SCHIZM II – CHAMELEON

  • Genere: Fantascienza Puzzle game
  • Editore: The Adventure Company
  • Sviluppatore: Detalion
  • Rilascio: 2003
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 14+
  • Durata: 40

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Windows 98/ME/2000/XP – Pentium III 800 MHz o Equivalente (Pentium® III 1.6 GHZ raccomandato) – 128 MB RAM (256MB per Windows XP) – 64 MB HW T&L Direct3D compatibile – Video Card DirectX 8.1 compatibile Driver (128 MB raccomandato) DirectSound® Compatible 16-bit Sound Card con DirectX® 8.1

 

LA STORIA

Sen Geder, il protagonista dell’avventura, si risveglia in una nave spaziale dopo un sonno criogeno durato 240 anni.
Un ologramma lo informa che ha scontato una punizione per aver causato la distruzione del suo pianeta, Sarpedon, di cui ormai resta solo una valle, inoltre gli annuncia che tra 16 giorni la nave spaziale precipiterà sul pianeta.
Sen ha perso la memoria e non ricorda nulla del suo passato, perciò ora deve iniziare un lungo viaggio che lo aiuti nella ricostruzione della verità e nel salvataggio del pianeta e della nave spaziale.
In questo suo viaggio, Sen conoscerà due popoli: i Transai e gli Ansala, gli uni fautori di una tecnologia che trasformi il pianeta, gli altri propensi a lasciare la natura intatta, in lotta tra di loro per le fonti di energia. Qual è stato il ruolo giocato da Sen tra questi due popoli?
La verità verrà rivelata verso la fine del gioco e non sarò io a svelarla.

IL GIOCO

Circa due anni or sono fu pubblicato Schizm, un gioco di fantascienza che ebbe un grande successo sia per la splendida grafica che per la complessità degli enigmi.
Oggi ci viene presentato il secondo episodio, in inglese “Mysterious journey II”, pubblicato in Europa con il titolo di Schizm II – Chamelon, che non è il seguito del primo ma ha in comune con esso i paesaggi fantastici nonché la lunghezza e la complessità degli enigmi.

Grafica – Iniziamo dalla grafica per dire che è pressoché stupenda.
Ogni ambiente in cui si entra riserva sorprese, non c’è nulla di banale o di rivisitato, nella grafica di questo gioco. La definizione è altissima, fin nei minimi particolari e quel che sorprende piacevolmente è il fatto che si può visitare ogni luogo, si può curiosare in tutti gli angoli, infilarsi in tutti gli interstizi, si possono ammirare quadri, paesaggi, visuali anche “inutili” ma non per questo meno curati ed elaborati degli altri.
L’esplorazione è aiutata dal sistema di controllo del movimento che avviene per mezzo dello scorrimento del mouse, (simile a quello dei giochi “sparatutto”) che permette spostamenti fluidi e continui, senza gli scatti e le visioni parziali delle frecce direzionali. Qui si può veramente vedere tutto a 360° in orizzontale e in verticale e non accade, come in altri giochi, che avvicinandoci eccessivamente ad un oggetto, questo diventi spigoloso o ci spari una manciata di pixel sgranati nel monitor.
L’accuratezza sfiora la pignoleria allorché il protagonista deve salire delle scale o superare dei piccoli ostacoli e l’immagine sobbalza proprio come se stessimo arrancando un gradino dopo l’altro. Questo gioco è privo di quelle “barriere invisibili” che non permettono di andare oltre. I grafici hanno voluto permetterci di spaziare ovunque proprio per non perdere nulla della bellezza e dell’originalità inventiva di cui hanno dato prova.
Il protagonista è ben caratterizzato, sia nei movimenti naturali che nelle espressioni del volto; possiamo vederlo in terza persona durante le frequenti animazioni, insieme ad altri personaggi di contorno che, al contrario, sono piuttosto stereotipati, non hanno peso specifico ma servono semplicemente per fornire aiuto ed informazioni atte la soluzione del gioco. Un contrasto non da poco con la cura minuziosa per la coreografia.
Forse un limite nei dialoghi possiamo trovarlo proprio in questa funzione “asettica” delle persone che Sen incontra e che hanno con lui solo un rapporto per così dire “informativo”, senza interloquire con lui, senza contribuire alla conoscenza caratteriale del personaggio che, avendo perso la memoria, va cercando se stesso.
Le locazioni da visitare sono moltissime; gli spostamenti da un luogo all’altro sono spesso effettuati con splendide animazioni che offrono una panoramica estesa a tutto il paesaggio alieno. A questo proposito va rilevato che per godere appieno di questa grafica, è consigliabile giocare questa avventura su un computer molto più dotato rispetto alla configurazione minima.
La possibilità di spaziare ovunque, se da una parte gratifica l’esploratore che è in noi, di sicuro non facilita la soluzione del gioco.
Trovare i “punti sensibili” in cui agire, infatti, è tutt’altro che facile perché il mouse non aiuta ma si limita ad una sola funzione: “usa”, proprio quando sei sopra l’oggetto. Ma delle difficoltà del gioco parlerò più oltre.

Sonoro – La musica di fondo è adatta e si lega bene all’atmosfera del gioco (tipo Myst), non si fa ricordare per la sua particolarità ma non disturba. I rumori si limitano ai vari meccanismi che vengono messi in funzione mentre il doppiaggio italiano è ottimo.

Enigmi – Quello della soluzione è forse il tratto più spinoso di questa avventura che, definire difficile, è poco.
Gli enigmi sono moltissimi, praticamente fin dall’inizio ci vanno giù duro per metterci i bastoni tra le ruote.
Non è il classico gioco “raccogli ed usa”, infatti nel corso di tutto il gioco, nell’inventario finiscono non più di tre oggetti che per altro, vengono collocati automaticamente quando servono. Il passaggio da un posto ad un altro comporta sempre un enigma da risolvere, per cui ne troveremo sempre quando si tratta di entrare nelle porte, passare ponti o accedere ad altre locazioni.
Si tratta di enigmi logico-matematici, alcuni a calcolo quadridecimale o esadecimale. Molti degli enigmi proposti si basano invece su una combinazione multipla dove bisogna sincronizzare e collegare i settori o i contatti degli oggetti. La difficoltà, in verità, non risiede tanto nella soluzione dell’enigma in sé ma piuttosto al meccanismo che lo genera.
Molti enigmi fanno riferimento a simboli, oggetti, scritte sparse in giro e la cosa veramente complicata è mettere in relazione le informazioni raccolte con la natura del puzzle che si deve risolvere.
Avendo scritto la soluzione di circa 120 avventure, posso dire che questa ha comportato grosse difficoltà non solo per la soluzione in sé ma anche per la spiegazione degli enigmi.
Certamente chi ha già giocato a Schizm 1 può essere facilitato nel comprendere la tecnica degli enigmi di Schizm 2, comunque è certo che per risolvere questo gioco non basta avere davanti una soluzione, bisogna armarsi di penna, carta e calcolatrice (ricordo che quella di Windows ha anche il calcolo esadecimale…) e spremere le meningi.
A complicare tutto c’è anche un’altra pensata degli sviluppatori e cioè che molti degli enigmi (non tutti ma certamente i più difficili) hanno la caratteristica della casualità o, per usare un terribile neologismo entrato nel linguaggio dell’informatica brokkolina, si “randomizzano” cioè cambiano da un gioco all’altro e anche nello stesso gioco quando si sbaglia e si ricomincia. Per questo motivo il consiglio è di salvare all’inizio di ogni enigma per riprendere sempre dalla stessa situazione.
In particolare vorrei segnalare l’enigma del labirinto dell’ Aeroporto Transai che può diventare veramente esasperante se non si impiega la massima attenzione e non ci si arma di ferrea pazienza.
Un limite a questo proposito l’ho trovato nel fatto che molti di questi enigmi si ripetono nella sostanza, pur variando nella forma; mi spiego: gli enigmi dei ponti (se ne incontrano 5) si basano tutti più o meno sullo stesso criterio pur mutando tipo di meccanismo; ugualmente dicasi per il puzzle già sperimentato in altri giochi, dei contatti luminosi che si ripete due volte.
Un piccolo tedio che si perdona volentieri, vista la quantità e la varietà degli enigmi da risolvere.
Il gioco è lungo, ma grazie al numero ed alla difficoltà degli enigmi diventa lunghissimo. Possiamo classificarlo fra uno dei più lunghi, almeno 70-80 ore per giocatori esperti. Ai principianti consigliamo di non metterci mano.
I Cd da installare sono 3 ma fortunatamente durante il gioco si usa soltanto il primo e viene evitata la noia di cambiare disco: un’accortezza che dovrebbe essere più adottata più spesso.

Interfaccia – L’interfaccia è semplicissima ed estremamente pratica.
Il controllo dei movimenti avviene premendo il tasto destro e trascinando il mouse, mentre le azioni avvengono con il tasto sinistro.
Per accedere al menu si ricorre al tasto “esc”.
I salvataggi (per fortuna) sono illimitati e vengono memorizzati col nome della locazione in cui ci si trova (ma si può cambiare). Se si esce senza salvare, il gioco salva in automatico.

Conclusioni – In conclusione, un gioco dotato di una grafica superlativa, basato su una storia intrigante, denso di enigmi molto difficili, sicuramente non adatto ai principianti. Tentar non nuoce, ma il rischio è di rimanerci sotto.

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