RIDDLE OF THE SPHINX

  • Genere: Avventura archeo
  • Editore: Dreamcatcher Inter
  • Sviluppatore: Omni Creative Group
  • Rilascio: 2000
  • Tipo: 3D P & C in prima persona
  • Lingua: Italiano
  • Età consigliata: 13 +
  • Durata: 30-35 ore

 

  • Difficoltà:   
  • Voto di P& C:      

Requisiti minimi richiesti:
PC: Pentium 166 Microprocessore di MHz (Pentium II Recommended); Windows 95 / 98 / io; 32 Ariete di MB (64 MB Recommended); 8X Passeggiata di CD-ROM; SVGA Monitor (640 X 480 con Migliaia di Colori)

 

Recensione di Aspide Gioconda

LA STORIA

Il celebre archeologo Gil Blythe Geoffreys è morto misteriosamente mentre cercava la verità sul mistero della sfinge e forse l’aveva trovata in una camera segreta della Sfinge.
Nel rompere il sigillo del papiro rinvenuto, si era scatenata un’antica maledizione che aveva portato l’archeologo alla morte.
Comprendendo che ormai è condannato, Gil scrive a te e nasconde il papiro e le sue annotazioni sulla scoperta.
Al tuo arrivo all’accampamento entrerai nella tenda di Gil e dovrai trovare gli indizi che ti permetteranno di proseguire nell’indagine.
Il tuo viaggio ti porterà all’interno della Sfinge e della Grande piramide, nel Tempio perduto di Ra e potrai vedere un’infinità di luogi meravigliosi, di oggetti stupendi e tentare di suicidarti per risolvere gli infiniti enigmi che il gioco ti presenta.

IL GIOCO

Il mistero della Sfinge… Gli archeologi, gli egittologi di tutto il mondo orami da decenni si arrabattano per svelare i misteri circondano le piramidi d’Egitto e la Sfinge. Ufficialmente questi colossi architettonici furono costruiti circa 2500 anni prima di Cristo, ma recenti studi hanno posto gravi dubbi si questa datazione.
A cosa servivano realmente le piramidi? A cosa serviva la sfinge? Sappiamo che le piramidi dovevano essere tombe, ma al loro interno non è mai stata trovata la minima traccia che provasse questa destinazione. La loro costruzione implicava conoscenze tecniche e architettoniche che ancor oggi restano incomprensibili.
I geologi hanno inoltre stabilito che le erosioni sulla superficie della Sfinge possono essere state causate non dalla naturale erosione dei venti del deserto ma solo da una dilavazione dovuta a piogge continue. E sappiamo che circa 10.500 anni a.C. questa zona della terra fu oggetto di alluvioni.
Dunque chi ha realmente costruito questi colossi?
Il gioco si incentra su queste domande ed è evidente che gli autori, Jeff e Karen Tobler si sono ben documentati creando un gioco veramente affascinante che invita a riflettere e a documentarsi per saperne di più.

Grafica -Il gioco inizia con una bella veduta della pianura di Gizha nella quale puoi ammirare la Sfinge. In realtà la grana dell’immagine non è ad alta definizione e la nitidezza delle inquadrature a larga visuale lascia un po’ a desiderare. Questa pecca si fa perdonare dalle splendide architetture d’insieme che colpiscono nell’immediato l’occhio.
La sensazione immediata è quella di immersione ambientale. Una luce intensa picchia sulle pietre e fa sentire il calore della sabbia.
Poi si passa agli interni. La grafica 3D con visuale a 360° ti permette di vedere tutto e sicuramente c’è tanto da vedere.
Diciamo che gli interni sono di un realismo impressionante. Negli stretti corridoi della sfinge o della Piramide, sembra quasi di soffrire di un senso di claustrofobia, ma è solo una sensazione passeggera, distratta dalla magnificenza degli affreschi murali, delle architetture, delle infinite cose da osservare e da scoprire.
Alcune stanze poi riservano sorprese inimmaginabili per la loro bellezza. La stanza del tesoro, con i suoi oggetti finemente lavorati che si gustano fin nei minuti particolari, la sala delle colonne con al sua imponenza, la stessa sala del vascello funebre, concepita in modo spettacolare.
Poi arriviamo di nuovo all’esterno, nel tempio di Ra e qui ritorna la grafica solare, con luci ed ombre nette, quasi tagliate, a significare la forza del sole che grava su uomini e cose.
Una concezione architettonica e grafica spettacolare che ha uguali in pochi giochi finora pubblicati.

Sonoro – La musica è interessante e suggestiva, ben abbinata al tema del gioco e dosata per creare la giusta aspettativa e quel pizzico di suspence che non guasta mai.
La stessa cosa non si può dire per i rumori. Il gioco si limita a riprodurre i rumori “meccanici tralasciando quelli d’ambiente che invece spesso contribuioscono non poco a creare le suggestioni dettate dalla grafica.

Enigmi – Se siete appassionati di enigmi, se ne volete a sazietà di tutti i tipi e di tutti i livelli di difficoltà, questo è il gioco che fa per voi.
Quasi tutta l’esplorazione avviene in ambienti chiusi. Le locazioni sono davvero tante, alcune molto vaste.
Il gioco ci conduce nei luoghi più segreti sia della Sfinge che della Piramide di Cheofe, mostrandoci realisticamente tutti quei luoghi e quelle nuove scoperte che sono state fatte in anni recenti e che costituiscono, almeno fino ad oggi, un mistero insolubile per gli archeologi.
Su questi misteri, sulla base delle ultime scoperte effettuate, delle nuove teorie su queste enormi testimonianze della civiltà egizia, gli autori hanno congegnato enigmi veramente degni di nota.
L’esplorazione conduce a scoprete che gradualmente ti sveleranno i misteri che il tuo amico Gil ha scoperto prima di te e ti porteranno ad affrontare enigmi per la cui soluzione dovrai aver trovato indizi nei papiri, negli affreschi, nei documenti che avrai collezionato in giro.
Nulla di astruso, tutto è linearmente logico in questo gioco: se non hai gli elementi necessari per risolvere un problema, per operare una scelta, il gioco ti bastona. Infatti si può morire per imprudenza o per inefficienza.
Nel gioco c’è anche un labirinto verso la fine, niente male. Del resto in un gioco archeologico come può mancare il classico labirinto?

Interfaccia – Il movimento del gioco è con sistema punta e clicca. Una manina con dito puntato o piegato indica la direzione e un cursore a forma di bersaglio indica gli oggetti attivi.
Per avere la visuale a 360° si trascina il cursore.
Per richiamare l’interfaccia si usa la barra spaziatrice. Qui si possono trovare i principali comandi del menu e l’inventario. Non ho trovato comoda questa soluzione. E’ vero che in questo modo la schermata attiva del gioco resta intera, ma non è pratico ricorrere alla barra spaziatrice ogni voltA che si deve prendere o depositare un oggetto. Passando con il cursore sopra gli articoli compare il loro nome e questo può essere comodo. Per attivare l’oggetto ed usarlo, bisogna cliccarci sopra due volte.

Conclusioni – Nell’intraprendere questo gioco avevo il timore che si trattasse di uno dei soliti giochi pseudo-didattici sull’antico Egitto, invece fin dall’inizio ho capito che si trattava di qualcosa di diverso. Un gioco vero, di quelli “tosti”, fatti per tenere il giocatore incollato al computer un numero imprecisato di ore.
Il gioco (ed è cosa rara) è un mix equilibrato di bellezza grafica, di interesse storico e di enigmi, per cui il consiglio è. da non perdere.

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