SHADY BROOK

  • Genere: Mistery
  • Editore: Unimatrix productions
  • Sviluppatore: Christopher Brendel
  • Acquisto gioco  Sito
  • Rilascio: 2005
  • Tipo: 2D/3D P & C in prima persona
  • Lingua: Inglese
  • Età consigliata: 12+
  • Durata: 10-12 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
CPU Pentium III- Windows 98/2000/XP- 516 MB RAM-350 MB su HD – Schermo con risoluzione 640×480 24-Bit – Lettore DVD, Scheda audio Windows compatibile – Mouse

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Questo gioco è stato sviluppato da un autore indipendente, Christopher M. Brendel che ha prodotto anche Lifestream e The Arrangement, entrambi presenti su Puntaeclicca.it.
In questo gioco impersoni Jake Tobin, un scrittore in cerca di ispirazione che ha deciso di comprare una casa nella piccola città di Shady Brook per concentrarsi meglio sul libro che deve scrivere.
Ha portato con sé il vecchio padre nella speranza che la vita di campagna possa giovare alla sua salute.
Gli abitanti del villaggio appaiono amichevoli ma ben presto una morte che sembra un suicidio, scuote la tranquillità degli abitanti e Jake intuisce che non è tutto idilliaco come sembra, in quella piccola comunità, anzi….

IL GIOCO

All’inizio del gioco si può scegliere se si desidera attivare la censura o meno.
Se si attiva la censura verranno tagliate alcune immagini di ragazze discinte, una scena in cui i due protagonisti amoreggiano nel letto e alcune immagini macabre. Tuttavia posso assicurare che non c’è nulla di scioccante o di sconvolgente che non sia già stato visto in modi più realistici, quindi consiglio di non attivare questa opzione. La seconda opzione riguarda la forma di gioco: completa o solo avventura.
In quest’ultimo caso verranno eliminati dei giochi a tempo. La soluzione sul sito di Puntaeclicca.it è fatta con l’opzione “solo avventura”.

Grafica – Il gioco è un thriller/horror, che riesce pienamente ad instaurare l’atmosfera giusta fin dalle prime inquadrature.
Il cielo è perennemente grigio, non c’è sole che illumini questo sperduto villaggio tra le montagne. I personaggi, apparentemente cordiali, mostrano in realtà, fatta un’eccezione, freddezza e diffidenza verso il nuovo arrivato. Non era facile creare l’atmosfera di sottile tensione che pervade tutto il gioco, ma l’autore ci è riuscito piuttosto bene.
Dal punto di vista tecnico, la grafica d’ambiente appare un po’ grezza e spigolosa, diciamo primitiva, quasi di vecchia fattura, specie in alcuni sfondi che sembrano solo abbozzati (erba, rocce ecc.) ma non è escluso che anche la scarna schematicità delle architetture contribuisca all’atmosfera “fredda” che si respira in quel luogo.
I personaggi, al contrario, godono di una cura attenta nella caratterizzazione fisica: visi ben disegnati, espressivi, intensi, con frequenti riprese in primo piano che evidenziano il sincrono del doppiaggio; solo una critica: sono troppo perfetti per essere persone comuni. Hanno tutti corpi e fattezze da indossatrici o da palestrati.
Le scene d’animazione invece lasciano a desiderare: movimenti innaturali e “slittanti” quando i personaggi camminano o agiscono. Va anche notato che quando si cambia schermata, le persone appaiono (o scompaiono) dopo qualche secondo sullo sfondo. Un difetto di sviluppo?
Il gioco si svolge in prima persona ma vediamo frequentemente il protagonista nelle scene animate. L’avanzamento avviene tramite frecce con schermate statiche.
Le locazioni non sono molte e sono esplorabili solo in funzione della risolvibilità del gioco stesso.

Sonoro – Il doppiaggio sembra buono, salvo quello del protagonista principale che, pur essendo un baldo giovanotto ha la voce roca e flebile di un vecchio in agonia.
Discreti i rumori e la musica di fondo.
Si sente la mancanza dei sottotitoli.

Enigmi – Gli enigmi non sono moltissimi ma sono vari e ben inseriti nel contesto. Se si sceglie l’opzione “solo avventura” verranno eliminati un paio di enigmi a tempo (la partita a biliardo e l’enuigma dei tubi).
Si tratta comunque di enigmi non proprio originali: uno slider, un puzzle,una lettera da crittografare, aprire una scatola basandosi sui colori ecc. Direi che sono tutti abbastanza semplici da risolvere.
Non c’è molta interattività: si raccolgono pochi oggetti che qualche volta bisogna unire in inventario, ma la loro ricerca è tutt’altro che complicata.
La maggior parte della durata del gioco si spende a girare infinite volte negli stessi posti per interrogare gli stessi personaggi. Se non si fa così, si resta bloccati perché il gioco si basa proprio sui dialoghi e sulla visitazione di tutti i luoghi.
Questo è risultato piuttosto noioso e a volte un po’ stressante perché, anche se le locazioni non sono molte, ripetere sempre gli stessi giri per scovare il personaggio che deve ancora dirci qualcosa non è il massimo del divertimento.

Interfaccia – L’interfaccia è semplicissima. Spostando il cursore sulla linguetta “Inventory” si accede all’inventario e si trascinano gli oggetti dove serve.
Il menu principale si ottiene cliccando con il tasto destro o “Esc”. I salvataggi sono infiniti. Non ci sono altre opzioni di gioco.

Conclusioni – Se cercate un gioco con enigmi complicati, con molta interattività, con una grafica all’ultimo grido, questo gioco non fa per voi. Se cercate un thriller denso di atmosfera e con una storia di buona qualità, ve lo consiglio.

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