SAM & MAX – Season One

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Windows XP – Processore 800 /1500 MHZ – RAM 256MB (racc. 512) – Scheda video 32 MB 3D – 230 MB su HD

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando, nel 1993 uscì per la Lucas Arts il primo episodio che aveva per protagonisti i due simpatici personaggi, Sam, il cagnone e Max, il coniglio pestifero.
Il gioco fu tanto divertente che si aspettò inutilmente un seguito che non venne mai ed ecco che ora la Telltale Games ci propone un remake, niente meno che il primo episodio di una serie che dovrebbe comprenderne 6.
Ogni episodio è a sé stante, ma tutti insieme dovrebbero poi ricomporsi in una storia unica.

Episodio 1 – CULTURE SHOCK
– Pare che il quartiere sia invaso da ragazzi che obbediscono ciecamente a Culture’s Brady, un cattivo soggetto che ipnotizza le persone attraverso un video televisivo e i due compari si incaricano di liberare il mondo da questo pericoloso individuo. (Durata 4-5 ore)

Episodio 2 – SITUATION: COMEDY
– Mentre Sam & Max giocano a “Mezzogiorno di fuoco” nel loro ufficio, squilla il telefono. Sam accende la TV che sta trasmettendo l’immagine di Myra Stump, conduttrice di un celebre talk show, che tiene in ostaggio il suo pubblico nello studio televisivo.
Naturalmente tocca ai due compari sbrogliare la situazione. (Durata 4-5 ore)

Episodio 3 – THE MOLE, THE MOB AND THE MEATBALL
– La “Mafia toys” distribuisce giocattoli in grado di ipnotizzare le persone. Bisogna infiltrarsi nella banda e stroncare questo commercio. (Durata 3-4 ore)

Episodio 4 – ABE LINCOLN MUST DIE
– Il Presidente USA sembra dare i numeri. I due compari vanno alla Casa Bianca per sistemare le cose e le sistemano così bene che il coniglio dentone viene eletto lui stesso Presidente. (Durata 5-6 ore)

Episodio 5 – REALITY 2.0
– Sam e Max entrano nel mondo virtuale di internet dominato da un malfattore, per inserirvi un virus devastante e debellarlo. (Durata 6-8 ore)

Episodio 6 – BRIGHT SIDE OF THE MOON
– Sam e Max vanno sulla Luna per indagare su uno strano raggio emesso dal satellite. (Durata 6-8 ore)

IL GIOCO

Grafica – Il gioco è un punta e clicca in terza persona, con movimento direzionale e animazioni in 3D integrali.
Ciò che colpisce maggiormente sono gli sfondi e i personaggi molto colorati, dalle fattezze paffute e tondeggianti tipiche dei bei cartoni animati di una volta: una grafica allegra, simpatica, accurata, fantasiosa, ricca di invenzioni.
Le locazioni sono ben esplorabili; alcune sono fisse: l’ufficio e i negozi della strada, mentre le altre, dove si svolge la storia di turno, cambiano di volta in volta ma in tutto superano di poco la decina.
I personaggi sono pochi ma fortemente caratterizzati, con frequenti animazioni in primo piano che ne fanno anche vedere le espressioni.
Oltre a Sam e Max i personaggi fissi sono il grosso Bosco, negoziante un po’ rude, la bella Sybil, che ogni volta troveremo in attività diverse, e tanti personaggi secondari che solitamente ricoprono il ruolo di “cattivi” descritti con grande umorismo e senso del paradosso.
Per avere una visione fluida e non sottoporsi a lunghe attese di caricamento bisogna utilizzare un pc ben più potente di quello indicato; malgrado questo l’attesa si fa sentire nelle transizioni ad esempio da una schermata all’altra, quando si apre una porta per entrare in una stanza ancora non visitata.
A parte questo non si sono riscontrati difetti o malfunzionamenti.

Sonoro – Il sottofondo musicale si fa sentire nei momenti più concitati, mentre normalmente c’è un’ottima musica jazz che fa da sfondo tenue al gioco. Il doppiaggio è buono, con le voci molto adatte che caratterizzano bene i personaggi.
I dialoghi sono fitti di battute ma certe volte paiono un po’ troppo lunghi e insistiti e danno l’impressione che il gioco sia costruito più per un intrattenimento umoristico che come gioco interattivo. D’altra parte l’umorismo demenziale è un po’ la caratteristica che ha fatto il successo del primo “Sam & Max on the road” ed è evidente che gli autori abbiano voluto proseguire sulla stessa linea di sceneggiatura.
I rumori sono giustamente enfatizzati: il rumore di porte aperte e chiuse, del traffico, del treno che passa e soprattutto i disastri combinati durante la corsa in macchina.

Enigmi – Sono ben integrati nel gioco ma non ci si aspetti enigmi nel vero senso della parola.
Gli oggetti d’inventario sono molto pochi ed è pressoché scontato dove usarli. C’è qualche giochino di abilità, ma sono quasi tutti enigmi interattivi, da operare sulle cose o sulle persone. Infatti l’interattività, in questa avventura, è prevalente: si può cliccare praticamente su tutto e di tutto ci sarà una descrizione umoristica. Il gioco punta molto su questo aspetto, infatti molto spesso per superare certi empasse basta far ricorso ad una intuizione un po’ cervellotica come si conviene alla natura dei due protagonisti.
Si ha l’impressione di aver a che fare con un gioco per bambini, ma i dialoghi, le battute, le spiritosaggini sono rivolte alla comprensione di un utente più adulto, tutt’altro che infantile.
Quindi questo gioco può essere giocato da un bambino di 8 anni ma capito da una persona più adulta e smaliziata. Un ibrido che può piacere o non piacere ma che riflette comunque lo spirito del gioco originale, scanzonato, un po’ cattivo e singolare nel suo genere.
Gli episodi sono brevi, il terzo ancor più dei due precedenti. Il fatto che questi episodi si giochino online, deve probabilmente condizionarne la lunghezza e la complessità e mi chiedo per quale motivo la Telltale non abbia fatto la scelta di editare un unico gioco completo valendosi anche dell’ottima pubblicità trainata dal successo del primo “Sam & Max on the road”.

Interfaccia – La gestione avviene interamente con il mouse: cliccando sull’ingranaggio in alto si accede al menu generale, salvataggi 24 più che sufficienti) , uscita dal gioco, opzioni. L’inventario si apre cliccando su una scatola in basso a sinistra.

Conclusioni – La serie, iniziata nell’Ottobre 2006, si è conclusa con questo ultimo episdodio, il sesto ed ha confermato le impressioni iniziali.
Non manca una certa disomogeneità negli episodi che denotano una correzione di rotta in corso d’opera; rispetto ai primi, gli ultimi episodi sono più corposi, hanno più locazioni, graficamente più ricche e più personaggi.
Certo, non ci si deve aspettare chissà quali soddisfazioni da questo gioco nel suo complesso: gli enigmi sono deboli, il più delle volte demenziali, i personaggi e i luoghi si ripetono per la maggior parte degli episodi, le storie sono inconsistenti.
Il pezzo forte di questa serie si gioca sui dialoghi, sulle battute umoristiche, sui riferimenti all’attualità in chiave parodistica. Un umorismo tutto americano che, ammesso di conoscere la lingua e poterlo apprezzare, a noi europei lascia piuttosto freddini.
Per questi motivi, più che agli avventurieri, lo consiglio a chi conosce molto bene la lingua inglese e lo humour d’oltre Oceano.

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