RUNAWAY-3 A Twist Of Fate

  • Genere: Avventura classica Cartoons
  • Editore: Focus Home Interactive
  • Sviluppatore: Pendulo Studios
  • Rilascio: Metà Febbraio 2010
  • Tipo: 3D P & C in terza persona
  • Lingua: Sottotitoli Italiano
  • Età consigliata: 10+
  • Durata: 15-20 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
Windows XP SP2 / Vista SP1 / Windows 7 – Celeron 1.7GHZ – Duron 1.6GHZ CPU, 768 (XP) 1024 (Vista) – Scheda video 256 MB Compatibile DirectX9 Min 1280×720- 8 GB su HD – Scheda audio compatibile DirectX 9

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Il gioco inizia con la scena del funerale di Brian (chi ha giocato agli episodi precedenti può ricollegare i fatti) mentre Gina piange sulla sua tomba. Ma sarà proprio vero che Brian è defunto? Naturalmente no.
Da qui si snoda una serie di episodi che da una parte raccontano come e perché si è arrivati a questo funerale, dall’altra riguardano la lotta che Gina e Brian conducono contro i “cattivi” per impedire che un manufatto, che potrebbe diventare una potente arma, cada nelle mani sbagliate.
Questo terzo episodio è la continuazione dei primi due (A Road Adventure del 2002 e The Dream of the Turtle del 2007) sarebbe consigliabile giocare i precedenti per capirlo meglio, ma questo non è indispensabile.

IL GIOCO

Grafica – La grafica è praticamente la stessa che abbiamo visto negli altri episodi, maggiormente dettagliata nella descrizione di ambienti e personaggi, sempre molto accurata.
Gli ambienti da visitare sono numerosi, nulla che desti meraviglia ma piacevoli, ricchi di particolari e accattivanti.
In quanto ai personaggi, Brian è leggermente cambiato, diciamo più “maturo nel suo aspetto e Gina è sempre la ragazza sexy e un po’ impunita che conosciamo già.
Si rivedono vecchie conoscenze come Giona, Tarantola, il colonnello Kordsmeier e il soldato O’Connor, ma vengono aggiunti anche parecchi personaggi nuovi, tutti ben caratterizzati.
La storia è intervallata da lunghi “play back”, spezzoni degli episodi precedenti che Brian racconta sotto ipnosi e francamente mi è sembrato un espediente per allungare artificiosamente la durata del gioco.
Le animazioni sono frequenti e fluide, il motore grafico ha funzionato bene, anche se richiede risorse ben maggiori delle minime indicate specie nelle sequenze animate.
Le animazioni si possono bypassare con il tasto esc ma consiglio di evitare questa scorciatoia perché in un paio di occasioni mi ha provocato il blocco del computer con le prevedibili conseguenze.

Sonoro – La musica varia in genere e ritmo e non è costante. A volte interviene, a volte si percepiscono solo i rumori d’ambiente che sono inseriti sempre nel modo giusto.
Il doppiaggio è in inglese con la possibilità di mettere o togliere i sottotitoli.
I dialoghi sono molto frequenti e lunghi, nelle intenzioni degli autori dovrebbero essere divertenti ma alla lunga diventano noiosi.
Purtroppo non scompaiono una volta esauriti, con il rischio di ripeterli inutilmente, però si possono abbreviare (non sempre) cliccando con il tasto del mouse.

Enigmi – Il gioco è basato sui classici enigmi di inventario e sulla conduzione dei dialoghi, non altro che questo. Gli oggetti raccolti si possono visualizzare e manipolare in inventario.
Non ci sono enigmi “cerebrali” ma semplicemente bisogna capire dove e come usare gli oggetti raccolti.
Per la ricerca viene in aiuto il tasto F2 che indica gli hotspots e che consiglio di usare per esplorare a fondo gli ambienti.
L’uso degli oggetti è molto intuitivo e di solito avviene nell’ambiente stesso in cui si trovano. E’ davvero difficile restare bloccati.

Interfaccia – Il gioco è un punta e clicca classico: con il tasto sinistro del mouse si agisce, con il destro si osserva.
Il cursore prende le forme di mano o di occhio a seconda dell’azione che si desidera fare.
Ho trovato scomodo l’accesso all’inventario che si apre per mezzo di una freccia che bisogna cercare spostando il cursore in alto, al centro dello schermo e che non sempre si “acchiappa” al primo colpo.
Al menu si accede con il tasto “esc”, i giochi vengono salvati automaticamente con diapositive che riportano data ed ora.

Conclusioni – Come tutti i seguiti, viene meno il fattore sorpresa-novità e non mi pare che questo episodio sia realmente superiore agli altri. Diciamo che è una buona continuazione per coloro a cui piace il genere e non amano giochi troppo impegnativi.

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