia, ragazzi!

Interfaccia – Il gioco in prima persona si gestisce interamente da mouse.
Con il tasto destro si richiama sia l’inventario che il menu principale con tutte le opzioni di gioco.
I salvataggi sono soltanto 10.

Conclusioni – C’era attesa per questo gioco ma purtroppo non se ne possono cantare le lodi; fatta salva la grafica che ha dei meriti, il gioco scricchiola in aspetti di non secondaria importanza, tuttavia la valutazione nel suo insieme può essere abbastanza positiva, visto quello che passa il convento.
Se volete spendere i vostri euro per acquistarlo, fatelo senza eccessive aspettative.

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