SHERLOCK HOLMES – Versus Jack the Ripper

  • Genere: Giallo investigativo
  • Editore: The Adventure Company
  • Sviluppatore:Frogwares
  • Rilascio: 2009
  • Tipo: 3D P & C in Prima persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 16+
  • Durata: 25-30 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Windows®: XP SP2/Vista™ – CPU: AMD Athlon® XP 1900+ / Intel Celeron® 2.0 o superiore – RAM: 512 MB o superiore – Scheda video 128 MB DirectX® 9 compatibile Scheda audio DirectX® 9 compatibile – DirectX® 9 o superiore – DVD-ROM 4X – 3 GB su HD – Tastiera – Mouse e altoparlanti

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Sono stati versati fiumi di inchiostro, girati innumerevoli films e realizzati già tre videogiochi (che io sappia) su Jack the Ripper anche se la storia ci dice che il vero autore di quegli efferati delitti non è mai stato preso.
Ogni racconto costruisce una propria verità: chi dice che lo squartatore fosse un medico, chi un pittore, chi un ebreo polacco, chi addirittura una donna e chi attribuisce i delitti ad un intrigo della famiglia reale inglese, ma sono tutte supposizioni che non hanno l’avallo di prove inconfutabili, ragion per cui l’identità dell’antesignano del serial killer rimane tutt’oggi un mistero su cui si possono sbizzarrire le fantasie degli autori.
Nel nostro caso, Sherlock Holmes e il suo inseparabile Watson, si introducono nell’ambiente non proprio raccomandabile dei bassifondi della Londra fine ‘800 per dare la caccia al crudelissimo squartatore di prostitute.
La loro indagine si rivela difficile e laboriosa, non sempre agevolata dalla polizia e vista con sospetto dagli ambigui personaggi che frequentano quegli ambienti.
Certo è che Holmes non si arrende mai e con le sue “elementari” deduzioni logiche riuscirà ancora una volta ad inchiodare il colpevole.

IL GIOCO

La più recente versione ispirata a questo personaggio (di cui potete trovare la recensione su questo sito) trattava l’argomento come un qualunque giallo di indagine, spersonalizzando quasi l’assassino dei requisiti di mistero e di ferocia che lo caratterizzano.
Questa volta gli autori non hanno commesso l’errore di trattare la storia come una storia qualunque.
Affidata alla personalità di Sherlock Holmes, l’indagine non manca di quel tanto di tensione e di pathos che è giusto abbia.
Una prova di questo l’abbiamo allorché Holmes, scoperto il corpo macellato di una donna, ha un umanissimo momento di sbandamento e cerca di risparmiare a Watson la visione di quello spettacolo orribile.
Anche il finale, che non rivelerò, è in un certo senso a sorpresa.
Insomma, in questo episodio vediamo uno Sherlock Holmes meno “british” (malgrado il suo accento spiccatamente londinese) che scende dal suo piedistallo e mostra un lato della sua personalità che non conoscevamo.

Grafica – La grafica è interamente 3D con possibilità di scelta tra prima e terza persona.
In qualunque momento del gioco si può cambiare visuale, cosa innovativa nelle a.g. , che accontenta sia gli amanti dell’una che dell’altra possibilità.
Questa opzione di rende utile in molte circostanze nelle quali può essere preferibile avere una visuale d’insieme o piuttosto una migliore visione dei particolari.
Il gioco si svolge interamente nei bassifondi della Londra vittoriana, in particolare a Withechapel e bisogna dire che la resa scenografica degli ambienti e dell’atmosfera è davvero notevole.
Le strade nebbiose, scarsamente illuminate, i vicoli con bottegucce di vario genere, le strade disselciate, i ciuffi d’erba, le immondizie e persino le mosche che vi ronzano sopra: una cura dei particolari quasi maniacale che offre un quadro d’insieme veramente efficace e realistico.
Ma non basta.
Le strade sono continuamente animate da passanti in movimento, carrozze che vanno e vengono, ubriachi distesi in terra che spremono l’ultimo goccio dalla bottiglia, insomma frequentate come è plausibile sia, in un quartiere popolare.
Ora veniamo all’aspetto grafico vero e proprio. Debbo dire che la definizione non è splendida né negli esterni né negli interni: il gioco si svolge in ambiente notturno anche quando l’ora dice che dovrebbe essere pieno giorno, con una scarsa illuminazione stradale e una nebbiolina che sono indubbiamente fattori realistici ma lasciano gli sfondi quasi sempre in ombra, in un’atmosfera un po’ tetra e ovattata.
Neanche gli interni brillano per nitidezza. Fatta eccezione per la casa di Holmes e per il bordello dove predomina il rosso, le tinte dominanti vanno dal grigio al marroncino che a lungo andare diventano un poco deprimenti.
I personaggi sono ben disegnati e realistici; uomini e donne provati dalla miseria, dagli occhi incavati e dalle occhiaie profonde, a fronte delle “signorine” del bordello, con i loro abiti rutilanti e alla moda.
C’è qualche piccola caduta di stile quando troviamo un certo Finley che dall’inizio alla fine del gioco ramazza davanti a casa, ma si può perdonare.
Le animazioni sono belle e abbastanza frequenti anche nella ricostruzione dei delitti.
A proposito di questo, vorrei precisare che malgrado il tema, non si vedono scene sanguinarie e realistiche. I corpi delle vittime che Holmes esamina sono disegnati come sagome e molto stilizzati.

Sonoro – Buono il doppiaggio in inglese. Come musica, ogni tanto si sente un miagolio di violino, non molto di più.
I rumori d’ambiente sono realistici salvo i passi di Holmes che sembra camminare sui tacchi a spillo.

Enigmi – Il gioco è ricchissimo di enigmi di vario genere.
Vi sono enigmi di ricerca, pochi in verità, che si presentano solo quando Holmes o Watson debbono risolvere qualche problema di accesso ad un luogo. Gli oggetti si trovano quasi sempre in loco e si possono combinare tra di loro trascinandoli uno sull’altro.
Più laboriosa invece è la ricerca del “dove andare”; Holmes si muove grazie ad una mappa nel quartiere di Whitechapel e può accadere di vagare per le strade in cerca di un indizio a non saper più cosa fare finché si inciampa nella scelta giusta, ma questo fa parte del gioco.
La soluzione è lineare, nel senso che non si può abbandonare un luogo finché non si sono risolti tutti gli enigmi che lo riguardano e il percorso non può essere deviato verso altri obiettivi.
L’azione passa automaticamente da Holmes a Watson quando l’investigatore dà un incarico al suo fido.
Gli enigmi, dicevo, sono tanti. Questa volta c’è molto da fare con la mania deduttiva di Holmes: tabelle di indizi, di deduzioni da ordinare, di conclusioni da tirare…. Non allarmatevi: basta cliccare sulle varie scelte e quella giusta va a posto da sola, anche se si sbaglia non succede niente. Alla fine Holmes dice sempre: “Elementare!”.
Oltre a ciò troviamo gli enigmi veri e propri che sono del tutto accessibili, nel senso che non c’è nulla di veramente complicato, né rompicapo né labirinti: tutto si risolve con un minimo di riflessione e qualche tocco di mouse.

Interfaccia – L’interfaccia è molto ricca e completa. Come già detto il gioco si può attivare in prima o in terza persona.
Nel primo caso si procede tenendo premuto il tasto sinistro del mouse direzionandolo dove si vuole andare. Nel secondo caso si clicca con il cursore dove si vuole andare.
Con il tasto destro del mouse si accede all’interfaccia che comprende, oltre l’inventario, i documenti, i dialoghi, gli indizi, la mappa e l’opzione 1/3 persona.
Al menu principale si accede con il tasto “esc”, i salvataggi sono infiniti.
Con la barra “spazio” si possono evidenziare gli hotspot nella schermata.

Conclusioni – Un gioco senza dubbio interessante, molto curato nella grafica e nei dialoghi, abbastanza coinvolgente e ricco di enigmi, con una durata più che ragionevole.
Da fare.

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