PHANTASMAGORIA

  • Genere: Thriller – Horror
  • Editore: Sierra
  • Sviluppatore: In-House
  • Rilascio: 1995
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 16 +
  • Durata: 20-25 ore

 

  • Difficoltà: 
  • Voto di P& C:    

Requisiti minimi richiesti:
486-DX4 – 12MB RAM – 10 -23 MB su HD – CD-ROM 4X – Win95 – Scheda video SVGA – Scheda video SB compatibile

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Don e Adrian, lui fotografo, lei scrittrice, decidono di acquistare una grande vecchia casa in un villaggio del New England e di andarci ad abitare. La prima notte lei ha un terribile incubo e lui la conforta.
Man mano che si va avanti però, si capisce che in quella casa c’è qualcosa di STRANO. E’ semplicemente infestata da presenze demoniache che poco alla volta prendono possesso di Don e lo strasformano in una specie di mostro perverso da cui la povera Adrian si deve difendere.
La storia è tutta qui, ma fin dalle scene iniziali la tensione si fa sentire. Il gioco rende benissimo l’atmosfera da incubo nella casa e sotrattutto la progressiva trasformazione di Don che da dolce maritino premuroso diviene un posseduto assetato di sangue.

IL GIOCO

Grafica – La Sierra ha scelto una combinazione singolare tra film e disegno.
L’introduzione è tutta filmata ma nel gioco i personaggi sono reali, interpretati da attori che si muovono, camminano, parlano esattamente conme se recitassero in un film; in realtà i fondali sono disegnati e statici.
La grafica dei fondali non è eccezionale, anzi lascia piuttosto a desiderare specie negli esterni. Gli interni sono decorosi, ma anche qui non si sono riscontrate scenografie di particolare interesse. Al contrario, i filmati sono abbastanza buoni e fluidi, specie se si adotta una risoluzione di 640×480 a tutto schermo.
Per la data di emissione del gioco possiamo affermare che questo prodotto della Sierra era senza dubbio pregevole anche se si considera che il gioco consta di ben 7 CD.
Bisogna sottolineare la felice scelta degli attori la cui fisionomia ricalca a pennello il ruolo; lei, la ragazza carina e fiduciosa, lui, fin dalla prima volta che lo si vede in faccia, con gli occhi come due fessure, la faccia antipatica, si capisce subito che non c’è da fidarsi e che farà una brutta fine. E la sua fisionomia peggiorerà di giorno in giorno, man mano che il gioco andrà avanti. Insomma, una tecnica che lascia percepire la tragedia incombente come nei buoni film horror.

Sonoro – La musica è musica, cioè una vera e propria colonna sonora di buona qualità che accompagna tutto il gioco e si fa più pressante nei momenti di thrilling. Questo spiega anche il numero di CD di cui si compone il gioco. Il doppiaggio in italiano è buono ma mal sincronizzato. I rumori sono essenziali, cioè non ci sono fruscii o scalpiccii o rumori di fondo.

Enigmi – Questo settore lascia a desiderare. Non ci sono veri e propri enigmi, ma cose da scoprire nella casa e la parte più difficoltosa è capire “che cosa” fare e non come farlo. Voglio dire che una volta che non ci sono marchingegni, puzzle o cose del genere. Si va in giro a cercare come aprire una porta chiusa o una botola ecc.
Ci sono piuttosto scene che si svolgono in tempo reale, nelle quali è facile morire. Insomma, non c’è una linearità; Adrienne fin dall’inizio comincia a vagare per la grande casa e fuori cercando qualcosa da fare e questo si verifica un giorno dopo l’altro perché le condizioni della casa cambiano ogni giorno come cambia lo spirito di Don.
In compenso nell’interfaccia c’è un teschio che fa da suggeritore e se non si sa come cavarsela si ricorre a lui. Ma, ripeto, il gioco non è difficile, richiede solo tempo perché le locazioni in cui si deve cercare qualcosa sono tante.

Interfaccia – Nella parte inferiore dello schermo c’è il teschio d’aiuto, un pulsante per richiamare il menu principale e i loculi per l’inventario (soltanto 8). Quindi un’interfaccia semplicissima.
L’avanzamento punta e clicca avviene tramite frecce direzionali che danno accesso a schermate successive e si trasformano in un cursore rosso nei punti sensibili su cui si può agire.

Conclusioni – Un gioco “di paura” che indubbiamente riesce a creare un forte clima di tensione emotiva ma al contempo suscita riserve non da poco nel sistema grafico adottato ed anche nella qualità degli enigmi. Vale la pena giocarci? Si, perché è indubbiamente singolare per il tema e il modo in cui è sviluppato. No, per chi cerca nel gioco essenzialmente il divertimento enigmistico.

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